BAO Publishing continua a puntare per la sua linea Aiken su titoli molto contenuti come numero di volumi o su antologie e, esattamente nel mezzo di queste due categorie si colloca La Taverna di Mezzanotte Vol. 1 di Yaro Abe ovvero il manga da cui è stata tratta anche una serie live action disponibile su Netflix intitolata “Midnight Diner: Tokyo Stories”.

Ne La Taverna di Mezzanotte Vol. 1 diventeremo clienti abituali di in un piccolo ristorante, situato in un vicoletto di Shinjuku, a Tokyo. Apre a mezzanotte e chiude alle sette del mattino. Il menù è composto da poche pietanze ma i clienti sanno che lo chef preparerà loro qualunque cosa chiedano, se ha gli ingredienti giusti. Nella taverna si intrecciano le storie delle persone che vivono la notte della metropoli, da una cantante di karaoke al capo di un clan criminale, una spogliarellista, un’indovina, un boxeur… tutti personaggi improbabili ma che hanno con sé storie di vita vissuta da raccontare fra sogni ed incertezze.

Ecco che quindi ogni storia corrisponde a una nuova ricetta, fatta di sapori autentici della tradizione: la zuppa di miso estiva, il miglior modo di usare l’alga nori, un daikon più buono del sashimi oppure il curry lasciato a riposare per una notte.

Il carosello umano che scorre nel locale lascia così trasparire tutta la propria umanità fra personaggi ora sfuggenti ora impossibili da dimenticare e avventori occasionali e ricorrenti.

La Taverna di Mezzanotte Vol. 1 è probabilmente il miglior manga che ho letto in questa prima metà del 2020. C’è infatti qualcosa di magnetico nella scrittura semplice, diretta ma estremamente efficace di Yaro Abe che mette sotto una luce nuova, più fresca e genuina il genere slice of life.

Sarà il rapporto così stretto che noi italiani abbiamo con il cibo o la fascinazione, anch’essa tutta nostrana, per la cucina nipponica ma questo tankobon davvero riesce a far immergere il lettore in una Shinjuku sospesa nel tempo e nello spazio in cui le storie dei vari avventori della Taverna catturano l’immaginazione e il cuore in modo ironico, serio, divertente, romantico.

È chiaro che il primo paragone che viene in mente leggendo la sinossi di La Taverna di Mezzanotte Vol. 1 è quello con Gourmet di Jiro Taniguchi ma le due opere per intenti ed esecuzione sono ben diverse.

Se il sensei Taniguchi si soffermava quasi scientificamente e religiosamente sulle pietanze, rendendo il pasto qualcosa di profondamente intimo; il sensei Abe è decisamente più “italiano” rendendo il pasto un momento di aggregazione, una esperienza da condividere e lo chef diventa suo malgrado confidente/psicologo in una forma di interazione sociale che solo chi ha “locali preferiti”, come il sottoscritto, può pienamente comprendere.

Non è una operazione di mera e sterile psicanalisi quella di Abe anzi tutto il contrario. Si tratta di uno spaccato vivo e vitale di una umanità accogliente in cui “la gente della notte” non ha pregiudizi né di sesso né di ceto.

In questo senso forte ma altrettanto efficace è il contrasto fra questo realismo e il tratto spesso caricaturale dei personaggi con anatomie “avvizzite” ed espressioni volutamente marcate proprio per evidenziare personaggi e situazioni che per quanto sembrino paradigmatiche non risultano mai scontate. Fra una certa scuola anni ’80 e il tratto più indipendente, superati i primi capitoli la lettura si farà incalzante e il tratto verrà assorbito in maniera naturale anche grazie ad una costruzione della tavola molto ordinata e chiara.

Ottima la cura carto-tecnica del volume confezionato da BAO Publishing la cui veste grafica ricalca quella originale ed è impreziosito da tavole a colori, pagina d’apertura in pergamena serigrafata in bianco e sovraccoperta in carta naturale. Da segnalare solo qualche passaggio in fase di adattamento forse un po’ libero.

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