Recensione Spider-Man Collection 43 – Panini Comics

Pubblicato il 26 Marzo 2010 alle 11:46

Autori: Gerry Conway, Roy Thomas, Len Wein, Gil Kane, Ross Andru.

Casa editrice: Panini Comics.

Provenienza: Stati Uniti.

Prezzo: 3,50 Euro.

A cura di: Andrea Marchino.


Numero scoppiettante questo Spider-Man Collection 43 della Panini, e ottimo starting point per i nuovi lettori se non fosse che purtroppo la collana è arrivata alla fine della corsa; prima alcune voci emerse in rete ne hanno ventilato la chiusura, a pochi giorni dall’uscita di questo numero, poi la conferenza stampa della Panini e le parole di Lupoi in quel di Mantova hanno definitivamente fugato ogni dubbio.

Ma andiamo con ordine e partiamo dalle storie, aprono l’albo Amazing 124 e 125 con l’avventura in due parti che vede Spidey alle prese con l’Uomo Lupo, non il Werewolf (by night) apparso giusto nel numero precedente (in Italia ribattezzato Licantropus), ma l’astronauta John Jameson figlio del ben più noto editore del Bugle, eterno avversario dell’Uomo Ragno; chiamato in originale Man-Wolf perché la Universal aveva da decenni i diritti del famoso Wolf-Man, Conway riprende l’idea di Roy Thomas di un uomo che si trasforma in un lupo mannaro a causa di una particolare pietra raccolta sulla Luna – e chi meglio di un astronauta poteva esserne entrato in possesso? –.

L’avventura si legge con piacere e ha ancora oggi un bel ritmo (disegni del dinamicissimo Gil Kane!), nonché tutti quegli elementi supereroistici e telenovelistici che hanno fatto dell’Uomo Ragno un classico, in primis il tormento di Peter ancora in lutto per la morte della sua fidanzata storica Gwen Stacy, che cerca di andare avanti; ovviamente non è facile, preso tra vecchie consuetudini, gli attacchi del Bugle contro di lui ancora più feroci, perché a morire insieme a Gwen ci fu anche Norman Osborn di cui Jonah Jameson era grande amico (ignorando fosse Goblin), nuove minacce, ovvero questo nuovo Uomo Lupo, un sempre più sconvolto Harry Osborn ormai quasi pronto a vestire i panni di Goblin e un certo Dr. Warren che di lì a poco si rivelerà come lo Sciacallo (nella famigerata prima saga del clone!), e rapporti interpersonali coi pochi amici rimasti, Mary Jane e Flash, sempre più tesi e caratterizzati da un’incomprensione dopo l’altra.

Emblematico il (classico) paradosso finale, Spidey che salva una potenziale vittima, in questo caso addirittura Jonah Jameson stesso, nonostante lo dipinga come un criminale sul suo giornale, dall’attacco dell’Uomo Lupo che però è suo figlio, il che rende il fatto di dovere la vita all’Uomo Ragno ancora più insopportabile e accresce se possibile il suo odio verso l’arrampicamuri ancora di più; chiude l’albo Amazing 126, esordio su questa testata di Ross Andru (!) che ne reggerà le redini grafiche per altri quattro anni e fino a quel punto disegnatore di MTUP, con il ritorno sulle scene di Kangaroo, lo strampalato supercriminale saltatore venuto direttamente dall’Australia, qui alla sua seconda e ultima apparizione, forse perché fin troppo assurdo anche per i lisergici Anni ’70 (notevole infatti la brutta fine che fa dopo essere stato potenziato dal dottore criminale Jonas Harrow, già responsabile della trasformazione di un gangster in fin di vita in Testa di Martello).

