Arrow 7×11 – Past Sins | Recensione

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Mentre Oliver fa i conti con la scoperta di avere una nuova sorella, dal suo passato, e da quello di altri personaggi, emergono altri pericolosi fantasmi.

Il ritorno di Arrow la scorsa settimana dopo la pausa invernale e il crossover Elseworlds si era concretizzato in un episodio solidissimo – la nostra recensione QUI – che aveva fatto perno sulla rivelazione dell’identità della nuova Green Arrow e sulla sua backstory.

Il tutto era stato portato avanti in maniera sapiente seguendo filoni narrativi paralleli che aveva saputo ben consolidare sia il nuovo status quo – con Oliver “consulente” per il Dipartimento di Polizia di Star City – mentre Layla e Diggle avevano preso in custodia Diaz nella speranza di rintracciare Dante, il suo misterioso “datore di lavoro” e pericolosissimo terrorista internazionale. Questi filoni avevano trovato poi il loro climax nel primo, fugace, incontro fra Emiko e Oliver.

Nell’episodio di questa settimana, intitolato Past Sins, l’incontro fra Oliver e sua sorella viene momentaneamente messo da parte. Seguiremo invece lo stesso Oliver mentre cerca di riabilitare la sua immagine di fronte ai cittadini di Star City con una serie di apparizioni televisive. Questo però attira l’attenzione di un misterioso uomo legato al suo passato che inizia a prendere di mira le persone che stanno agevolando questa transizione pubblica. Ancora una volta Oliver dovrà rivisitare il suo passato e quello di suo padre.

Laurel intanto è minacciata da un misterioso stalker proveniente da Terra 2 e chiede aiuto a Felicity per rintracciarlo confessando importanti dettagli sul suo passato. Tuttavia il tutto sembra risolversi per il meglio, e con un incredibile equivoco, ma forse la minaccia dello stalker non è stata debellata e soprattutto non era rivolta esclusivamente a Laurel.

Mentre Layla e Diggle reclutano nuovi membri per il loro Ghost Protocol – guai a chiamarla Suicide Squad! – Curtis manifesta il suo dissenso per l’operazione cerca una soluzione alternativa scontrandosi con Diggle.

Past Sins è un esempio dal ritmo concitato – complice l’esordio alla regia di David Ramsey (Diggle) – che si concentra nel solidificare lo status quo di alcuni personaggi e situazioni solo accennate nell’episodio precedente.

Grande spazio viene riservato al personaggio di Laurel che fra luci e qualche ombra – forse un po’ troppo strappa-lacrime la sua backstory – è il perno e collante dell’episodio. Il filone narrativo più interessante attualmente però rimane quello con protagonisti Diggle e la nuova incarnazione della Suicide Squad vedremo se e come verrà impiegata sul campo e soprattutto come verrà gestita l’alchimia fra i vari personaggi magari riuscendo a dare nuovo lustro ad un personaggio mai maturato davvero come Ricardo Diaz.

Pur riservando la maggior parte dell’azione al filone narrativo con protagonista Oliver la sua sottotrama è praticamente propedeutica al nuovo incontro a fine episodio fra Oliver e Emiko.

E’ sicuramente intrigante la scelta di showrunner e sceneggiatori in questo particolare momento di questa settimana stagione di tirare un po’ il respiro e prendersi il giusto tempo per posizionare a dovere tutti i personaggi e soprattutto dare coerenza alle trame sia principali che secondarie senza affanno. Negli ultimi due episodi Arrow ha dimostra la sua solidità in tal senso, ben presto però tutta questa buonissima costruzione dovrà iniziare a trovare una propria concretezza così come successo nel lungo arco narrativo di Oliver in prigione.

Arrow è decisamente in un ottimo momento di forma.

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