Continua la miniserie evento targata Sergio Bonelli Editore con Il Confine Vol. 4 – Dodici Scheletri. Con il volume precedente – la nostra recensione QUI – eravamo decisamente arrivati ad una drammatica svolta nelle vicende della scolaresca scomparsa sulle Alpi al confine fra Francia ed Italia: Laura Denti, un’agente dell’Interpol specializzata nel ritrovare persone scomparse, e Antoine Jacob, massimo conoscitore di quelle montagne, erano riusciti con un po’ di fortuna finalmente a ricavare un nuovo indizio per rintracciare i ragazzi.

Jacob si era inoltrato nel cuore della montagna arrivando in un luogo in cui la percezione dello spazio e del tempo aveva iniziato a distorcersi ed in cui  fra le rovine di un romitorio abbandonato erano stati rinvenuti 12 scheletri.

Avevamo però fatto anche un tuffo nel passato, fino alla Prima Guerra Mondiale, scoprendo come quelle stesse montagne erano state già teatro di fatti inspiegabili e violenti.

In Il Confine Vol. 4 – Dodici Scheletri, ancora sotto shock per quanto scoperto oltre l’arco spezzato, Antoine sembra aver perso ogni contatto con la realtà. Laura, determinata a fidarsi delle sue parole, lo segue tra i boschi innevati e i sentieri che cambiano forma, alla ricerca delle rovine che custodiscono il più terrificante dei segreti. A chi appartengono quelle spoglie insanguinate?

Mentre la stessa Laura è vittima di eventi inspiegabili che la portano a varcare il confine senza apparenti ricordi della lunga “passeggiata”. Nell’ombra qualcuno è infastidito non solo dalle indagini della Polizia ma anche di manovre che potrebbero intaccare la quiete della montagna portando progresso e pubblicità perché la montagna deve essere lasciata in pace.

Giovanni Masi e Mauro Uzzeo fanno, giustamente, macerare le idee e le rivelazioni introdotte nello scorso volume con Il Confine Vol. 4 – Dodici Scheletri che si configura di fatto come un episodio di passaggio solidissimo e strutturato di modo da farci ritornare prepotentemente sui due protagonisti.

Sono infatti Antoine e Laura i due volani di questo quarto volume che pur muovendosi separatamente costruiscono poi una tensione sessuale tipica del racconto del mistero mentre all’orizzonte i due autori danno concretezza a quelli che semplicisticamente dovremmo definire “gli antagonisti” ma che, al netto di informazioni più precise sugli avvenimenti inspiegabili e della immancabile avidità, remano in direzione opposta ai nostri investigatori.

Ideale, per gli intenti generali dei due autori, è l’apporto alle matite di Silvia Califano vera sorpresa del volume. Il tratto della disegnatrice si muove sicuro fra la tradizione bonelliana più classica e quella invece più moderna ma è nella padronanza dello storytelling e quindi della costruzione della tavola che la disegnatrice mostra tutta la sua personalità. La gabbia classica Bonelli, preponderante nella prima parte del volume, viene fatta esplodere in favore di una verticalità sempre più dominante aumentandone il ritmo e la tensione ma senza perdere la scorrevolezza e leggibilità generale.

Da evidenziare l’ottima prova ai colori di Adele Matera che riesce a trovare soluzioni brillanti e mai scontate in più di un frangente basti vedere la sequenza iniziale dominata dai lampeggianti della Polizia o le sequenze “oniriche”.

Come sempre ineccepibile la cura carto-tecnica del volume confezionato dalla Sergio Bonelli Editore e che si contraddistingue ancora una volta per il ricchissimo apparato redazionale in cui gli autori raccontano i retroscena della lavorazione della serie con particolare riferimento in questo volume al lavoro svolto ai layout da Federico Rossi Endrighi e poi alle matite da Silvia Califano. Come sempre molto evocativa e riuscita la copertina realizzata da LRNZ, Lorenzo Ceccotti.

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