Star Trek: Discovery 2×08 – If Memory Serves | Recensione

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Mentre Spock e Burnham si dirigo su Talos IV, la Discovery e la Section 31 iniziano una pericolosa caccia ai due fuggitivi.

Con l’episodio della scorsa settimana – la nostra recensione QUI –  Star Trek: Discovery ha, da un lato, eliminato – definitivamente? – qualsiasi velleità mistico-religiosa dal “villain” della stagione, il Red Angel, giocandosi in maniera semplice ma efficace la carta “viaggi nel tempo”.  Dopo aver appreso da Saru che la figura era un umanoide corazzato, Pike e Tyler erano stati testimoni di un altro importante fenomeno: indagando una distorsione temporale erano stati attaccati dalla sonda da loro stessi inviata ma in versione “evoluta”. Dall’altro lato, Burnham aveva finalmente rintracciato suo fratello e, sotto “consiglio” della Georgiou, lo aveva portata via dalle grinfie della Section 31 nella speranza di farlo rinsavire e avere più chiaro il quadro delle informazioni da lui raccolte sul Red Angel.

In If Memory Serves, l’episodio di questa settimana, la Section 31 viene strigliata per la fuga di Burnham e Spock. Nella speranza di rintracciarli per primi, la Georgiou ordina a Pike di recuperare quanti più detriti possibili della sonda evoluta andata distrutta. Burnham e Spock invece sono diretti su Talos IV come da confuse indicazioni di quest’ultimo.

Giunti sul pianeta i due vengono avvicinati da una terrestre, Vina, e condotti al cospetto degli indigeni, una potente razza di telepati, che spiegano a Burnham che Spock sta esperendo il tempo come un concetto fluido e non lineare. E’ possibile curarlo ma Burnham dovrà partecipare al processo rivivendo i ricordi del fratello: inizia così una lunga digressione che ci fa rivivere il primo contatto di Spock con il Red Angel, il futuro che il misterioso individuo gli ha mostrato, il suo internamento e conseguente fuga.

Pike intanto decide di mettersi alla ricerca di Burnham contravvenendo agli ordini della Federazione e della Section 31 mentre Stamets deve confrontarsi con un Culber sempre confuso e ora anche arrabbiato dopo aver incrociato Tyler colui che l’ha ucciso pur essendo sotto l’influenza di Voq.

Grazie all’intervento di Vina, Pike apprende la posizione di Burnham e Spock gettandosi al salvataggio salvo fare i conti con un inaspettato malfunzionamento dello spore drive imputato a Tyler e alla Section 31, ma in realtà derivato dall’intrusione della sonda evoluta, che fa perdere alla Discovery il vantaggio sulla Section 31. Leland intima a Pike di lasciare i due fuggitivi alla Section 31. Pike si arrende ma non tutto è come appare…

Ci ha messo qualche episodio di troppo ma Star Trek: Discovery arriva al suo punto di svolta per questa seconda stagione e lo fa alla grande con un episodio che paga un pesante tributo alla serie classica e proietta verso una seconda parte di stagione che promette di unire l’anima più sci-fi del franchise a quella prettamente politica di questa sua ultima incarnazione.

L’episodio collega in maniera ideale gli avvenimenti di Discovery con quelli del mitico unaired pilot della serie classica recuperando Talos IV e i suoi incredibili abitanti grazie ai quali viene chiarito sia il ruolo di Spock che le, apparenti, intenzioni del Red Angel.

La “guarigione” di Spock – attraverso le sequenze in prolessi vissute da Burnham – è “dolorosa” ma serve anche per smorzare la componente drama non propriamente brillante di questa sotto-trama riconsegnandoci non solo una Burnham finalmente convincente ma anche uno Spock che con la sua gravitas è già una aggiunta essenziale alle dinamiche della serie con un Ethan Peck che non fa rimpiangere né il grande Leonard Nimoy né Zachary Quinto.

L’unica sotto-trama ancora sottotono, e francamente ancora nebulosa, è quella del ritorno di Culber il cui confronto con Tyler è per il momento francamente inutile.

La regia è paziente, concede molto spazio alle prove attoriali giocando sulle inquadrature e spingendo poi il piede sull’acceleratore con il finale al cardiopalma che fa assolutamente presagire il meglio per i restanti episodi.

Live Long and Prosper! 

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