Il rinnovamento ormai pienamente in atto di casa Sergio Bonelli Editore passa, in termini squisitamente artistici, dal valorizzare una serie di individualità che si sono distinte nel panorama fumettistico italiano negli ultimi anni sia che essi siano giovani o meno giovani, veterani o nuove leve oltre che sperimentare narrazioni inedite e/o rielaborare stilemi narrativi che camminano pericolosamente sul filo del rasoio della tradizione bonelliana e di quella più commerciale.

Questo lungo preambolo calza a pennello per K-11 Volume Primo, concept creato da Matteo Casali – sceneggiatore espertissimo con una lunga esperienza anche negli Stati Uniti, basti citare il suo Batman Europa – e illustrato da Davide Gianfelice, matita vista all’opera a più riprese su Orfani e con esperienza negli Stati Uniti su The Flash che tornerà ad illustrare il prossimo anno per il crossover con Zagor.

Siamo agli sgoccioli del Secondo Conflitto Mondiale. Karl è sopravvissuto all’assedio di Stalingrado pur gravemente ferito mentre suo fratello purtroppo è rimasto ucciso. L’infortunio riportato in battaglia lo ha allontanato dal fronte e seppure gli ideali della rivoluzione bruciano ancora ardentemente dentro di lui, Madre Russia ovvero i suoi superiori non lo possono rimandare in prima linea.

Uno sconfortato Karl viene quindi avvicinato dal Capitano Voidanov che lavora per il NKVD – il futuro KGB – e che gli propone di offrirsi volontario per un programma sperimentale. Karl pur riluttante di fronte all’alone di mistero del progetto accetta e viene così trasferito nella remota località Krasnokarsk-11.

Ad aspettarlo c’è una struttura all’avanguardia che in realtà cela una serie di esperimenti atti a creare individui capaci di resistere alla nuova arma messa a punto dagli americani: la bomba atomica.

Se dovessi qualificare con un solo aggettivo questo K-11 Volume Primo con un solo aggettivo lo definirei senz’altro intrigante.

Matteo Casali infatti dimostra tutta la sua esperienza rileggendo idealmente il “meglio dei due mondi”. Da un lato infatti vi è una certa tradizione bonelliana ovvero quella che fa dello sfondo storico, il suo incredibile realismo e la ricerca dei dettagli una componente fondamentale della narrazione mentre dall’altro c’è quella dei comics americani soprattutto di quelli Golden Age in una sorta di cortocircuito che però gli sposta nello scenario – con tutti gli annessi e connessi – dell’Unione Sovietica ovvero un mondo alieno, altro, fruitore e promotore di ideali ben diversi dai classici “giustizia, verità e stile di vita americano” tanto per citare il primus inter pares dei supereroi.

Pur non essendoci di fatto vere e proprie scene d’azione, il grande merito dello sceneggiatore emiliano è anche quello di dare al volume un ritmo incalzante che coinvolge il lettore facendogli porre le domande più semplici ma sempre efficaci: perché Karl ha accettato, chi è Voidanov, qual è la vera natura del progetto sperimentale?

Casali trova poi in Davide Gianfelice una eccellente matita. Innanzitutto si nota subito una certa maturazione del disegnatore non solo dalle pagine di Orfani ma anche di quelle di The Flash: il tratto è più sicuro, le linee sempre spigolose sono più coerenti abbandonando la stilizzazione e andando alla ricerca di un realismo più dettagliato che lo avvicina a Andy Kubert a tratti. Ottima anche la costruzione della tavola che si concede più di una ottima doppia splash-page ma sfrutta anche verticalità e prossemica in modo esemplare.

Da segnalare anche l’apporto ai colori Stefania Aquaro che riesce molto bene a rendere le atmosfere alternando sfumature e colori più vividi fra laboratori segreti e paesaggi innevati.

K-11 Volume Primo è un inizio che risulterà magari familiare ai lettori di comics ma grazie all’esperienza di Matteo Casali e all’ottimo comparto grafico di Davide Gianfelice, il volume scorre piacevolmente chiudendosi con il più classico dei cliffhanger che ci fa giustamente domandare quando uscirà il prossimo volume?

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