George Romero: L’Impero dei Morti 1 – Recensione Panini Comics

Pubblicato il 27 Settembre 2014 alle 10:30

Dal genio di George Romero arriva una nuova miniserie targata Marvel incentrata su un’apocalisse zombie a New York .

George Romero: L’impero dei Morti 1

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Autori: George Romero (testi), Alex Maleev (disegni)
Provenienza: U.S.A
Casa editrice:Panini Comics
Genere:Horror
Uscita: Giugno 2014
Prezzo:3.50 euro
Formato:64 pp, col,17×26

Autore di autentici capolavori dell’horror come La notte dei morti viventi (1968) e Zombi (Dawn of the Dead, 1978), George Romero è considerato di diritto il maestro degli Zombie movie. Il regista newyorkese tra gli anni 60′ e 80′ ha ridefinito il genere horror, contribuendo a creare l’immagine moderna degli zombi che conosciamo tutti: ovvero morti viventi cannibali. Dopo alcuni flop al cinema negli anni 2000, tra cui l’ultimo Survival of the Dead-l’isola dei sopravvissuti, Romero ha stretto una collaborazione con la Marvel per scrivere una miniserie horror a tema zombi, ovviamente. Ecco nascere, dunque, L’impero dei morti, sceneggiato interamente da Romero e disegnato dal’artista bulgaro Alex Maleev (Daredevil, Sam and Twitch, Moon Knight). Non è la prima volta che vediamo registi famosi impegnati a scrivere sceneggiature per fumetti, talvolta anche con risultati eccellenti. Possiamo citare gli esempi di Kevin Smith (Clerks,Dogma), autore per la Marvel di Devil:Diavolo custode, o ancora Richard Donner (regista del primo film di Superman), che ha curato insieme a Geoff Johns i testi di Superman:ultimo figlio.

In questo Impero dei morti Romero riprende molte atmosfere e tòpoi del genere zombi/post-apocalittico già visti nelle sue pellicole, impostando un ritmo cinematografico ben scandito. I testi non sono mai banali e il feeling con i personaggi,tutti caratterizzati al punto giusto, è immediato. Da subito ci troviamo catapultati in una New-York infestata dai morti viventi, in cui, sotto il regime militarista dell’ambiguo sindaco Chandrake, i ricchi trovano svago nei combattimenti tra zombi/gladiatori nelle arene, mentre la gente povera deve accontentarsi di topi stecchiti come pasto. Qui facciamo subito conoscenza della dottoressa Penny Jones, giunta a New York per condurre esperimenti sul comportamento degli infetti, e di Paul Burnam, cinico responsabile del procacciamento degli zombi per l’arena. A differenza di Burnam e di gran parte della gente di New York, la dottoressa Jones crede fermamente che le “carogne”(come vengono “affettuosamente” chiamati i morti viventi) possiedano alcune reminiscenze del loro passato umano e per questo meritino una chance di essere riabilitati. La speranza della dottoressa viene qui incarnata dall’agente dello swat Frances Xavier, una donna infetta che sembra mostrare alcuni segni di umanità.

La scelta tra sopprimere e aiutare la razza ritenuta pericolosa all’interno di una società, il confine labile tra Bene e Male, la regressione della natura umana in occasione di un evento apocalittico sono tutti spunti di riflessione interessanti che emergono inesorabili in questo primo numero. Mentre alcuni zombi si mostrano docili e meno aggressivi, gli umani, invece, si stanno rendendo protagonisti di azioni brutali e sembrano aver perso la percezione reale di chi siano i buoni e chi i cattivi. Lo stesso personaggio di Burnam ha forti dubbi sui metodi autoritari del sindaco Chandrake, il quale, insieme al nipote, sembra nascondere un terribile segreto. Autori del calibro di Romero e soprattutto Robert Kirkman (The Walking Dead), hanno spesso utilizzato l’invasione zombi come un espediente narrativo per spostare l’attenzione sui sopravvissuti e analizzare la volubità, l’ipocrisia e la crudeltà dell’essere umano. Costretti a convivere quotidianamente con la morte e il terrore,senza la certezza di un domani, i sopravvissuti manifestano la loro vera natura, compiendo azioni che altrimenti non avrebbero mai compiuto. Come esplicitato più volte sulle pagine di The Walking Dead di Kirkman: durante un’apocalisse zombie, i veri morti che camminano sono gli umani sopravvissuti.

Per illustrare L’impero dei morti di Romero, la scelta di chiamare Alex Maleev si è rivelata davvero ottima. L’inconfondibile tratto cupo e ruvido dell’artista bulgaro è ideale per rappresentare gli oscuri personaggi e la tetra desolazione di New york. A valorizzare ancora di più le sue splendide tavole ci pensa il colorista Matt Hollingsworth (Occhio di falco), che riesce a mescolare alla perfezione colori freddi e caldi, adattandosi ai continui cambiamenti di scena.

Coadiuvato da questo eccellente  comparto grafico, Romero dimostra ancora una volta che il genere horror/zombi ha ancora tanto da dire, sia nel cinema che, soprattutto, nel fumetto. Nonostante si avverta qualche piccolo déjà vu, le idee esposte in questo primo numero sono ben sviluppate e hanno un alto potenziale . Le prossime uscite promettono di essere davvero ricche di colpi di scena.

Voto:8

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