Dalle seguitissime serie tv, il mensile italiano della RW Lion che raccoglie le serie a fumetti del Freccia Verde e del Superman del piccolo schermo.

Arrow/Smallville undicesima stagione 1/4

Autori: Marc Guggenheim, Andrew Kreisberg, Brian Q. Miller (testi), Mike Grell, Sergio Sandoval, Jorge Jimenez, Eric Nguyen, Pere Perez (disegni).

Casa editrice: RW Lion.

Provenienza: Stati Uniti.

Prezzo: 2,75 Euro in offerta lancio il numero 1, 2,95 Euro i successivi, mensile, spillato, formato 16,8 x 25,6, 48 pagine a colori.

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Dopo il finale col botto (letteralmente) della prima stagione televisiva di Arrow, record di ascolti in America e pure su Italia 1, tanto da meritarsi anche un twitter di ringraziamenti da parte dell’attore protagonista, Stephen Amell, in attesa della seconda e delle molto probabili imminenti repliche su un qualche canale Mediaset del digitale terrestre, i fan più accaniti possono ingannare l’attesa con le avventure del Freccia Verde televisivo adattate nuovamente su carta grazie al mensile prontamente allestito dalla Lion (in edicola e fumetteria da marzo).

Come spesso succede con iniziative di questo tipo, la riduzione fumettistica non sempre è all’altezza, aggiungendo poco o nulla a quanto visto in tv, e anche questo caso non fa eccezione, tuttavia come compendio alle trame del serial qualche piccolo spunto anche apprezzabile si può trovare, a patto ovviamente di aver seguito attentamente gli episodi in tv, perché qui eventuali note di raccordo tra fumetto e televisione sono quasi del tutto assenti.

Chi non s’è fatto sfuggire nemmeno una puntata della prima stagione apprezzerà quindi dettagli come il recupero del Queen’s Gambit e la scoperta del suo sabotaggio (Arrow 3), o il piccolo episodio del passato nelle forze militari della guardia del corpo di Oliver (e talvolta pure suo sostituto sotto il cappuccio verde), John Diggle (su Arrow 2, graficamente però il punto più basso di questa versione a fumetti), finendo con le ennesime incomprensioni con l’amico Tommy, dovute ovviamente al segreto della sua doppia identità (Arrow 4).

Ogni albo originale è composto da più storie brevi, tre da dieci pagine l’una, il sommario del numero italiano quindi è presto allestito con due short stories alla volta arrivando a pubblicare due numeri interi americani ogni tre italiani, lasciando ovviamente la metà restante al serial di Smallville; graficamente Arrow si mantiene su livelli abbastanza accettabili, addirittura con la vecchia gloria Mike Grell a fare da portabandiera (e anche le cover dal numero 2, la prima era obbligatoriamente tratta da una foto dell’Arrow televisivo), autore che curava il personaggio addirittura dagli anni ’70 quando ne disegnava già le storie in tandem con Lanterna Verde (roba in parte pubblicata dalla lontana Cenisio e ora ristampata malamente ancora dalla Lion), passando poi per il suo rinascimento post-Crisis e la fondamentale mini dei Cacciatori del Lungo Arco (the Longbow Hunters) nella seconda metà degli Anni ‘80, proposte all’epoca dalla Play Press sul suo mensile omonimo (e poi ristampata dalla Planeta in volume).

Sono passati tanti anni ma i risultati sono ancora abbastanza buoni, anche se in quattro numeri si sono viste solo due sue storie (Arrow 1 e 3), di cui una introduttiva/riassuntiva del personaggio e delle sue vicissitudini da naufrago e poi da vendicatore urbano, probabilmente necessaria come apripista, ma in sostanza abbastanza generica e soprattutto velocissima da leggere; un po’ più sostanziosa la seconda sul numero 3, dove Oliver e Diggle si recano addirittura in Russia per eliminare l’ennesimo criminale segnato sulla sua lista, sicuramente più riuscita.

Molto interessanti anche le storie disegnate da Jorge Jimenez, la prima su Arrow 2 dedicata alla misteriosa killer asiatica dai capelli bianchi della Triade cinese (una veloce, velocissima incursione sulla sua origine, con qualche sbavatura nella trama peraltro), e la seconda dedicata al rapporto di Oliver con l’amico d’infanzia Tommy (cui accennavo in precedenza), su Arrow 4, comunque molto dinamiche, come ben si addice al telefilm, e con quel tratto un po’ sporco perfetto per creare la sintonia con le atmosfere tv, semmai più deficitario nel tratteggiare i volti dei personaggi che per forza di cose devono richiamare abbastanza esplicitamente gli attori del serial.

Chiude il cerchio Sergio Sandoval, finora il disegnatore più presente con ben tre storie nei primi quattro numeri (Arrow 1, 3 e 4), buono anche lui col suo tratto sporco e spigoloso a ricreare l’atmosfera urbana della serie tv, un po’ meno nel delineare i volti dei personaggi, abbastanza accettabile invece nelle scene d’azione (ma senza esagerare); nel complesso una lettura pur non disprezzabile ma abbastanza leggera (per non dire impalpabile), fatta in parallelo col serial tv è probabilmente la scelta migliore per ottenere il massimo dalle sue potenzialità, e grazie all’uscita dell’albo in concomitanza alla messa in onda e alle probabili repliche, questo mensile ha tutte le carte in regola per sfruttare ancora a lungo il favore dei passaggi televisivi, senza contare che il successo anche in patria ne dovrebbe garantire la prosecuzione per chissà quante stagioni (solo per sviscerare le vicissitudini di Oliver sull’isola ne sono state pianificate almeno cinque).

Diritto di nascita

…CONTINUA E SI CONCLUDE NELLA PROSSIMA PAGINA…

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