Recensione La Vita e i Tempi di Savior 28 n. 1 di 5 – Italycomics

Pubblicato il 26 Ottobre 2010 alle 08:30

Autori: J.M. DeMatteis (testi), Mike Cavallaro (disegni)
Casa Editrice: Italycomics
Provenienza: Stati Uniti
Prezzo: € 3,00


James Smith è il primo e migliore supereroe che l’America abbia mai conosciuto da quando, nel 1939, un esperimento lo ha reso Savior 28.
Settant’anni dopo Smith viene assassinato, e il suo aiutante di un tempo ne rievoca la storia della vita, una vita legata a filo doppio con la storia, i valori e gli ideali del popolo americano.

Per questo albo di esordio di una storia in cinque atti scritta nel 2009 per la IDW, DeMatteis opta per una struttura narrativa che incolla dalla prima all’ultima pagina costruita su continui balzi avanti e indietro nel tempo, gestiti con lucidità e chiarezza e incastonati all’interno di precise coordinate storiche, che partendo dalla morte dell’eroe mostrano frammenti di alcuni eventi chiave non solo della lunga carriera di Savior 28, dalle origini segrete alle battaglie con la nemesi Savior 13, ma anche e soprattutto dell’uomo dietro la maschera.
Un uomo di cui non ci sono nascoste le debolezze, l’alcool su tutte, che ci viene presentato in crisi dopo decadi di lotta per “la giustizia, la verità e l’american way”; che, dopo una scia di morte e dolore, è arrivato a interrogarsi su quei valori di cui si era fatto portavoce chiedendosi se sia possibile risolvere i problemi del mondo senza usare i pugni, la violenza e la brutalità (una tematica ricorrente anche nell‘altra bella serie supereroistica dello sceneggiatore in corso per la Italycomics, Hero Squared).
Un eroe che ora, a due anni dall’attentato alle Torri Gemelle, viene accusato dalla gente che lo ha sempre amato di essere un traditore proprio a causa delle esternazioni pubbliche di quegli interrogativi, volte a far aprire gli occhi davanti alle bugie dei governi che egli stesso ha contribuito a radicare nella popolazione.

La Vita e i Tempi di Savior 28 appare come un progetto ambizioso e complesso, in grado di soddisfare chi cerca una storia matura (dove per matura non si intende come spesso accade un banale sfoggio di sesso e violenza e provocazioni varie fine a se stesse) e ricca di contenuto, per certi versi illuminante sulle possibilità che un genere con settant’anni di storia alle spalle può ancora offrire; ma che non perde di vista l’obiettivo più immediato di intrattenere per mezzo di una trama appassionante non avara di sorprese che tengono lontana la noia.
Nelle intenzioni dichiarate dello sceneggiatore, che avrebbe voluto raccontare qualcosa di simile già durante la sua gestione di Capitan America negli Anni Ottanta ma che gli editor non gli permisero, l’opera si propone come la sua parola finale sul genere supereroistico: per quello che emerge dal primo numero si può affermare senza dubbio che la strada intrapresa sia quella giusta.

I disegni di Mike Cavallaro sono caratterizzati da uno stile che omaggia con personalità la Golden Age del fumetto americano, e costituiscono il degno supporto alla narrazione grazie a una gestione ispirata della scansione delle vignette, ricche di dettagli, che esalta l’impatto emotivo degli eventi descritti.


Voto: 8,5

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