Recensioni Comics
Teenage Mutant Ninja Turtles: Ritorno a New York – Recensione della nuova serie di Jason Aaron
Marco -Spider-Ci- Novelli 10/03/2026

- Autori: Jason Aaron, Joëlle Jones, Chris Burnham, Darick Robertson, AA.VV.
- Formato: 17X26, C., 176p.
- Prezzo: 25,00 euro
- Casa editrice: Panini Comics
- Data di uscita: 5 feb. 2026
Nate nel 1984 dalla folle immaginazione di Kevin Eastman e Peter Laird, le Teenage Mutant Ninja Turtles (comunemente chiamate qui in Italia “Tartarughe Ninja”) inizialmente sono solo un fumetto di nicchia, dal classico taglio indie, con disegni molto grezzi e basilari, oltretutto in bianco e nero.
L’originalità e l’impatto di questa serie, però, colpì da subito i lettori, e il suo inaspettato successo portò nel giro di pochi anni alla produzione di serie animate, linee di giocattoli e pellicole cinematografiche, molto più edulcorate rispetto al fumetto originale, ma destinate a far conoscere ed amare questi characters a milioni di bambini e adolescenti, creando un vero fenomeno di massa.
Dalla serie animata del 1987 in poi, infatti, non esisteva media o prodotto di cui non facessero parte le Tartarughe Ninja, e proprio la differenza di toni tra fumetto (cupo e violento) e film o cartoni (leggeri e scanzonati) ha permesso loro di catturare un pubblico molto trasversale, che andava dai giovanissimi ai più grandicelli lettori di comics, avidi di azione, violenza e contenuti forti.

Sulla carta, in effetti, non molti avrebbero scommesso su quattro tartarughe umanoidi che combattono i nemici a colpi di arti marziali… ma spesso le idee più bizzarre sono anche quelle di maggior successo, e le creature di Eastman e Laird lo dimostrano a pieno !
Se le serie animate continuano a rinnovarsi e riproporsi, con nuovi stili e avventure (solo la prima durò ben dieci stagioni), anche quelle a fumetti, da cui tutto è partito, non sono certo da meno: varie serie e miniserie si sono avvicendate, prima con i Mirage Studios, che è l’etichetta fondata proprio dai due creatori, poi con Archie Comics hanno sostanzialmente trasposto i cartoon su carta, mentre con Dreamwave, Image e IDW hanno tentato nuove strade, proponendo storie moderne, ma più fedeli al fumetto originale, per toni e atmosfere.
Proprio la IDW ha deciso di rilanciare le Tartarughe in grande stile, affidando una serie nuova di zecca ad uno dei più acclamati scrittori di comics del momento, ovvero quel Jason Aaron vincitore dell’Eisner Award per il suo contributo a testate come Thor, Star Wars e Doctor Strange, ma anche a titoli meno mainstream come Southern Bastards e The Other Side.

Aaron si è sempre contraddistinto per la sua scrittura asciutta e tagliente, che punta molto sull’azione, ma allo stesso tempo riesce a tratteggiare in maniera chiara e ben definita i personaggi che racconta, senza farsi mai mancare una buona dose di dramma e pathos.
Era dunque la scelta ideale per proporre una nuova visione, al passo con i tempi, delle quattro Testuggini più famose dei comics, rimanendo comunque fedele al loro percorso, tanto da essere in continuity con la serie parallela di Eastman.
Nei primi sei capitoli della sua saga intitolata Ritorno a New York, Aaron ci spiazza, mostrandoci le Tartarughe divise e in collera fra loro, che hanno intrapreso strade diverse, lontano dalla Grande Mela. Ogni capitolo, in sostanza, si focalizza su uno di loro e il suo attuale status, di certo non scontato: l’irascibile Raffaello è infatti rinchiuso in una prigione, l’eccentrico Michelangelo è diventato una star televisiva in Giappone, il saggio Leonardo è andato a cercare sé stesso in India, mentre il povero Donatello è stato catturato dai guardiani di uno zoo, dove è costretto a combattere persone che pagano per ammazzare animali mutanti.

Version 1.0.0
Estrapolare i protagonisti fuori dalla loro zona di comfort e vedere come reagiscono a queste nuove situazioni è un ottimo espediente per presentarli meglio a chi si approccia per la prima volta ai fumetti delle Tartarughe, o non le segue da tempo, così da aver fin da subito un quadro piuttosto chiaro e dettagliato delle loro peculiarità, ma anche punti di forza e debolezze, che da sempre hanno contraddistinto le quattro TMNT.
Se togliamo dai loro volti le famigerate bandane rosso, blu, viola e arancione che le caratterizzano, infatti, facciamo fatica a distinguerle, ma le loro personalità, in compenso, sono sempre state molto differenti e ben definite. Aaron trova il modo di metterle in risalto in maniera originale e avvincente, proprio perché in contesti diversi da quelli canonici, dove presto verranno attaccate inaspettatamente e costrette a fuggire.

