La Legge del Deserto – Recensione Almanacco Cosmo

Pubblicato il 9 Luglio 2014 alle 10:30

Com’è la legge del deserto? Spietata. Così come sono spietati i protagonisti di un’intrigante graphic novel che adatta un racconto di Louis L’Amour, il più amato scrittore statunitense di romanzi western! Non perdete questa nuova proposta targata Editoriale Cosmo!

Almanacco Cosmo n. 2 – La Legge del Deserto

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Autori: Beau L’Amour, Katherine Nolan (testi), Thomas Yeates (disegni)
Casa Editrice: Editoriale Cosmo
Genere: Western
Provenienza: USA
Prezzo: € 6,90, pp. 160, b/n
Data di pubblicazione: giugno 20144

Negli Stati Uniti il western è stato, più o meno fino ai primi anni sessanta, popolare, specialmente in ambito cinematografico, e non sono mancati nemmeno fumetti imperniati su cowboys e indiani, sebbene la loro importanza sia risultata minore rispetto a quella dei comic-book supereroici. Per ciò che concerne la letteratura, invece, i romanzi western godono ancora oggi di un riscontro commerciale notevole. Uno degli scrittori da sempre più amati che è stato identificato con il genere è il compianto Louis L’Amour, autore di tantissime opere di successo.

L’Editoriale Cosmo ha iniziato a tradurre alcuni romanzi di questo tipo ma con il presente albo della collana Almanacco Cosmo propone pure l’adattamento fumettistico di una delle short-stories più celebri di L’Amour: La Legge del Deserto. Tra i fan dello scrittore è considerata una delle più rappresentative, un vero e proprio manifesto della sua fiction: i personaggi si muovono in un Far West la cui descrizione non corrisponde agli stereotipi edulcorati presenti in tanti film. Non esiste una netta distinzione tra buoni e cattivi e ognuno agisce sulla base di peculiari codici d’onore, a volte in balia di circostanze inaspettate. E il mondo dei pionieri è duro, difficile, contrassegnato da emozioni forti e violente che sovente provocano tragedie.

Il racconto fu in origine trasformato in una sceneggiatura da Charles Santino che forse molti ricorderanno per diverse storie del Conan marvelliano. Ma in seguito il figlio di Louis L’Amour, Beau, coadiuvato da Katherine Nolan, pensò di utilizzare lo script per ricavare una graphic novel, affidandone la parte grafica a Thomas Yeates. Il risultato è un gioiello che ora i lettori italiani avranno l’opportunità di apprezzare.

Siamo in un tipico paese del west, quindi, e sin dal principio si intuisce che si avrà a che fare con una vicenda dai toni cupi e violenti. Un uomo arriva in un ranch e, senza esitazione, uccide il proprietario per poi fuggire. Perché è successo questo? Chi è l’assassino? Quali sono le sue motivazioni? La notizia dell’omicidio dilaga e lo sceriffo della città, assistito da alcuni collaboratori, si mette subito alla caccia del criminale. Tutti lo conoscono e non sono stupiti da ciò che è accaduto. Tra essi c’è un mezzosangue che aveva fatto un patto con l’omicida e si unisce allo sceriffo e alla sua squadra, spiegando di essere l’unico capace di individuarlo. Effettivamente, sembra così, ma i misteri aumentano.

Chi è il mezzosangue? Qual è la natura dell’accordo fatto con l’assassino? E cosa c’entra una mandria di bestiame? Ed è un caso che i turbolenti avvenimenti si siano verificati in un periodo di grande siccità? Man mano che la story-line procede, Beau e Nolan, grazie a riusciti flashback, ci forniscono i dettagli della questione, delineando il ritratto di una comunità di uomini fieri, duri, senza scrupoli, pronti a compiere qualsiasi cosa pur di difendere i propri interessi. Il concetto dell’aridità predomina nella trama, simboleggiato, appunto, dalla siccità e dalla mancanza dell’acqua. Ed è sintomatico che si concluda in un deserto assolato, espressione esteriore della sterilità dell’animo umano. Ovviamente non mancano inseguimenti, sparatorie e tutti gli elementi tipici del western, e il ritmo della narrazione è serrato, con dialoghi secchi e laconici di evidente impronta pulp.

Quanto all’aspetto grafico, Thomas Yeates ricorre a un bianco e nero pittorico suggestivo e rappresenta le distese del deserto, i ranch, gli interni dei saloon, le vaste praterie con un gusto estetico innegabile. Il suo tratto è elegante e raffinato, valorizzato da giochi d’ombra e chiaroscuri incisivi, e sono da lodare i primi piani dal taglio cinematografico, nonché il dinamismo delle sequenze d’azione. Insomma, questo è un albo da tenere d’occhio che piacerà ai fan dei fumetti western così come ai lettori che amano semplicemente le proposte di qualità.

Voto: 8

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