L’Attacco dei Giganti 4 mi sta sorprendendo sempre più piacevolmente e sempre più spesso. Non avrei mai immaginato, fino a qualche tempo fa, che avrei dato voti così alti a un anime che, nel complesso, ho sempre reputato (e reputo ancora) incredibilmente sopravvalutato. Le ultime puntate di L’Attacco dei Giganti 4 stanno mostrando un lato dell’opera quasi del tutto inedito, al punto che mi sta sembrando di guardare un altro anime.

Certamente abbiamo già visto battaglie, arti mozzati e litri di sangue di infanti versato sovente invano, ma ciò a cui stiamo assistendo in questi episodi più recenti di L’Attacco dei Giganti 4 è il volto più crudele della guerra, un volto che mostra pietà così raramente da far raggelare il sangue nelle vene.

E poi c’è Eren, il piagnucoloso, noioso e senza spina dorsale Eren, che da quando ha deciso di farsi crescere i capelli è diventato più cazzuto che mai. Come il mio Akira.

L’Attacco dei Giganti 4 – Eren come Akira, il Gigante d’Attacco come Amon

L'Attacco dei Giganti 4

Lo so che faccio spesso paragoni fra alti manga e anime e Devilman, ma è solo perché effettivamente l’opera di Nagai influenza così tanto i mangaka dal 1972. Se avete letto il manga di Devilman (l’anime è una versione edulcoratissima della storia, e Crybaby per molti versi mi ha fatto venire voglia di spaccare tutto, come potete leggere nella mia recensione) saprete già che Fudo Akira era un ragazzo chiuso, timido impacciato. Finché il suo caro amico Ryo (che nel suddetto anime nemmeno esiste, ed è invece una figura cardine nel manga) pensò bene di renderlo un demone ammazzademoni facendolo fondere con uno dei demoni più incazzosi di tutto l’Inferno, Amon, che non la prese benissimo, diciamo così, causando ad Akira non pochi problemi di convivenza, detestando vivere confinato dentro il corpo di un ragazzino che ne sfrutta il potere contro la sua volontà (ok, questo invece è Naruto).

In un certo senso, avviene lo stesso con Eren in L’Attacco dei Giganti 4: da ragazzino spaurito, impacciato e tendente alla depressione si trasforma in un demone assetato di sangue, un “akuma”, come chiamano lui e i suoi amici di Paradis. Ma questo fa di Eren un mostro?

Questi episodi di L’Attacco dei Giganti 4 spingono gli spettatori a una riflessione decisamente più matura di quelle di solito stimolate da uno shonen: la guerra è mostruosa, e per non soccombere bisogna diventare dei mostri.

Eren e i suoi amici e compagni non vivono di certo con leggerezza la loro attuale condizione di invasori e, di contro, per gli innocenti abitanti di Marley loro sono solo questo: invasori, assassini, mostri. Demoni.

Il fatto che gli Eldiani siano lì, a Marley, per liberarsi una volta per tutte dal giogo che li tiene legati a Paradis e trattati come rifiuti umani a Marley è del tutto irrilevante per i marleyani che stanno vedendo letteralmente cadere a pezzi i cadaveri dei loro cari davanti ai propri occhi, nella più totale impotenza, nel terrore più totalizzante.

Demoni contro demoni, di questo si tratta. Bisognerà solo stare a vedere chi avrà la meglio.

L’Attacco dei Giganti 4 – Forse ti chiamano “Lev”

Levi Ackerman è il mio personaggio preferito di AOT fin dalla prima volta che l’ho visto, quando pensai: “Questo qui è troppo figo per non fare una brutta fine”. Da allora aspetto con ansia il momento in cui lo vedrò cadere in battaglia in una pozza formata dal suo stesso sangue. Del resto, anche se morisse, non sarebbe certo il solo.

Naturalmente, non stanno cadendo solo i Marleyani, anzi, in una situazione come questa i ragazzi del Corpo di Ricerca sono in netto, nettissimo svantaggio: possono contare infatti su un numero molto risicato di combattenti (alcuni dei quali stanno anche cadendo come mosche) e su un unico Gigante, che, fra l’altro, non se la sta passando nemmeno troppo bene (ma per fortuna c’è sempre la cara Mikasa con lui).

Ma perché quella sviolinata a Levi? Non ve lo rivelerò di certo, ma sappiate che il buon Levi Ackerman ha compiuto un’impresa davvero immensa, rivelando tutto il suo devastante potenziale in una manciata di secondi, Il suo sguardo vitreo, freddo, impavido, ci fa capire che sa il fatto suo, che non teme la morte e che sa come infliggerla.

L’Attacco dei Giganti 4 – Blood will follow blood, dying time is here

Eren non ha la forza per infrangere la rigidissima barriera che protegge la sorella minore dell’ormai defunto Willy Tybur, ovvero la portatrice del Gigante Martello. Ma il Gigante Mandibola sì. La scena, che non descriverò scendendo troppo nei dettagli per evitarvi spoiler poco graditi, è di una brutalità mai vista prima in L’Attacco dei Giganti. E naturalmente ha riempito il mio sadico cuore di gioia (il mio manga preferito è Devilman, che vi aspettavate?).

L’Attacco dei Giganti 4 sta chiudendo in bellezza una storia che ha avuto alti e bassi, e da spettatrice non posso che dirmene, almeno fino a questo momento, quasi del tutto soddisfatta.

Tutte le stagioni della serie di animazione completa L’attacco dei Giganti sono disponibili per la visione GRATUITA su VVVVID, e potrete godervi ogni singolo episodio semplicemente iscrivendovi al celebre servizio di streaming di Dynit.

Vi ricordo infine che gli episodi che costituiscono l’attesissima quarta e ultima stagione, L’Attacco dei Giganti 4, saranno disponibili per la visione ogni martedì mattina a partire dalle ore 8:00 in maniera del tutto GRATUITA su VVVVID, e se siete abbonati al servizio di streaming a pagamento Amazon Prime Video potrete godervela anche su questa piattaforma.

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