Restano due chicche, la prima è Marvel Team-Up 14, magari non tanto per la storia in sé, che vede Spidey allearsi con Namor per far fronte alla doppia minaccia dello scienziato criminale Lemuel Dorcas e della sua creatura, lo Squalo Tigre ovvero Todd Arliss (recentemente visto sulle pagine di Hulk militare nel gruppo degli Aggressori contro i Difensori, su D&H 155/157), ma importante in quanto mai più ristampata dai tempi dell’Editoriale Corno sull’Uomo Ragno Gigante 52 (del lontanissimo ottobre 1980!); le pellicole dei colori di un discreto blocco di Marvel Team-Up dal 9 in poi erano infatti andate perdute e dopo l’edizione Corno la Marvel Italia all’epoca dell’Uomo Ragno Classic le ha dovute saltare, ma oggi sono tornate disponili e soprattutto ricolorate.

La Marvel Italia ne ristampò per la verità altri quattro numeri, dal 9 al 12 con alcune pagine mancanti però, ricolorandoli di sua iniziativa sull’Uomo Ragno Classic Special 13 con il quale chiuse la collana di ristampe extra Amazing e Peter Parker negli Anni ’90 (il 14 uscì come spillato e non più brossurato con la saga del primo HobGoblin); ecco quindi che il numero con Capitan America e Gargoyle dello scorso Spider-Man Collection (MTUP 13) e questo team-up con Namor (MTUP 14) acquistano un interesse maggiore di quanto si possa pensare, pur restando comunque delle storie gradevoli e ancora molto leggibili di per sè.

La chicca finale invece è un breve racconto inedito nientemeno che di Steve Ditko sui testi dell’inossidabile Stan Lee; non ci sono né Spidey né altri super-protagonisti essendo una di quelle tante mini storielle di poche pagine che popolavano le diverse testate della Timely/Marvel degli Anni ‘50/’60, prima dell’avvento massiccio dei super-eroi (questa è tratta da Tales to Astonish 26, precedente l’esordio di Ant-Man e Wasp), ma è lo stesso curiosa e godibile.

Spider-Man Collection era ormai l’unica serie di ristampe vintage che ancora resisteva in edicola a prezzi decisamente popolari, anche se con una resa grafica delle storie altalenante (talvolta le pellicole non erano più reperibili, e le pagine venivano fotografate, tal’altra la ricolorazione non sempre è stata felice); la Panini ha preannunciato una sorta di prosecuzione in altri formati, quasi sicuramente in libreria, bisognerà vedere quando (sembrerebbe l’anno prossimo), e soprattutto con quale impostazione (e resa grafica!).

Riguardo i contenuti, la testata, finalmente stabilizzata su una periodicità bimestrale, aveva superato il punto nodale della prematura dipartita della fidanzata dei tempi d’oro di Peter Parker, arrivando a un nuovo capitolo nelle vicende ragnesche, un periodo caratterizzato ovviamente dal lutto del protagonista e dalla necessità di proseguirne la storia; ecco quindi giungere nuovi autori su Amazing, come detto Ross Andru da Marvel Team-Up, nuovi comprimari/supervillain (Harry Osborn/Goblin II, ma ce ne sarà anche un III, lo Sciacallo, il Punitore, Tarantula, la Ragno-Mobile!!) e addirittura una nuova testata (Peter Parker, the Spectacular Spider-Man), tutte cose che difficilmente si rivedranno in tempi brevi con la sua chiusura.

Non ci rimane che gustare gli assi che verranno calati nel prossimo e ultimo numero, dove ci saranno un altro estratto di Steve Ditko, una storia che da diverso tempo non vedeva la luce di MTUP (con Ghost Rider/Jhonny Blaze a incrociare la strada del Ragno), il numero 1 di Howard the Duck (!) e altri due numeri di Amazing con protagonista l’Avvoltoio; peccato perché, come già detto in precedenza ma vale la pena ribadirlo, dopo la morte di Gwen Stacy (nel mitico Amazing 121 su Spider-Man Collection 41), che di fatto chiudeva un’epoca, se ne apriva un’altra a modo suo ancora interessante con le storie successive.



VOTO 7

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