Dopo il successo del divertente, esilarante e sboccato Odio Favolandia, BAO Publishing porta in Italia la nuova serie di Skottie Young qui in veste di sceneggiatore e accompagnato dalle matite di Jorge Corona dal titolo Middlewest.

Abel vive a Farmington, Kansas, con suo padre. Consegna i giornali al mattino o almeno dovrebbe… un sabato si sveglia in ritardo e anziché finire il suo giro di consegne si fa convincere a bighellonare. Ma Abel è troppo buono e ingenuo per commettere “ragazzate” e così finisce per far arrabbiare il padre con cui ha già un rapporto difficile.

Nella discussione che ne consegue volano paroloni e spintoni e il padre di Abel si trasforma in un vero e proprio tornado umano, una forza elementale, che lo colpisce e rade al suo tutto quello che trova sul suo cammino.

Fortunatamente il ragazzo riesce a fuggire con l’aiuto di Volpe – una volpe parlante – ritrovandosi catapultato dall’altro lato dello stato. Il loro vagabondare alla ricerca della strada verso casa viene interrotto dall’incontro con Jeb, uno stregone che vive in uno sfasciacarrozze, che vedendo la ferita di Abel intuisce la gravità della situazione e suggerisce di incrociare il cammino con quello del Circo Hurst e di chiedere della misteriosa Madame Magdalena.

Un’altra bravata, dovuta più alla necessità questa volta, costa quasi caro ad Abel che viene catturato e costretto ad unirsi al circo per ripagare il suo debito.

Ben presto però Abel si sentirà accolto dai circensi e benvoluto. Questo tuttavia non basta a trattenere la forza che sta crescendo dentro di lui proprio quando anche suo padre si è messo sulle sue tracce.

Ammetto di non essere un fan dello Skottie Young sceneggiatore e più in generale di tutto quel filone umoristico esagerato che è esploso negli ultimi anni con personaggi come Deadpool e Harley Quinn e per osmosi è giunto in serie creator-owned come la già citata Odio Favolandia.

A dispetto di questa forse ridondante precisazione, le premesse di Middlewest sono davvero interessanti e questo primo volume non delude le aspettative anzi sorprendente per chiarità di intenti ed esecuzione, sia a livello di scrittura che grafico, risultando una lettura estremamente valida e coinvolgente.

Young unisce una evidente componente biografia con le suggestioni geo-climatiche di una terra vicina all’immaginario dei lettori di fumetti – il Kansas di supermaniana memoria e i suoi tornado – filtrandole attraverso il lapalissiano richiamo letterario – Il Mago di Oz – salvo poi rimescolare le carte in tavola negli ultimi due capitoli con una strizzatina d’occhio all’urban fantasy o rural fantasy se perdonate la battuta.

Nucleo tematico della scrittura semplice ma efficace di Young è ovviamente uno dei più classici temi ovvero quella della crescita qui rivisitata attraverso il burrascoso rapporto con la figura paterna che si contrappone alla ricerca di un posto nel mondo o di semplice affetto da parte del protagonista.

Le suggestioni di Young vengono perfettamente traslate su carta da un Jorge Corona in forma eccezionale.

Corona sborda i suoi riquadri per una costruzione della tavola ampia e ariosa in cui convivono agilmente la dimensione verticale e quella orizzontale fondendo un gusto spiccatamente orientale, con suggestioni Miyazakiane non indifferenti, con una impostazione a metà strada fra l’illustrazione e il fumetto in senso lato.

Jorge Corona è un disegnatore moderno nella misura in cui il suo tratto, l’utilizzo di prossemica e cinesica sono tutti rivolti al dinamismo, all’immediatezza e alla freschezza strizzando l’occhio all’animazione.

In tal senso va segnalato anche l’ottimo lavoro ai colori di Jean-Francois Beaulieu non tanto per l’azzeccatissima scelta in termini di paletta ma per l’utilizzo della luce tanto puntuale nelle scene “quotidiane” quanto eterea in quelle più “fantasy” con una predilezione per i viole e i blu che donano personalità alle sequenze.

Impeccabile la cura carto-tecnica del volume cartonato confezionato da BAO Publishing che ha come contenuti extra solo l’immancabile gallery di copertine. Molto buona la traduzione qualche passaggio meno convincente invece in fase di adattamento.

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