La Lega degli Straordinari Gentlemen vol. 1, la recensione della nuova edizione Bao

Pubblicato il 13 Marzo 2014 alle 11:45

Bao Publishing ripropone l’inizio di una delle saghe più acclamate del comicdom: La Lega degli Straordinari Gentlemen scritta dal sommo Alan Moore e disegnata dall’incisivo Kevin O’Neill! Non perdete il primo capitolo della serie steampunk più intrigante degli ultimi anni!

La Lega degli Straordinari Gentlemen 1 coverLa Lega degli Straordinari Gentlemen vol. 1
Maggio 1898

Autori: Alan Moore (testi), Kevin O’ Neill (disegni)

Casa Editrice: Bao Publishing

Genere: Fantascienza

Provenienza: USA

Prezzo: € 19,00, 16 x 24, pp. 200, col.

Data di pubblicazione: maggio 2013

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Una casa editrice va giudicata innanzitutto sulla base della qualità degli autori pubblicati. E un’etichetta come la Bao Publishing che vanta nel suo catalogo Alan Moore merita considerazione se non altro per partito preso, dal momento che si tratta dello sceneggiatore di comics più importante a livello mondiale. Il giudizio deve poi vertere sulla qualità di stampa e la cura editoriale e Bao Publishing, da questo punto di vista, non è seconda a nessuno. È evidente nel primo volume de La Lega degli Straordinari Gentlemen, forse la serie più rilevante creata dal Magus negli ultimi anni. Basta infatti esaminare questa edizione e confrontarla con le precedenti per accorgersi della differenza, a tutto vantaggio di quella Bao.

The League of Extraordinary Gentlemen non è un fumetto qualsiasi ed è caratterizzato da un’idea singolare e intrigante: fare agire vari personaggi del mondo letterario partendo dal presupposto che esistano realmente e collaborino per difendere l’umanità da tremendi pericoli. Tale idea ha potenzialità infinite poiché qualsiasi creazione letteraria potrebbe essere inserita nel contesto narrativo. Il volume include la prima miniserie della Lega e la story-line, come è facile intuire dal titolo, si colloca nel 1898. Moore ha usato le convenzioni fantascientifiche e pulp per delineare una trama dai toni steampunk avvincente e appassionante, complessa ma leggibile, ricca di azione, pathos, colpi di scena e, last but not least, ironia. Per giunta non mancano innumerevoli accenni artistici e culturali tipici degli script di Moore e i lettori avranno modo di riconoscerli (o almeno li riconosceranno quelli colti).

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Siamo nel 1898, quindi, e Moore immagina che i servizi segreti britannici siano impegnati a sventare minacce inconcepibili. Data la natura delle suddette minacce, ci vogliono agenti particolari e nella fattispecie Mina Murray che i fan del Dracula di Stoker conoscono; il celebre Allan Quartermain le cui avventure furono scritte da H.R. Haggard; il leggendario Capitano Nemo immaginato da Verne; il terribile Dr. Jekyll di stevensoniana memoria; e Griffin, alias l’Uomo Invisibile, inventato da H.G. Wells. Costoro sono alle direttive del misterioso Bond, a sua volta esecutore degli ordini dell’enigmatico M (qui Moore si diverte a strizzare l’occhio a Ian Fleming), e la squadra è costretta a vivere pericolose situazioni allo scopo di mettere le mani su una sostanza denominata cavorite per ragioni che saranno spiegate nel corso della trama.

Moore crea quindi una story-line piena di accenni che spaziano dalle teorie del Marchese De Sade, evidenti nella sequenza ambientata in una scuola perversa, ai delitti di Jack Lo Squartatore; dalle storie di Sherlock Holmes in lotta contro il perfido Moriarty alle mostruosità terrifiche dei racconti di Lovecraft con disinvoltura encomiabile. Lo spirito di The League of Extraordinary Gentlemen è quello dell’avventura allo stato puro e l’opera può essere considerata un omaggio alla narrativa dei romanzi pubblicati a puntate nelle riviste d’appendice. Elementi della cultura ‘alta’ (poesie romantiche, esperimenti linguistici post-moderni) convivono con quelli ‘lowbrow’ in un connubio ben riuscito. I testi di Moore sono profondi e hanno valenza letteraria (a maggior ragione necessaria in una serie del genere) e i dialoghi efficaci. Un altro dei meriti di Moore è stato quello di impostare in modo ben preciso le psicologie dei personaggi: Quartermain è tormentato e malinconico, afflitto dalla sua tossicomania; Mina è forte e sicura di sé; Jekyll è un represso che in certi momenti si sfoga trasformandosi nell’aggressivo Hyde; Griffin è un provocatore che ama essere violento; e Nemo è freddo e scostante.

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Il penciler Kevin O’Neill fa a sua volta un ottimo lavoro con il suo stile grezzo ma espressivo nonché adatto alle sconcertanti situazioni descritte dal Magus. E’ accurato e certosino nella rappresentazione dei bassifondi londinesi, dei locali malfamati, dei sotterrerai, dei veicoli enormi e degli abissi oceanici che fanno da sfondo alla narrazione nonché in quella dei character, utilizzando un lay-out tradizionale ma coinvolgente. Molte vignette hanno tanti particolari, siano essi titoli di giornali, arredi, quadri, comparse e così via che contribuiscono a rendere ulteriormente interessante la lettura e a fornire molteplici livelli di significato alla trama. L’edizione Bao è corredata da uno splendido racconto in prosa di Moore, anche in questo caso pregno di suggestioni pulp, sci-fi e lovecraftiane, degno di un numero della gloriosa ‘New Wolrds’ di Michael Moorcock, e da splendide illustrazioni: dettagli che rendono maggiormente prezioso il volume. Da non perdere.

Voto: 9

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