Il Clan del Piede, setta di assassini ninja e rivale storica delle Tartarughe (se notate un’assonanza/presa in giro della Mano di Frank Miller su Daredevil, ci avete preso pienamente !), dopo un periodo di tregua ha ricominciato ad attaccarle in maniera sistematica, ma il problema è che adesso hanno anche l’appoggio del nuovo procuratore distrettuale di New York, Hieronymus Hale, manovrato dalla loro leader Karai.
Ciò significa che quando faranno finalmente ritorno a casa, le TMNT troveranno un luogo tutt’altro che accogliente e ospitale, visto che sia loro che tutti i mutanti verranno messi alla gogna e ricercati. Una situazione di grande stress, dunque, che non poteva capitare in un periodo peggiore, con le Tartarughe orfane del loro maestro Splinter e mai così divise, a causa di un evento che ancora non ci viene raccontato…
Aaron infatti dosa perfettamente la tensione narrativa all’interno della vicenda, celando alcuni particolari e svelandone altri a poco a poco, in un’escalation di eventi che deflagrerà proprio nel sesto capitolo, quando le Testuggini Ninja raggiungeranno di nuovo New York, e si renderanno conto della portata della loro minaccia. La storia ovviamente non finisce qui, ma questo cappello iniziale di sei episodi, dove sostanzialmente vengono schierate le pedine sulla scacchiera, è l’ennesima dimostrazione di quanto lo scrittore dell’Alabama sia una vera bomba ad orologeria quando si approccia con trame action e drammatiche.

Il fulcro della vicenda, alla fine, è sempre lo scontro tra le Tartarughe e il Clan del Piede, ma stavolta alla base ci sono anche conflitti famigliari e rancori mai risolti, oltre alla perdita di una guida e un maestro come Splinter, per cui i giovani ninja dovranno lottare non solo contro i loro storici avversari, ma anche con le spigolosità dei loro caratteri, affinché tornino a collaborare come una vera squadra/famiglia e siano in grado di agire con la lucidità e l’assennatezza che il sensei gli ha insegnato.
A livello drammaturgico, merita segnalare anche la storia dietro Hieronymus Hale, un piccolo uomo desideroso di rivalsa, non perché venisse bullizzato da giovane, ma letteralmente ignorato da chiunque, che è ancora peggio. La sua brama di potere, unita all’odio per i mutanti, che ritiene responsabili della morte violenta dei genitori, lo porteranno in breve tempo a diventare una minaccia molto pericolosa per le TMNT, e ben presto se ne renderanno conto…!

In questi primi sei numeri si alternano altrettanti artisti, che ci regalano così la loro versione (o visione) delle creature di Eastman e Laird. Iniziamo con Joelle Jones, talentuosa disegnatrice dal tratto fluido ed elegante, già ammirata anche su Batman e Catwoman, così come il brasiliano Rafael Albuquerque, che ha bazzicato più volte nell’universo batmaniano o con altre creature della notte, come in American Vampire: anche le sue tavole si contraddistinguono per dinamicità ed espressività, con uno stile molto riconoscibile, spesso a suo agio con atmosfere noir e urbane (in questo caso la luminescente e maestosa Tokyo !).
Proseguiamo poi con Cliff Chiang, che molti ricorderanno per il suo acclamato ciclo di Wonder Woman, scritto da Brian Azzarello. Chiang si contraddistingue per un tratto molto pulito e stilizzato, con una rappresentazione tanto essenziale quanto efficace dei personaggi. Quasi opposto invece il suo successore Chris Burnham, noto soprattutto per le sue collaborazioni con Grant Morrison, dallo stile molto più sporco e oscuro, e decisamente a suo agio con creature grottesche e mostruose.

Lo stesso vale per Darick Robertson, artista di opere dissacranti come The Boys e Transmetropolitan, che anche con le Tartarughe mette in campo la sua abilità nel rappresentare azione violenta, vicoli sporchi e figure al tempo stesso minacciose e caricaturali. Si chiude poi in bellezza con quello che diventerà il disegnatore regolare della serie, ovvero Juan Ferreyra, un talento di cui forse si parla troppo poco, nonostante riesca a realizzare delle tavole molto evocative ed espressive, grazie anche a una colorazione pittorico-digitale di cui si occupa lui stesso.
La potenza visiva del suo stile, riscontrabile anche in racconti dal sapore onirico come Il Letale Spider-Man di Quartiere e Il Pauroso Spider-Man: Il Ladro del sonno, rappresenta la ciliegina sulla torta del rilancio in grande stile di questo fenomeno pop che sono le Tartarughe Ninja. Disegni esplosivi, uniti ad una sceneggiatura ancora più scoppiettante e coinvolgente, ordita da un Jason Aaron in grande spolvero, che non mancherà di “sviscerare” a suo modo (crudo e brutale) questi variopinti personaggi.
Inutile aggiungere, dunque, che Teenage Mutant Ninja Turtles: Ritorno a New York diventerà ben presto un must-have per ogni fan delle Tartarughe, considerando la caratura degli autori coinvolti e una trama che può avvicinare sia neofiti che fan di lunga data, visto che non richiede particolari conoscenze pregresse, se non quelle che tutti sanno, avendo visto almeno un film o una serie animata con loro protagonisti.


