Mask’d – The Divine Children è la nuova proposta targata Edizioni Star Comics tutta italiana con cui l’editore perugino si tuffa nel genere young adult.

Una scelta che coniuga il rinnovato interesse per la produzione nostrana, da sempre uno dei marchi di fabbrica di Edizioni Star Comics, con un genere che lentamente ma inesorabilmente sta prendendo sempre più piede anche nel nostro paese e che coinvolge grossomodo i lettori dai 12 ai 16 anni.

Mask’d – The Divine Children è firmato da un trio di giovani ma già navigati autori ovvero Michele Monteleone (Nick Banana e gli adattamenti di Dracula, L’isola del Tesoro e I delitti della Rue Morgue per Edizioni Star Comics) e Fiore Manni (autrice della serie di romanzi young adult con protagonista Jack Bennett) ai testi e Ilaria Catalani (Monster Allergy Evolution).

Mask’d – la trama

In Mask’d – The Divine Children facciamo la conoscenza di Tian Chen, un impacciato adolescente di origine cinese la cui preoccupazione maggiore è riuscire a svincolarsi dal lavoro presso il negozio di famiglia che il padre gli ha imposto. L’occasione arriva quando in una tranquilla serata di lavoro, il negozio si trasforma nello scenario di un combattimento fra due tizi mascherati.

Tian viene suo malgrado coinvolto nella lotta quando una misteriosa maschera, motivo della colluttazione, lo sceglie come suo ospite. Il ragazzino fa così la conoscenza del Dio Scimmia Sun Wukong e stringe amicizia con Nikolaj che, dopo aver devastato il negozio mette in fuga il suo avversario, si presenta come l’erede del clan Volkov e possessore della maschera della Kitsune.

Nikolaj spiega a Tian che nell’antichità, gli Dei comunicavano con gli uomini attraverso delle maschere che racchiudevano parte del loro potere divino. Quando voltarono le spalle alla violenza dell’umanità e si rinchiusero in un’altra dimensione, nota come il Teatro del Sogno, le maschere rimasero sulla Terra. Ora il misterioso gruppo dei Tecnocrati è intenzionato ad impossessarsene per scopi ancora tutti da scoprire.

I due ragazzi stringono così una strana amicizia a cui si aggiunge Melody del clan Mann che detiene il potere della maschera africana dell’Uomo Morto. I tre si convincono di poter sgominare i Tecnocrati – senza informare le rispettiva famiglie ovviamente – mentre addestrano Tian.

Ma l’improbabile gruppetto potrebbero aver sopravvalutato il pericolo oltre a non aver capito che Tian ha una connessione molto più profonda con la sua maschera!

Mask’d – che freschezza!

Frizzante e vibrante sono solo due degli aggettivi con cui è possibile etichettare Mask’d – The Divine Children che risulta essere una lettura sorprendentemente fresca e divertente che farà sì la gioia del target a cui è rivolta ma anche a chi cerca qualcosa a metà strada fra il manga shonen e una certa produzione italiana di fine anni ’90 primi 2000.

Michele Monteleone – che già si era cimentato qualche anno fa con il fumetto young adult con Senzombra uscito per BAO Publishing – trova in Fiore Manni una ottima partner nella scrittura. È evidente come i due si completino a vicenda mediando in maniera quasi perfetta la spinta all’azione e al world building più tradizionale con quelle istanze tipiche della letteratura young adult e quindi con alcuni temi tipici dell’adolescenza.

Il tutto avviene senza rinunciare a spettacolari scene d’azione e senza appesantire la narrazione con dialoghi eccessivamente didascalici preferendo invece un approccio ironico, diretto, che non manca di strizzare l’occhio a tendenze e riferimenti alla cultura pop, e dal ritmo sempre sostenuto.

C’è da sottolineare come le influenze alle base della costruzione della mitologia di Mask’d siano abbastanza evidenti soprattutto per i lettori più smaliziati ma questo non ne pregiudica il valore anzi dimostra come è possibile rimaneggiare e rileggere con sensibilità rinnovata certe suggestioni che popolano la cultura pop da ormai più di tre decenni.

Mask’d – The Divine Children si candida ad essere una delle migliori uscite di fine 2020, speriamo che gli autori mettano subito in cantiere il seguito!

Mask’d – sintesi di stili e influenze

Grandissima, grandissima prova di Ilaria Catalani alle matite. La disegnatrice non ha paura nel mostrare quanto il manga abbia influenzato il suo stile ma è altrettanto brava a filtrare questa influenza mettendola al servizio della storia e della sua leggibilità. In questo senso non si scimmiottano né le tecniche né l’estetica del manga preferendo invece farle confluire in un solidissimo background che fa capo ad una certa scuola italiana che trova espressioni più note in autori quali Barbara Canepa e Alessandro Barbucci.

C’è grande attenzione per il dinamismo delle scene d’azione e di combattimento tipico dello shonen manga con un uso ponderato delle linee cinetiche, così come quella tutta particolare per l’espressività dei personaggi che non si sottrae alle esagerazioni anatomico-espressive che sfociano nel caratteristico grottesco tipico del fumetto nipponico.

A differenza però del fumetto nipponico la linea della Catalani è dolce e prevalentemente chiusa. In questo si nota, in maniera evidente, l’influenza della scuola italiana di estrazione disneyana e legata al disegno umoristico. La costruzione della tavola è ordinata, precisa e ben ritmata e si concede sì qualche soluzione più eclettica – riquadri irregolari, figure fuori dai margini, qualche splash-page – ma solo per trovare la sua cifra in un perfetto equilibro fra dimensione orizzontale e verticale in una suddivisione della tavola mai troppo affollata permettendo così una facile leggibilità e chiarezza.

Ottimo anche il lavoro in fase di character design con i tre protagonisti, le loro maschere e i loro poteri ben distinguibili e riconoscibili. Efficaci anche in questo senso i Tecnocrati.

Menzione va fatta anche giustamente alla colorista Claudia Giuliani. La colorazione digitale è puntuale e mai invadente, ricca di sfumature pur prediligendo colori densi con stesure e campiture uniformi. Ottimo l’utilizzo delle luci. In termini di scelta di colori e palette è interessante il contrasto fra i colori freddi ed algidi dei Tecnocrati contro i gialli aurei della Teatro del Sogno dove Tian dialoga con il Dio Scimmia Sun Wukong, un efficace contrasto che mostra in maniera facile e diretta la più elementare teoria del colore.

Mask’d – il volume

Edizioni Star Comics confeziona per Mask’d – The Divine Children un solidissimo volume cartonato con dimensioni standard formato comic book. Ottima la resa grafica e l’impaginazione, peccato soltanto che il volume non contenga extra di sorta né sulla nascita della serie né sulla lavorazione della disegnatrice Ilaria Catalani.

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