Devil by Ann Nocenti – Typhoid Mary: recensione Panini Comics

Pubblicato il 8 Giugno 2014 alle 10:30

Panini Comics ripropone una delle sequenze narrative più drammatiche e importanti della serie del Diavolo Rosso: la saga di Typhoid Mary! Chi è la terribile psicopatica che ha preso di mira Devil e in che modo distruggerà la sua vita? Ce lo spiegheranno Ann Nocenti e John Romita Jr.!

Devil by Ann Nocenti – Typhoid Mary

DEVIL BY ANN NOCENTI TYPHOID MARY

Autori: Ann Nocenti (testi), John Romita Jr. (disegni)
Casa Editrice: Panini Comics
Genere: Supereroi
Provenienza: USA
Prezzo: € 18,00, 17 x 26, pp. 232, col.
Data di pubblicazione: giugno 2014

Quando si discute di Devil si fa una distinzione netta tra le storie realizzate prima dell’avvento di Frank Miller e quelle ideate dopo la leggendaria run dell’autore del Maryland. In effetti, dopo Frank Miller nulla fu più come prima per il mensile del Diavolo Rosso. Il cartoonist di Dark Knight Return e altri capolavori aveva trasformato Daredevil in un comic-book noir, adulto e diverso dagli altri mensili della Casa delle Idee. Quando Dennis O’Neill lo sostituì, cercò di mantenere il tono cupo delle storie, riuscendoci parzialmente. Poi Miller ritornò e insieme a David Mazzucchelli propose l’eccezionale sequenza intitolata Born Again che costituisce tuttora uno dei momenti qualitativamente più elevati della serie.

Alla fine di quella story-line, era evidente che qualunque scrittore si fosse cimentato con Matt Murdock sarebbe stato paragonato a Miller, a tutto vantaggio di quest’ultimo. Non era una situazione facile e la Marvel affidò la testata ad Ann Nocenti. Si era messa in luce come editor di Uncanny X-Men, spingendo Chris Claremont a scrivere episodi introspettivi apprezzati dai fan; e aveva realizzato con Arthur Adams la miniserie Longshot che era stata accolta con favore. Ma Ann non si era messa alla prova con un mensile regolare e nessuno sapeva cosa aspettarsi da lei.

Senza porsi problemi, scrisse vari episodi interessanti, coadiuvata da penciler diversi. Molte delle prime storie erano autoconclusive e non prive di toni socio-politici piuttosto radicali e anomali per la Marvel. Le cose cambiarono quando le matite furono affidate a John Romita Jr., assistito alle chine dal grande Al Williamson. Fu allora che Ann ideò una lunghissima saga e il trio Nocenti/Romita Jr./Williamson realizzò una pietra miliare non solo della Marvel ma del fumetto americano in generale. Molti che magari conoscono Ann per le attuali storie di Catwoman potranno sorprendersi; ma il Daredevil della Nocenti va messo sullo stesso piano di quello di Miller e bisogna specificare che, grazie a lei, il mensile fu l’unico assimilabile alle serie Vertigo della concorrente DC.

Secondo l’ottica di Ann, Devil è una specie di Messia travestito da diavolo che agisce nello squallore di Hell’s Kitchen, cercando di aiutare i cittadini in difficoltà. Insieme a Karen Page, si occupa di un centro sociale e il quartiere è controllato da bande di strada. Droga e prostituzione dilagano e le ambientazioni descritte da Ann sembrano uscite da ‘Taxi Driver’ di Scorsese. Per giunta, la sporcizia è onnipresente e le tematiche dell’inquinamento e della malattia sono ricorrenti. Su tutto domina Kingpin, spietato capomafia che, in maniera patologica, cerca di distruggere l’odiato Matt Murdock. I villain creati da Ann sono inquietanti, vittime del lato deviato del sistema americano: il ripugnante Marciume, per esempio; il sicario Bullett; il terribile Bushwacker; o i perfidi Selvaggi.

Me nessuno simboleggia l’era nocentiana meglio di Typhoid Mary, psicopatica affetta da sdoppiamento della personalità utilizzata da Wilson Fisk per colpire Murdock. Panini Comics propone proprio gli episodi imperniati su Mary. Le storie tratte dai nn. 254/257 e 259/263, sono appunto quelli che narrano l’insidioso, complesso legame psicologico che si instaurerà tra l’assassina e il vigilante mascherato. Il nome della donna dice tutto: typhoid rimanda al tifo e alla leggenda di Mary l’appestata, immigrata irlandese che aveva propagato la malattia a New York agli inizi del Novecento. La Typhoid della Nocenti è una ragazza apparentemente tranquilla, un’ex attrice sensibile e pudica che a causa di un trauma soccombe di tanto in tanto a una seconda personalità.

Nella sua identità di Typhoid, è una killer sexy e disinibita, dotata di poteri mentali e priva di scrupoli. Kingpin le ordina di entrare nella vita di Matt. Come Mary, si insinua quindi lentamente nella sua esistenza; e di notte lo attacca come Typhoid e dal momento che in quelle occasioni il suo battito del cuore si modifica, Matt non può capire che si tratta della stessa persona. Devil inizia una relazione con Mary, all’insaputa dell’amata Karen Page, e a un certo punto Typhoid gli rivela la verità: si è innamorato di una criminale spietata, di una donna perversa che rappresenta tutto ciò che Devil odia. Proprio come voleva Kingpin. Ed è qui che l’equilibrio del Diavolo Rosso subisce uno shock, con conseguenze devastanti. Tuttavia, nemmeno per Kingpin le cose saranno semplici, dal momento che Typhoid, perfida come non mai, sedurrà anche lui.

La Nocenti costruisce un noir di profondità incredibile, analizzando i temi della colpa e del peccato, con testi intensi, lirici, a tratti sperimentali, e pieni di rimandi e citazioni colte, da Nietzsche ai poeti maledetti. E non manca l’azione che assumerà una valenza violenta all’epoca poco comune per gli albi mainstream della Casa delle Idee. Il suo Devil è disperato, tormentato, emotivamente fragile; una specie di angelo caduto perduto nei meandri di un inferno esistenziale; e Typhoid è seducente e nel contempo agghiacciante. Ci si sente sia attratti che respinti da lei e per questo fu considerata uno dei personaggi più spiazzanti e perturbanti della Marvel.

John Romita Jr., dal canto suo, raffigura le situazioni immaginate da Ann con un talento mozzafiato e rappresenta in maniera convincente il luridume di Hell’s Kitchen, lo squallore alienante di New York, il buio dei locali fumosi frequentati dalla peggiore umanità, lo smarrimento psichico di Devil, la freddezza di Kingpin e l’allure erotica di Typhoid dal viso orribilmente truccato, la capigliatura punk e le intriganti calze a rete strappate. Coloro che hanno già letto queste storie sanno di cosa parlo. Ma chi non ha avuto modo di scoprirle, non dovrebbe trascurarle. Non stiamo parlando di un’opera qualsiasi e c’è da augurarsi che Panini Comics ripubblichi la run di Ann nella sua interezza. Ne vale la pena.

Voto: 9

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