Nuovo volume autoconclusivo per Aiken, la linea manga di BAO Publishing, dal titolo Bon no Kuni – Il festival delle lanterne scritto e disegnato da Sukeracko.

Ad agosto, in Giappone, si celebra Bon no Kuni: la festa di benvenuto per le anime degli antenati, che una volta all’anno tornano a visitare i propri cari. Durante il festival delle lanterne, i defunti lasciano l’adilà, il Tokoyo, per tornare nel nostro mondo, l’Ukiyo.

Bon no Kuni – Il festival delle lanterne, la trama

Protagonista di Bon no Kuni – Il festival delle lanterne è Aki che ha, da sempre, il potere di vedere gli spiriti dei morti. Ogni anno, in estate, durante il festival delle lanterne tornano a visitare i loro cari, ma la maggior parte della gente non se ne accorge. Fin qui tutto “normale” ma quando un mattina si sveglia e si accorge di stare rivivendo il 15 agosto capisce che qualcosa non va!

Può essere dipeso dal violento temporale che si era abbattuto in città qualche settimana prima? e chi è Natsuo, il misterioso uomo che sembra conoscere così bene i suoi poteri?

Inizia così un viaggio per scoprire il perché di questo loop temporale e come mai gli spiriti sono così inquieti.

Suo malgrado Aki scoprirà la natura del suo Cicerone, da chi o da cosa sono mossi gli spiriti e l’incredibile connessione con il suo “potere”.

Bon no Kuni – Il festival delle lanterne, il potere dei ricordi

Bon no Kuni – Il festival delle lanterne si innesta deciso in un tipo di narrazione che attinge a piene mani da una certa produzione di Hayao Miyazaki e più recentemente da quella di Makoto Shinkai trovando come cifra e termine di paragone più “commerciale” Coco, il lungometraggio Disney-Pixar.

Il nucleo tematico è facilmente intuibile sin dalle prime pagine ovvero la presenza di un mondo invisibile oltre il nostro. In questo senso Sukeracko è molto abile a ritmare una sceneggiatura che dal soprannaturale vira gradualmente verso l’intimista in maniera delicata.

Dal mistero sul loop temporale piano piano la risoluzione sembra essere sempre più legata ad Aki e Natsuo i cui destini si intrecciano sempre più intensamente fino alla risoluzione finale.

Il legame con gli affetti famigliari, l’importanza della memoria e dei ricordi diventano quindi la cifra di lettura di un bel volume che si lascia leggere in maniera incalzante grazie alla sceneggiatura ben congegnata.

Bon no Kuni – Il festival delle lanterne, i disegni

Sukeracko illustra la sua storia con un tratto stilizzato e tondeggiante quasi fosse un dojinshi concedendosi singolari scelte grafiche soprattutto per gli spiriti che diventano esseri ora umanoidi ora completamente informi ma sempre molto kawaii e divertenti soprattutto quando Aki imparerà a “sentirli”.

Questa scelta funziona benissimo per grande parte del volume ma inizia a risultare meno efficace negli ultimi due capitoli cioè quando il tono soprannaturale della storia deve essere in qualche modo portato a compimento.

La disegnatrice riesce comunque a realizzare delle buone tavole ma deve faticare di più, e si vede, per renderle ben leggibili quanto quelle iniziali.

Una prova personale per uno stile che ha sicuramente dei margini di evoluzione.

Cura Editoriale & Conclusioni

Se cercate una lettura dolce e delicata, dal tono intimista ma tutt’altro che stucchevole Bon no Kuni – Il festival delle lanterne è decisamente un volume da acquistare.

Come sempre eccellente la cura editoriale profusa da BAO Publishing per i manga della linea Aiken. Qui ci troviamo di fronte al più classico dei brossurati senza particolari extra e dalla veste grafica che richiama, come sempre, quella del volume originale. Molto scorrevoli adattamento e traduzione.

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