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Il Tenue Colore della Fine – Mission in the Apocalypse vol. 1 – Recensione

Eleonora Masala 05/02/2026

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  • Categorie: Manga
  • Genere: Fantascienza post-apocalittica
  • Autore: Haruo Iwamune
  • Editore: Panini Comics (Planet Manga)
  • Formato: Brossurato + sovracover
  • Data di uscita: 18 dicembre 2025

Ci sono manga post-apocalittici che puntano tutto sulla spettacolarità della distruzione, sul caos, sulla violenza come unico linguaggio possibile. Il Tenue Colore della Fine – Mission in the Apocalypse sceglie invece una strada diversa, più silenziosa e, proprio per questo, più incisiva. Fin dalle prime pagine è chiaro che Haruo Iwamune non è interessato a raccontare la fine del mondo come evento clamoroso, ma come condizione quotidiana, come stato d’animo che accompagna i personaggi in ogni gesto.

Il mondo che ci viene mostrato è già oltre il collasso. Le grandi città sono ridotte a spazi svuotati, le infrastrutture sopravvivono a fatica e l’umanità sembra procedere per inerzia, aggrappata a missioni, protocolli e ordini che forse non hanno più un vero significato. In questo scenario si muovono i protagonisti, impegnati in una missione che, almeno all’apparenza, ha obiettivi chiari, ma che pagina dopo pagina si carica di ambiguità morali e interrogativi esistenziali.

Il primo volume non corre. Anzi, rallenta volutamente il ritmo, lasciando spazio a momenti di attesa, di osservazione, di silenzio. È una scelta che potrebbe spiazzare chi si aspetta un racconto d’azione continuo, ma che si rivela perfettamente coerente con il tono dell’opera. Qui l’apocalisse non è fatta solo di rovine, ma di stanchezza, di dubbi, di una sensazione costante di fine imminente che non arriva mai del tutto.

I personaggi sono tratteggiati con misura. Non vengono subito spiegati, né incasellati in ruoli definitivi. Iwamune preferisce suggerire, lasciare che siano piccoli gesti o brevi dialoghi a rivelare chi sono e cosa li muove. Si percepisce un forte senso di solitudine, anche quando i protagonisti non sono fisicamente soli. Ognuno sembra portare con sé un peso invisibile, una domanda irrisolta su cosa significhi continuare ad andare avanti in un mondo che ha già perso il suo colore.

Uno degli elementi più interessanti del volume è proprio il tema implicito nel titolo. Quel “tenue colore” non è solo visivo, ma emotivo. È la traccia di umanità che resiste, fragile ma presente, in mezzo alla desolazione. Non si tratta di speranza urlata o di eroismo dichiarato, ma di qualcosa di più sottile: la capacità di provare ancora empatia, di porsi delle domande, di dubitare degli ordini ricevuti.

Dal punto di vista grafico, il manga accompagna perfettamente questa atmosfera. Il tratto di Haruo Iwamune è pulito, essenziale, ma mai freddo. Le ambientazioni post-apocalittiche sono dettagliate senza risultare opprimenti, e spesso lasciano ampio spazio al vuoto, ai cieli spenti, agli edifici che sembrano osservare i personaggi più che fare da semplice sfondo. Le tavole respirano, e questo contribuisce a rafforzare il senso di isolamento e sospensione.

Anche l’uso dei contrasti è molto efficace. Le scene più intime, quasi silenziose, vengono alternate a momenti di tensione improvvisa, che non esplodono mai in spettacolo fine a sé stesso, ma restano sempre ancorati alle conseguenze emotive per i personaggi. Ogni scelta, ogni azione sembra lasciare una traccia, anche quando non viene esplicitata.

Questo primo volume funziona soprattutto come introduzione. Pianta molte domande, accenna a un mondo più ampio e complesso, ma evita di spiegare tutto subito. È un inizio che richiede attenzione e una certa predisposizione alla lettura lenta, ma che ripaga con un’atmosfera coerente e un’identità molto chiara.

Il Tenue Colore della Fine – Mission in the Apocalypse vol. 1 non è un manga che cerca di colpire con effetti immediati. È una storia che si insinua piano, che lavora sulle sensazioni più che sulle certezze, e che invita il lettore a riflettere su cosa resti dell’umanità quando il mondo, così come lo conoscevamo, è già finito. Un esordio sobrio, malinconico e promettente, che lascia il desiderio di continuare per scoprire dove condurrà questa missione, e soprattutto perché.

Voto personale: 7/10. Un primo volume introspettivo e atmosferico, che privilegia emozioni e riflessione alla spettacolarità, costruendo un mondo post-apocalittico credibile e carico di umanità.

In breve

Voto

7

Sommario

Punteggio Totale

7

stars

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