Patrick Melrose 1×05 – At Last | Recensione

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Il cerchio si chiude sulla vita di Patrick Melrose… con un po’ di speranza, “alla fine”.

Dopo tanta sofferenza, l’ultimo scacco matto alla vita di Patrick Melrose arriva con la morte della madre Eleanor (Jennifer Jason Leigh) molto malata come avevamo visto nel penultimo episodio della miniserie di Showtime (il 6 agosto in onda anche in Italia il finale su Sky Atlantic HD).

I flashback che ci hanno accompagnato nella vita di Patrick, meravigliosamente interpretato da Benedict Cumberbatch, lo fanno per l’ultima volta per chiudere il cerchio e unire i puntini del rapporto del protagonista con i propri genitori e con i propri figli.

Patrick tenta disperatamente per l’ultima volta di non commettere gli stessi errori di David (Hugo Weaving) e Eleanor… e questa volta ci riesce per davvero. L’occasione è il funerale, arrivato dopo la richiesta di eutanasia da parte di Eleanor a cui è seguito un sonoro dietrofront una volta che Patrick aveva organizzato tutto, non senza dolore. Un rapporto controverso il loro, che fa esplodere per l’ultima volta tutta la rabbia e l’odio sopiti negli anni e fa capire allo spettatore quanto l’ex moglie Mary (Anna Madeley) sia l’unica con cui Patrick possa essere davvero se stesso, a cui abbia confidato tutto senza essere respinto, l’unica che abbia visto il suo lato più oscuro e non sia fuggita. Ed è proprio in questo rapporto, e in quello con i propri figli, forse ritrovato da separati, che “finalmente” Patrick può avere un po’ di luce e non solo buio nella propria vita.

Il funerale è l’occasione, si diceva, per rivedere i vari personaggi intercorsi nelle puntate… soprattutto gli amici (e amanti) di Patrick, mentre come ultimo baluardo dei “vecchi Melrose” l’amico del padre Nicholas (Pip Torrens) un uomo oramai anziano solo, incattivito ed estraniato dalla figlia che rappresenta tutto ciò che di sbagliato c’era in David e nella famiglia Melrose. Tutto ciò che c’era di vecchio stampo. E che avrà un attacco di cuore dopo il funerale mentre impreca contro le nuove generazioni “così deboli” … una trovata da vero black humour inglese.

Rivedere amici e parenti è anche l’occasione per il protagonista di fare i conti con tutto il proprio passato e le proprie scelte e, col sarcasmo che lo contraddistingue, confrontarsi con esse per fare un bilancio della propria vita. Ora è sobrio da un anno e i flashback servono a raccontarci anche il difficile percorso che lo ha portato a non essere dipendente da sostanze o alcol per sentirsi felice. Imparare a farlo è stata la cosa più difficile, la scelta più ardua, la via più lunga.

La messa in scena di David Nocholls e Edward Berger questa volta gioca con tutti gli espedienti narrativi delle puntate precedenti, flashback e raccordi come il geco esorcizzatore degli abusi subiti da Patrick. Ed è proprio in una fantasia in stile Xavier Dolan che si chiude la miniserie, “se solo Patrick bambino avesse saputo dire di no e se solo il padre si fosse fermato”. Per chiudere definitivamente quella porta in fondo al corridoio che lo spaventava tanto, metaforicamente e letteralmente.

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