Un illustratore australiano di tutto rispetto conosciuto in tutto il mondo collabora al nuovo progetto di Metal Gear Solid. Disegna i primi due volumi di MGS e diventa consulente per l’adattamento in digitale per PSP di Metal Gear Solid: Digital Graphic Novel. Le illustrazioni dedicate al videogioco diventano spunto per la sezione cinematografica e, grazie a Magic Press, vengono riassunte in questo corposo volume.

L’arte di Ashley Wood Metal Gear Solid

Autore: Ashley Wood

Casa Editrice: Magic Press

Genere: Artbook

Provenienza: Australia

Prezzo: 15,00 €, 21×29, pp. 130, col.

Data di pubblicazione: Luglio 2013

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Il volume edito da Magic Press è di ottima fattura. Un corposo volume con moltissime tavole e schizzi che riguardano il lavoro fatto da Wood per Metal Gear Solid.

Wood è uno di quegli artisti che mi piace definire “non convenzionale” e che apprezzi solo se sei “fumetticamente” maturo. La prima volta che vidi le sue tavole rimasi colpito ed estraniato. L’uso energico della matita, graffiato, nervoso e feroce quasi mi destabilizzava. Ora credo di comprendere meglio il suo stile che è fatto di varie combinazioni di stili dalla pittura, all’acquerello, dalle matite alle chine, e per finire tutto modificato in digital-art.

La prima volta che lo vidi/lessi fu sulla “Rinascita dei miti” e li mi fece una strana impressione quasi negativa per via di questo stile nervoso poi cominciai ad apprezzarlo nello spin off di Spawn, nel volumone Sam and Twich nel risultava veramente spettacolare. Con l’avvento delle storie disegnate per MGS si può definire Wood uno dei migliori illustratori con uno stile proprio, ben definito e soprattutto riconoscibile.

L’albo presenta sia tavole doppie che singole, ricche di dettagli e dalle illustrazioni favolose e straordinarie. Alcuni sono schizzi in bianco e nero digitalizzati, altre tavole ad acquerello e china successivamente manipolate, alcune pose e prospettive risultano molto reali e dinamiche. Molte delle illustrazioni sfociano in veri e propri dipinti dove la linea di confine con il fumetto si perde quasi per fondersi.

Alcune immagini, di grandi dimensioni, sembrano perfette e ricche di dettagli in alcune parti e in altre invece appena abbozzate, componendo quello che viene descritto disegno non-finito che dona all’immagine un valore aggiunto. Non ci sono colori preferiti anche se i toni scuri prevalgono, Wood sembra destreggiarsi perfettamente non solo con le varie tecniche ma anche con ogni tipo di colore e di ambientazione.

Il suo uso delle luci è molto accorto e puntuale creando espressione e suscitando sempre un’emozione. Molto d’impatto le scene di posa dei personaggi, ma l’azione e le dinamiche sono un vero e proprio spettacolo per gli occhi, le immagini vibrano le onomatopee si accalcano e l’illustrazione sembra veramente prendere vita.

Un art book rilevante e pregevole che non può mancare ai sostenitori di Wood e di MGS.


Voto: 8

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2 Commenti

  1. Se sei “fumetticamente” maturo, Ash Wood ti perplime e corri a riprendere l’opera omnia di Carl Barks o di Jack Kirby per ripassare i fondamentali da chi li conosce. Io sono un fan di Wood dai tempi di Ghost Rider 2099 e ho il suo annual x gli xmen di Casey ( ed i pochi numeri della regular a cui ha lavorato, compreso il 400) i suoi Hellspawn, l’incompiuta Popbot ( da noi ) con i testi di Sam Kieth, Lore , La Rinascita dei Miti, i due volumi di Metal Gear Solid e persino cose non tradotte come i primi 4 numeri di Shadowman vol. II su testi di Ennis e ricordo quando Marvel Italia lo presentava come il nuovo Sienkiewicz sebbene il vecchio fosse in formissima ( tanta salute Bill ! ), ma trovo che Ash ” non ” sia un cartoonist perchè non è uno storyteller. Puoi prendere una tavola qualsiasi di Zio Paperone e la Stella del Polo o dei primi cento numeri dei Fantastici Quattro , levare i balloons e capire comunque , più o meno, di cosa si stia parlando. I lavori di Wood sono interessanti con quel tratto klimtiano , il cocktail di fotoritocco e pittura tradizionale, ma è difficile capire direzione e verso di una storia solo dalle sue illustrazioni. Popbot è addirittura una collezione di splash pages. Potrei ridoppiare i personaggi ed avere una nuova storia. Il ” mio ” Snake Agent 2.0 con tanti saluti a Tamburini. Ed il suo allievo Ben Templesmith stava seguendo il solco ( si vedano i suoi Hellspawn ) , ma deve esser inciampato in una qualche Damasco perchè ha fatto altre cose ( il notevole Fell su testi di Ellis ed un recentissimo Legends of The Dark Knight ) che sono fumetti a tutti gli effetti.
    Come rimettere in carreggiata il vecchio, simpatico , geniale Ash ? Una run di sei mesi su Hellblazer ( lo so che la Vertigo l’ha chiusa, ma si fa x dire ) scritta da un Peter David in stato di grazia in modalità Azzarello
    ( poca magia manifesta , rapporti interpersonali curati, dialoghi ridotti all’osso ) e condita da umorismo nero. Una cura da cavalli, ma il paziente lo merita…

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