Autori: Jean Regnaud (testi), Emile Bravo (disegni)
Casa Editrice: Bao Publishing
Provenienza: Francia
Prezzo: € 16, 19 x 16, pp. 128


Un volume cartonato. Con qualità di stampa sopraffina. Di centoventotto pagine. Che costa sedici euro. Stavolta inizio da dati che, solitamente, si prendono in considerazione alla fine di una recensione. Ma lo faccio per chiarire le cose e perché voglio far comprendere che la graphic novel scritta da Jean Regnaud e disegnata dall’ottimo Emile Bravo, a cominciare dall’aspetto meramente editoriale, vale la spesa.

Ma vi chiederete: e la storia? Be’, la storia dal buffo titolo Mia Mamma (è in America, ha conosciuto Bufalo Bill) potrà piacere a coloro che non hanno preclusioni nei confronti del fumetto, indipendentemente da discorsi di nazionalità o di genere; anche perché caratterizzata da indubbio valore, sia per ciò che concerne i testi, sia per quanto riguarda i disegni.

Se volessimo trovare una tematica fondamentale, la identificheremmo con l’infanzia. E tutti sanno che, quando si affronta tale argomento, le difficoltà sono enormi, specie se lo scrittore in questione è adulto. Ognuno di noi è stato un bambino e può ricordare i timori, le ansie, le curiosità, lo stupore insiti in quella meravigliosa (e nel contempo) terribile stagione esistenziale. E saperla rendere, utilizzandone le modalità espressive, è impresa ardua. Ma se si tenta anche di descriverne gli aspetti emotivi, con spontaneità e autenticità, è immane.

Però lo scrittore Jean Regnaud è riuscito nel suo intento. Innanzitutto, i suoi testi e, in generale, gli stilemi linguistici che mette in bocca ai suoi piccoli personaggi, hanno il tono della plausibilità; sono credibili, in poche parole; e il lettore ha davvero l’impressione di avere a che fare con il modo di pensare di un bambino.

Un bambino che si chiama Jean. Durante il suo primo giorno di scuola, la maestra chiede a tutti gli scolari nome e cognome dei genitori nonché la loro professione. Di per sé potrebbe trattarsi di una cosa non spiacevole. Ma per Jean lo è. E risponde in maniera sbrigativa, provando evidente imbarazzo.

Qual è il motivo di tale imbarazzo? Leggendo il volume, si scopre che la mamma di Jean non c’è. Forse è andata in America, per ragioni poco chiare. Lui, almeno, ne è convinto. E, in ogni caso, una sua amica più grande, Michélle, di tanto in tanto gli legge lettere e cartoline che la mamma di Jean, a quanto dice la ragazza, le spedisce.

Ovviamente, la verità non è semplice e si scoprirà alla fine. E la storia si dipana in una serie di situazioni in cui Jean si trova coinvolto, a scuola, a casa, con gli amici. Niente di straordinario; è, anzi, tutto molto quotidiano e ‘normale’, anche se trasfigurato, a volte, dall’immaginazione di Jean, che crede alle sue fantasie.

Non rivelerò la conclusione. Dico solo che le fantasie di Jean potrebbero subire un duro colpo. Uso il condizionale, comunque, poiché Regnaud, da grande scrittore qual è, non risolve pienamente la questione.

I testi sono di alto livello. E lo stesso si può affermare per i disegni di Emile Bravo, artista dal tratto delicato, emotivo, carico di una semplicità e un’eleganza straordinarie. E credo che siano stati l’intensità della trama e la qualità visiva della parte grafica a fare di Mia Mamma… una graphic novel premiata ad Angouleme, candidata in America al Premio Eisner nonché celebrata da un numero elevato di estimatori.

Per giunta, il lettore, secondo me, subirà una forte emozione se leggerà il volume consapevole del fatto che si tratta di una vicenda autobiografica. Ed è doveroso fare i complimenti a Regnaud per il suo coraggio, a Bravo per la sua perizia artistica e alla Bao Publishing per aver proposto un tale gioiello (ma i dati sugli autori si sarebbero potuti inserire). Da provare.


Voto: 8 ½

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1 commento

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