Riverdale 3×11 – The Red Dahlia | Recensione

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Chi ha sparato ad Hiram Lodge? La risposta, ovviamente, non sarà semplice…

La scorsa settimana Riverdale aveva strappato una pagina importante dalla serialità televisiva drama concludendo l’episodio – la nostra recensione QUI – con il tentato omicidio di Hiram Lodge, evento che aveva rappresentato il climax di una serie di morti sospette in città, fra cui Claudius Blossom e le Sisters of Quiet Mercy nonché quella di Tall Boy – leader de facto della banda dei Gargoyles.

Tutte le morti facevano puntare ad un contro-complotto orchestrato da Hermione Lodge per prendere il controllo della città iniziando con l’appuntare il nuovo sceriffo: FP Jones.

L’episodio di questa settimana intitolato The Red Dahlia riparte ovviamente dalla domanda più semplice e scontata: chi ha sparato ad Hiram Lodge?

Veronica assolda Jughead affinché scopra l’artefice dell’attentato al padre mentre Betty si concentra sulle morti sospette. Veronica intanto prende le redini dell’impero del padre cercando di mantenere vivi gli affari e respingendo gli attacchi delle famiglie rivali ma soprattutto scoprendo che la madre non solo era a conoscenza dei traffici illeciti del padre ma che li osteggiava in qualità di sindaco.

Tutti i sospetti iniziano a convergere su Hermione. La donna infatti confessa a Jug di sapere del tradimento del marito e a Veronica di voler “vendere” ad un misterioso compratore i laboratori di droga. Parallelamente tutto sembra ruotare alla falsificazione dei report sulle acque del fiume Sweetwater inquinate dagli scarti del suddetto laboratorio e che avevano causato le convulsioni in città.

Quando Jughead capisce che il racconto di Hermione non è solido scoprirà infatti che lo sceriffo Minetta è vivo e la nomina del padre è solo una mossa per avere un capro espiatorio; gli avvenimenti quindi inizieranno ad assumere contorni più chiari portando FP e Jug a risolvere anche il problema di Tall Boy e Veronica a sbarazzarsi una volta per tutte della droga cogliendo, in entrambi i casi, Hermione in contropiede.

La rivelazione sul vero artefice dell’attentato però rappresenterà una vittoria di Pirro per Jughead e per Betty che intanto ha scoperto che dietro le morti si nasconde una insospettabile vedova nera.

Archie è allo sbando ma quando deciderà di affrontare l’ultimo dei suoi demoni, Hiram, la situazione si capovolgerà improvvisamente con l’uomo che si risveglierà poco dopo ormai fuori pericolo.

Dal ritorno dalla pausa invernale si potrebbe recriminare qualcosina a showrunner e sceneggiatori tranne che non stiano confezionando episodi densissimi per Riverdale compreso questo The Red Dahlia che sembra quasi voler tracciare un linea di demarcazione netto per alcune trame aprendone così di nuove e più fresche.

A livello registico e come mood l’episodio strizza l’occhio ai grandi noir cinematografici recuperando così quella tendenza agli episodi tematici che avevano funzionato benissimo in passato costruendo un episodio complesso e dai molteplici filoni narrativi su cui spiccano le figure di Jughead e Veronica – con Betty leggermente defilata –  ma soprattutto quella di Hermione Lodge che inizia a configurarsi come degna antagonista di Hiram in cortocircuito che potrebbe sicuramente dare pepe alla trame.

Non convince ancora invece tutto il filone narrativo con protagonista Archie sviluppato in maniera un po’ grossolana e superficiale.

The Red Dahlia è sicuramente un episodio ambizioso il cui intento è quello di rimescolare in maniera decisa equilibri e alleanze ma risulta anche ostico preferendo un percorso complesso e tortuoso a livello di sceneggiatura che non sempre durante il corso dell’episodio riesce a mantenere viva l’attenzione dello spettatore.

Sicuramente Riverdale sta mostrando segnali di ripresa dopo qualche episodio sottotono, bisogna solo correggere un po’ il tiro per tornare alla qualità a cui ci ha abituato.

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