I fantasmi del capitano Fishleg – Color Zagor n. 1 – Recensione

Pubblicato il 9 Ottobre 2013 alle 12:00

Buon esordio per la nuova collana dedicata al personaggio nolittiano, che da quest’anno, dopo Dylan Dog e Tex, approda nel mondo del colore.

Color Zagor n. 1 – I fantasmi del capitano Fishleg

Autori: Moreno Burattini (soggetto), Jacopo Rauch (sceneggiatura), Walter Venturi (disegni).

Casa Editrice: Sergio Bonelli Editore.

Provenienza: Italia.

Prezzo: 5,50 Euro.

Data di pubblicazione: Agosto 2013


Collana nuova per Zagor, ma caratteristiche di sempre: avventura, mistero, simpatia, intrattenimento. Lo Spirito con la Scure si presenta nel nuovo Color Zagor con un’avventura di 128 pagine interamente a colori firmata da Moreno Burattini, Jacopo Rauch e Walter Venturi.

Si tratta di un’avventura a metà tra il mare e la terraferma, tra il passato e il presente, che non disdegna tratti gotici ed è dedicata allo storico capitano Fishleg: mette infatti in mostra i fantasmi, presunti o reali, del marinaio al comando del variegato equipaggio della Golden Baby.

Diciamolo subito: le notti piovose che fanno da sfondo alle prime pagine del volume sono davvero ammirevoli, così come il senso di mistero che le permea. Mirabili, del resto, anche i disegni dell’ottimo Venturi che, complice anche la lodevole colorazione di GFB Comics con coordinamento di Nucci Guzzi, rendono l’albo davvero ben riuscito per quel che attiene la parte grafica.

Sì, perché l’esordio nello staff zagoriano di Walter Venturi è davvero da celebrare, e la colorazione da promuovere appieno: che siano scene di interni o esterni, notti piovose o soleggiate mattine, tavole con primi piani o affollate di personaggi, il disegnatore mostra sempre la propria bravura, e i colori aderiscono senza sforzi ai disegni.

La storia in sé, invece, è abbastanza classica, ma sa coinvolgere i lettori, sebbene un tono più alto forse non avrebbe guastato. Certo, incide anche la relativa brevità dello spazio a disposizione, visto che le avventure zagoriane danno il meglio quando hanno un ampio respiro. Fatto sta che la storia si sviluppa lineare, e presenta il vero colpo di scena all’inizio, in ciò che fa da motore alla trama, ma che è comunque ben costruita, si fa leggere e incuriosisce.

Da sottolineare anche la bontà della decisione di caratterizzare fin dall’inizio la collana con l’idea di dedicare ciascun volume annuale a uno dei tanti comprimari della saga messa in piedi oltre mezzo secolo fa da Guido Nolitta e Gallieno Ferri, che, tra l’altro, è anche autore della bella copertina del presente volume.

In definitiva l’albo inaugurale del Color Zagor offre una storia che regala piacevole intrattenimento, che dà ottime sensazioni alla vista, ma che non si eleva troppo sopra la media e che forse, con un impianto tanto tradizionale, non riesce tanto a intercettare nuovi lettori.


Voto: 7-

Petra Chérie. Ediz. integrale in

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