Cobra Kai: la serie TV sequel di Karate Kid | Recensione

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Dopo 35 anni, e in maniera del tutto inaspettata, si riaccende la rivalità fra Daniel LaRusso e Johnny Lawrence.

Karate Kid fa parte non solo del novero delle pellicole culto per almeno due generazioni ma è anche una pellicola che è entrata nell’immaginario comune per alcune sue scene mitiche come quella del “togli la cera, metti la cera” o ancora per il combattimento finale.

Il franchise – anche se all’epoca questa parola era pressoché sconosciuta – non brillò certo per dei sequel all’altezza del primo mitico film né tanto meno per il volenteroso “reboot” del 2010 con protagonisti Jackie Chan e Jaden Smith (figlio di Will Smith) ambientato addirittura in Cina.

Quello che traspare subito da questa breve introduzione è come Cobra Kai – web serie sequel realizzata da You Tube Red – si innesti in un discorso più ampio e complesso che ha caratterizzato tutto l’immaginario geek, e più in generale quello dell’intrattenimento a 360°, negli ultimi ovvero l’impossibilità di creare qualcosa di “originale” staccandosi dai concetti di prequel-sequel-reboot-rilancio-remake che ancora oggi sono la bussola di una industria che spesso schiaccia con mano tutt’altro che invisibile sogni e ricordi della nostra adolescenza.

Cobra Kai è una splendida eccezione che conferma questa regola.

Sono passati 34 anni dagli eventi del primo film. Daniel LaRusso (Ralph Macchio) è un uomo d’affari di successo, vende auto di lusso, ha una casa splendida e una famiglia affiatata. Johnny Lawrence (William Zabka) è sul lastrico e si dà da fare come tuttofare.

Il primo vive nel presente, il secondo guarda con nostalgia al passato. Le loro strade si rincontreranno presto: Johnny salva infatti il giovane Miguel, appena arrivato in California, da una gruppo di bulli. Ubriaco viene però tamponato da un gruppo di ragazzine scoprendo, la mattina dopo, che la sua auto è stata portato in una delle officine di Daniel che non risparmia battutine al rivale di un tempo. Riaccesasi la rivalità quindi Johnny decide di cedere alla pressioni di Miguel e diventare il suo maestro riaprendo il Cobra Kai Dojo.

Appresa la notizia della riapertura Daniel cerca di mettere in tutti i modi i bastoni fra le ruote del povero Johnny che dal canto suo deve lavorare con una massa di “nerd” e “falliti”. Anche Daniel inizia però a sentire nostalgia dei tempi passati trovando in un volenteroso stagista della sua concessionaria, Robby, un insospettabile allievo che cela un segreto… è il figlio di Johnny!

Intanto Miguel è diventato l’allievo #1 di Johnny e preso coraggio decide di affrontare i bulli a scuola difendendo la bella Sam, la figlia di Daniel, ma una serie di sfortunati eventi e la presenza di Robby in casa fanno degenerare il nasce rapporto fra i due in concomitanza con il mitico Torneo All Valley Karate. Il finale sarà amaro sia per Miguel che per Robby ma soprattutto per lo stesso Johnny, che vedrà affiorare dal suo passato un pericoloso fantasma. L’unico rinvigorito sembra Daniel che ha trovato un nuovo equilibrio nella sua vita.

Qui di seguito il primo episodio COMPLETO e GRATUITO:

Cobra Kai è una delle serie migliori di quest’anno. E’ passata colpevolmente inosservata ma a conti fatti è l’unica vera alternativa a quel fenomeno che è Stranger Things perché proprio con la serie Netflix condivide alcuni punti nello sviluppo ma sopratutto è capace di rinvigorire quelli che erano i cardini del teen-movie anni ’80 in maniera fresca e moderna senza cascare in uno stucchevole effetto nostaglia.

Grande merito va dato a Johnny Lawrence, interpretato da un credibilissimo William Zabka, che rappresenta “l’uomo fuori dal tempo” fra musicassette con glam rock anni ’80 e l’incapacità di concepire anche solo lontanamente cosa sia il bullismo mentre gli sceneggiatori/creatori/showrunner Josh Heald, Jon Hurwitz & Hayden Schlossberg giocano a non prendersi mai troppo sul serio ammiccando neanche troppo velatamente alla trilogia originale ma affondando il colpo quando serve riprendendo cioè quelle che erano le tematiche semplici e immediate di quelle pellicole.

A loro va anche il merito di aver presentato, o ripresentato, nella prima parte della stagione la rivalità fra Daniel e Johnny decostruendo e capovolgendo i loro ruoli. In realtà però i due “vecchi” protagonisti fungono semplicemente da filo conduttore per l’introduzione dei “nuovi” protagonisti ovvero Miguel, Robby e Sam giocando sul più facile dei triangoli amorosi – pur non eccedendo mai sotto questo aspetto – che fa subito presa sul pubblico anche grazie ad una serie di personaggi secondari davvero sopra le righe come il mite Eli che diventa improvvisamente lo spigliato Hawk.

La regia è semplice ma efficace – pur concedendosi qualche bella panoramica dei paesaggi californiani – mentre menzione d’onore va fatta per i due giovani interpreti Tanner Buchanan (Robby) e Xolo Maridueña (Miguel) che rendono tanto credibili i loro personaggi quanto le loro coreografie anche qui semplici ma dall’immediato impatto visivo.

Il nucleo tematico di Cobra Kai è lo stesso di Karate Kid: riscatto e rivalità.

La strada percorsa è divertente, ironica, inusuale e funziona proprio per questo perché tratta di problemi comuni parlando a generazioni diverse – i sensei e i loro allievi – ma parlando sempre al cuore senza fronzoli o inutili panegirici.  Attendiamo quindi fiduciosi la seconda stagione già annunciata e prevista per il 2019!

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