Intervista a Tetsuya Tsutsui | Be Comics! 2019

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Il sensei torna in Italia dopo dieci anni, ospite della terza edizione della fiera Be Comics! di Padova, per presentare il suo ultimo lavoro, Poison City, edito da J-Pop.

Grazie alla collaborazione fra la divisione manga di Edizioni BD, J-Pop, e la fumetteria Banzai di Padova, che condividevano lo stand durante la fiera Be Comics! di Padova, noi di MangaForever abbiamo avuto la possibilità di intervistare l’artista Giapponese, Tetsuya Tsutsui.

Per quest’occasione, J-Pop ha deciso di dedicare al mangaka un’intera collana, la “Tsutsui Collection”, riproponendo tutti i suoi titoli in una nuova edizione: dalla sua prima opera, “Duds Hunt”, al frenetico “Reset”, passando per i violenti e crudi “Prophecy” e “Manhole”, arrivando all’inedito, “Poison City”.

I manga del sensei sono principalmente dei thriller ambientati in un Giappone moderno e tormentato, quasi in opposizione all’immagine vivacemente tranquilla che ci fornisce il grande immaginario dei manga. La tematica che predilige è infatti la distopia, legata ad argomenti come la tecnologia e la censura. Citando, un’espressione più adatta, Matteo Stefanelli, durante la conferenza “Tetsuya Tsutsui, immaginando il domani” di Be Comics!, definisce le opere del sensei “di anticipazione” perché trattano di distopie molto vicine a noi temporalmente. Poison City è infatti ambientato poco prima delle Olimpiadi in Giappone del 2020.

MF: Come è entrato nel mondo dei manga? Qual è stato il suo percorso iniziale?

TT: La mia prima opera, Duds Hunt (La Caccia in Italia), è stata rifiutata dalla casa editrice a cui l’avevo proposta. Ho così cominciato a caricarla sul web, e dopo un po’ sono stato contattato da una casa editrice diversa dalla prima, [Square Enix] che mi ha fatto finalmente debuttare.

MF: Può raccontare al pubblico italiano cosa è successo con il suo manga Manhole in Giappone?

TT: Manhole è stato ritirato dal mercato nella prefettura di Nagasaki. Penso che semplicemente non abbiano compreso la mia opera e, anche volendo fare qualcosa adesso per sistemare la situazione, penso che sia passato troppo tempo. Questo mi amareggia molto.

MF: Questa esperienza penso l’abbia aiutata all’ideazione di Poison City, il manga che sta presentando qui in Italia. Quali pensieri e quali personaggi all’interno dell’opera la rappresentano di più?

TT: La mia esperienza con Manhole è sicuramente una delle cose che mi hanno portato a scrivere Poison City. Mi ritrovo in Matsumoto, il mangaka: ammiro la sua passione e penso sia molto figo. Anche Hibino mi piace, nel suo essere un secchione.

MF: Alla luce di queste considerazioni, come si sviluppa il suo processo lavorativo? Dall’idea, alle eventuali autoimposizioni, alla stesura delle pagine.

TT: Mi baso su avvenimenti reali, sulle notizie che vedo in televisione o di cui leggo, riguardo ad avvenimenti che cambiano drasticamente la vita delle persone. Cerco di immaginare tutti i punti di vista, ad esempio, cosa potrebbero provare sia la famiglia della vittima, che la famiglia del carnefice.

Scrivo e disegno ciò che mi piace, quindi non ho bisogno di particolari autoimposizioni. Fare i name (ovvero la stesura della bozza dell’impaginato, n.d.t.) è la parte che trovo più difficile, ma ho piena libertà sulla storia, quindi sono felice.

MF: Il processo creativo di Noise, il suo prossimo manga, come si è rivelato? Ha avuto particolari difficoltà?

TT: Ci sono due ragioni per cui ho voluto scrivere Noise.

La prima, è che io vengo dalla campagna, e ho sempre voluto ambientare la storia in una città come la mia. La seconda, è che mi ha sempre affascinato l’idea di un paese che è una società chiusa, dalla pace apparente, in cui arrivano uno o due elementi di disturbo, e pensare a come la comunità potrebbe reagire a loro. E’ stato facile immaginarlo e disegnarlo.

MF: In conclusione, vorrei chiederle quali sono le sue influenze più grandi a livello di sceneggiatura, di disegno ma anche di ambientazione.

TT: Le mie influenze principali sono stati il romanziere di genere mistery Yuusuke KishiOsamu Tezuka che mi ha spinto a decidere di diventare mangaka, e i mangaka Go Nagai e Itoshi Iwaaki!

MangaForever ringrazia Georgia Cocchi Pontalti (J-Pop) che si è prestata molto gentilmente come interprete per questa intervista e tutta la J-Pop per la disponibilità.

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