Eiichiro Oda: “One Piece potrebbe durare altri dieci anni, nuovi personaggi arriveranno”

Pubblicato il 9 Luglio 2014 alle 15:00

In una recente intervista il creatore di One Piece ha affermato di avere idee sufficienti per un’altra decade di pubblicazione.

one piece oda 1

Intervistato da ChinaTimes (Qui su OPF trovate la traduzione integrale in inglese) il mangaka Eiichiro Oda ha rassicurato i fan di One Piece: “Dopo 17 anni di pubblicazione, dopo moltissimi nuovi personaggi introdotti nella storia, ancora non riesco a mettere un freno all’ispirazione. Penso di poter continuare a disegnare per altri dieci anni.”

Ovviamente nuove avventure significano nuovi personaggi: “Ci saranno nuovi nakama (membri dell’equipaggio). Arriveranno uno dopo l’altro”. L’attuale ciurma dei Cappelli di Paglia non sarà dunque quella definitiva?

one piece odaContinua a leggere l’intervista…

A inizio intervista, rispondendo ad una domanda del giornalista, Oda-sensei ha confermato che il titolo del manga è strettamente legato al tesoro di Gol D. Roger (l’intervistatore aveva proposto l’interpretazione One Piece=World Peace, la pace nel mondo). Ovviamente però non ha svelato in che modo le due cose siano collegate.

Per tenere sotto controllo la sua salute (alcune recenti pause del manga erano legate all’ospedalizzazione dell’autore per il troppo lavoro) il mangaka è passato dalle 3 ore di sonno per notte del 2012 (“Dalle 2 alle 5”) a ben 4 ore: “Vado a letto alle 8 del mattino e mi sveglio a mezzogiorno. Non preoccupatevi per la mia salute, ora è tutto a posto”. (Sarà, ma personalmente non mi sento molto rassicurato).

eiichiro oda drawing desk
La scrivania di Eiichiro Oda

L’unica cosa che rimpiange è di non avere tempo per viaggiare, per cui cerca ispirazioni su nuovi mondi e situazioni fantastiche nei libri.

Questi ritmi non sembrano pesare troppo a Oda-sensei. Anche dopo 20 anni per lui: “I manga non sono un lavoro. Sono sempre molto felice quando disegno.”. Prima del successo di One Piece l’autore si trovava in una situazione difficile: “Ogni cosa che proponevo veniva rifiutata, mi sentivo sotto pressione ed ansioso. Pensavo di non avere nessun talento per il disegno”. Poi un editor gli fece ritrovare la forza di continuare a provare dicendogli: “Una persona che lavora sodo come te avrà il successo che merita!”.

Aveva ragione.

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