Hellblazer di Peter Milligan n. 9, la recensione

Pubblicato il 19 Dicembre 2013 alle 16:30

Ritornano le avventure pre-reboot del mago John Constantine scritte dal visionario Peter Milligan e disegnate da Simon Bisley e Giuseppe Camuncoli! Cosa succede all’occultista inglese quando apprende di avere un nipote? Scopritelo in questo tp targato RW-Lion!

Hellblazer_di_peter_milligan_09_la_maledizione_di_constantineHellblazer di Peter Milligan n. 9

Autori: Peter Milligan (testi), Simon Bisley, Giuseppe Camuncoli (disegni)

Casa Editrice: RW-Lion

Genere: Horror

Provenienza: USA

Prezzo: € 12,95, 16,8 x 25,6, pp. 144, col.

Data di pubblicazione: novembre 2013

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Come tutti sanno, Hellblazer, uno dei mensili di punta della Vertigo non esiste più, dal momento che la DC Comics ha deciso di reintegrarne il protagonista John Constantine, insieme ad altri personaggi di genere mistico/esoterico, nel proprio universo mainstream. Oggi il tabagista inglese appare quindi regolarmente su Justice League Dark e su Constantine, cosa che ha fatto storcere il naso a parecchi, dato che il character è oggettivamente edulcorato. Per fortuna ci sono ancora storie inedite del serial precedente e siamo giunti al nono volume che include la run di Peter Milligan, sceneggiatore che ha portato alla sua logica conclusione il comic-book.

Il volume in questione include i nn. 292-297 di Hellblazer e anche stavolta non mancheranno novità e colpi di scena. Il geniale autore di Shade The Changing Man durante la sua gestione ha modificato lo status quo di John, inserendo nelle story-line la giovane e splendida alchimista Epiphany che nel corso degli episodi ha acquisito progressiva importanza fino a diventare moglie di Constantine. Epiphany è quindi la vera co-protagonista di Hellblazer e ha portato un radicale mutamento di prospettiva. Constantine deve infatti confrontarsi con una consorte giovane, sexy, disinibita, sicura di sé ed esperta di occultismo e magia. E in molte occasioni si è dimostrata essenziale nelle allucinanti avventure che vedono coinvolto il mago creato dal grande Alan Moore.

Succede pure stavolta. Dopo un episodio autoconclusivo in cui Milligan ci rivela i trascorsi della coppia, imperniati su sieri dalle strane proprietà, nobili perversi e famelici licantropi, Peter delinea una nuova sequenza che parte come un classico horror sullo sfondo delle odierne tensioni sociali (si colgono riferimenti alle proteste contro la BCE e le multinazionali) per poi evolversi in un claustrofobico, delirante viaggio nel passato della famiglia Constantine. Qualcuno sta uccidendo varie persone utilizzando la magia nera e le forze dell’ordine chiedono aiuto a John. E il nostro incorreggibile antieroe intuisce subito che le cose non saranno piacevoli per lui.

L’assassino è infatti un Constantine. Ma non si tratta della nipote Gemma che già negli ultimi tempi aveva avuto comportamenti preoccupanti. Sconvolto, John scopre che esiste un altro nipote, figlio della sorella defunta Cheryl, che per una serie di circostanze non ha mai avuto la possibilità di conoscere. Questi è cresciuto, si è sposato, ha una reputazione integerrima. È possibile che abbia un lato deviato? Considerando che in lui scorre il sangue dei Constantine, tutto sembra avvalorare tale ipotesi. Ma se la soluzione fosse più orribile? John ed Epiphany, quindi, finiranno in un intrigo che coinvolgerà demoni, spettri della fame, sette sataniche e persino lo spirito di Brendan Finn, amico di John introdotto nella serie ai tempi di Garth Ennis.

Milligan fa ruotare la trama intorno a W.B. Yeats e alle sue poesie a tematica esoterica. Il poeta del Revival Celtico, studioso della Teosofia ed esponente della Golden Dawn, aveva concepito in effetti una vasta produzione poetica ispirata all’occultismo e Milligan ne approfitta per giocare con il misticismo irlandese e numerose suggestioni creative. La story-line è di buon livello con testi e dialoghi efficaci. Peter è, a mio parere, meno estremo e trasgressivo del consueto, perlomeno se prendiamo in considerazione altri suoi lavori, e ciò vale non solo per questo volume ma per l’intera gestione di Hellblazer. Ma non manca la qualità e il tp non deluderà gli estimatori abituali del serial.

Quanto ai disegni, alle matite troviamo l’ottimo Simon Bisley che illustra con il suo stile oscuro e graffiante la storia sui licantropi e il bravo Giuseppe Camuncoli, lanciatissimo negli USA, che si rivela funzionale e abile nella rappresentazione dei personaggi e degli orrori efferati partoriti dalla mente perversa di Milligan, con l’ausilio dell’impeccabile Stefano Landini alle chine. Questa nona uscita dell’Hellblazer di Peter Milligan, dunque, è da segnalare.

Voto: 7

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