Sdoppiamento vero e proprio nella terza puntata della serie young adult Marvel e viaggio dentro l’anima dei protagonisti nella quarta.

La dualità di Cloak and Dagger, la serie Marvel young adult di Freeform, in onda in Italia in contemporanea Usa su Amazon Prime Video, trova nuovo significato nello sdoppiamento vero e proprio intravisto nel finale dello scorso episodio. In una puntata piena di salti avanti e indietro nel tempo in pieno stile Lost ci vengono raccontati gli ultimi otto mesi della detective Brigid O’Reilly (Emma Lahana), dopo essere riemersa dalle acque del lago contaminato fino ad arrivare al parcheggio con l’ambulanza nel presente.

Ora Brigid è Mayhem, personaggio dei fumetti Marvel non esattamente villain che qui al momento – nel doppione cattivo della detective – si pone come ostacolo ai due protagonisti. Mayhem significa “caos”, guarda un po’, ma le tracce a ritroso rendono il doppione sì impulsivo e altamente pericoloso ma allo stesso tempo metodico e ragionato, quando si tratta del caso delle ragazze scomparse. Ma se da Tyrone (Aubrey Joseph) la “nuova” Brigid è visto come una minaccia e basta, Tandy (Olivia Holt) ne risulta leggermente attratta, o meglio convinta che forse i criminali dovrebbero essere eliminati e basta, senza giudice o giuria, e che non valga la pena aiutare chi non vuole farsi aiutare poiché compra la droga o si ritrova invischiato in attività illecite, e non solo chi la vende, e così via.

Tutto il terzo episodio è quindi dedicato alle due Brigid e al loro essere così agli antipodi ma due facce della stessa medaglia. Per mostrare la dualità questa volta sceneggiatura e regia giocano, nell’intro dell’episodio, con gli esperimenti in laboratorio di Mina Hess (Ally Maki), mostrando come a contatto con le sostanze prelevate dal lago i topolini diventino due, e uno mangi inesorabilmente l’altro per sopravvivere (le serie sci-fi non ci fanno mai dimenticare che scienza borderline chiede comunque di mantenere un equilibrio nell’universo).

Due facce della stessa medaglia proprio come Tyrone e Tandy, che come quest’ultima scoprirà è esattamente il suo alter ego nella medaglia della vita e dei poteri. Poteri che vediamo aumentare da parte di entrambi, con nuove abilità acquisite, anche per rendere più avvincente la storia agli occhi dei giovani spettatori di Freeform, Questa “scoperta” viene fatta da Tandy nel quarto episodio, quando si ritrova a viaggiare – o meglio, vagare, nell’anima di Ty, o meglio nel regno oscuro in cui sono finiti prima Connors e poi Mayhem, per recuperarli e fermarli una volta per tutte.

Le sequenze si rivelano un po’ ripetitive per Tandy ma volte a sbloccare il passato violento del padre sopito nei ricordi di quando era bambina, mentre Tyrone si ritrova nel mondo reale senza poter usare i propri poteri – per via della dualità di cui sopra e del suo legame indissolubile con Tandy ora bloccata di là. La storyline di Tyrone invece va avanti, ritrova la madre (un’agguerritissima in questo episodio Gloria Reuben) e con lei fugge dalla polizia e dalle gang che lo cercano, rischiando di farsi arrestare per proteggere tutti quelli che ama.

Anche il quarto episodio quindi continua nel segno della dualità – questa volta fisica – e prosegue anche il caso delle ragazze rapite, rivelandosi sempre più centrale in questa seconda stagione e volto non solo a portare avanti la componente sociale del telefilm ma anche l’epilogo inaspettato a fine episodio, con Connors di nuovo libero e in fuga, per colpa di Tandy che ha usato il pugnale di luce quando non avrebbe dovuto di là. Ci saranno sicuramente delle conseguenze non da poco per questo.

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