Berserk: i personaggi storici a cui sono ispirati Gatsu e Grifis

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Berserk è uno dei manga più famosi e popolari sia in Giappone che in tutto il resto del mondo.

Iniziato nel 1989 e ancora attualmente in corso, è stato in grado di creare un mondo e una storia che hanno avuto una grande influenza su manga, anime e videogiochi successivi, come Dark Souls e Bloodborne per citarne un paio.

Ma quali sono le leggende e la mitologia a cui Berserk si è ispirato?

A parte il cristianesimo, la Divina Commedia e la mitologia norrena da cui prende il nome, i Berserkir (al singolare Berserkr) erano infatti leggendari guerrieri al servizio di Odino che indossavano pelli d’orso ed erano conosciuti per la loro ferocia e brutalità, ci sono inoltre alcuni riferimenti a personaggi storici realmente esistiti che stanno alla base dei due personaggi principali: Grifis e Gatsu.

Gatsu è ispirato a due personaggi in realtà.

Il primo è Pier Gerlofs Donia nato intorno al 1480 in una città che oggi si trova nella provincia della Frisia nei Paesi Bassi. Nel 1515 il suo villaggio fu attaccato e saccheggiato da una banda di mercenari nel corso della guerra civile tra sostenitori dell’Imperatore Carlo V d’Asburgo e partigiani, e sua moglie venne brutalmente assassinata. Da quel momento si dedicò anima e corpo alla vendetta personale e venne considerato un combattente per la libertà della sua terra.

Formò una banda armata, nota con il nome di “Arumer Zwarte Hoop” (tradotto più o meno come “la banda nera di Arum”), e si guadagnò anche il soprannome di “Croce degli Olandesi”, mentre egli stesso si proclamò “re dei Frisoni”.

Era un guerriero imponente e dalla forza eccezionale, alcune storie riferiscono che avrebbe ucciso in un solo colpo cinque uomini inviati ad assassinarlo e che potesse sollevare un cavallo sopra la testa. Il suo spadone, esposto nel Museo della Frisia nella città di Leeuwarden, era lungo 2.15 metri e pesava quasi 7 chili!

Il secondo personaggio storico da cui Miura ha tratto ispirazione per Gatsu è Gottfried “Götz” von Berlichingen, cavaliere tedesco e mercenario. Costituì una sua compagnia vendendo il proprio servizio a numerosi nobili. Perse il braccio destro a causa di una cannonata durante l’assedio di una città, che gli venne sostituito con una protesi in ferro (oggi esposta nel castello di Jagsthausen). Questo non fermò la sua guerra privata in cerca di ricchezze, che continuò attaccando ricche città e carovane di mercanti o, occasionalmente, rapendo nobili locali per ottenere un riscatto.

La figura storica su cui è basato Grifis invece è John Hawkwood, italianizzato Giovanni Acuto, condottiero e capitano di ventura inglese.

Sembrerebbe aver avuto umili origini, figlio di un conciatore di pelli o di un sarto a seconda delle versioni, e intraprese la carriera militare durante la Guerra dei cent’anni dopo la quale fondò una compagnia di mercenari, la Compagnia Bianca, che si schierava in difesa dello Stato che pagava meglio.

Nel 1362 venne reclutato dal marchese del Monferrato, in Italia, e sulla strada rapì Amedeo VI di Savoia, che fu costretto a pagare un ricco riscatto per la sua libertà. Combatté con enorme successo per la Repubblica di Pisa, il Ducato di Milano, la Repubblica di Firenze, papa Gregorio XI e gli Angioini senza badare particolarmente ad alleanze e rivalità.

Ritornò in Inghilterra nel 1381 dove re Riccardo II lo nominò baronetto e si mise infine al servizio della Repubblica di Firenze che gli concesse diversi castelli in Toscana.

Ovviamente i riferimenti culturali di Berserk sono innumerevoli: arte, storia, letteratura.

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