Utsubora 1 di Nakamura Asumiko | Recensione

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L’autrice di Compagni di Scuola (in Italia per Magic Press) abbandona il genere Boy’s  Love, ma evidentemente non la capacità di raccontare storie con la sua eleganza.

Shun Mizorogi è un celebre scrittore che ha appena pubblicato il suo ultimo romanzo intitolato Utsubora. Una sera riceve una telefonata dalla polizia che lo informa che una ragazza che conosceva (l’aveva incontrata ad una festa della sua casa editrice e poi l’aveva rivista alcune volte) è morta e serve che lui ne faccia il riconoscimento. Così corre all’ospedale dove incontra Mochizuki e Kaiba, due poliziotti che investigano sulla morte della ragazza, e Miki Sakura, la sorella di Aki Fujino, la ragazza morta e conosciuta dallo scrittore, anche se ancora si hanno dubbi sul fatto se sia morta per suicidio oppure per morte violenta. Dopo il riconoscimento Miki e Mizorogi vanno a bere qualcosa insieme e Miki cerca di approfondire il rapporto che sua sorella aveva con lui. Pian piano verranno scoperti vari segreti che renderanno la storia molto complicata e piena di misteri.

Utsubora di Asumiko Nakamura è la terza opera in uscita per la collana Doku di Coconino Press, la linea editoriale che presenta la migliore produzione autoriale nipponica tra avanguardia e sperimentazione. In Giappone tutti i capitoli del manga pubblicati tra il 2008 e il 2012 sulle pagine della prestigiosa rivista Manga Erotics F sono stati raccolti in due volumi. Ad oggi la casa editrice italiana ha proposto solo il primo.

La cosa più interessante del volume di Nakamura è la costruzione della storia, che si concentra su due eventi cardine (la morte della ragazza e il suo primo incontro con Mizorogi) dai quali si dipanano tutte le storie degli altri personaggi, in una cronologia degli eventi che non è lineare, ma riesce a suscitando la curiosità del lettore, grazie al sapiente uso di salti temporali, coinvolgendolo in questi passaggi temporali che incastrano i protagonisti in percorsi che viaggiano parallelamente per ogni personaggio. Tuttavia consiglio una seconda lettura del volume, noterete molti dettagli che prima vi erano sfuggiti.

Oltre ad una trama non lineare, si ha un ritmo incalzante, riuscendo l’autrice a esprimere compiutamente i sentimenti dei personaggi, i loro dubbi, le loro paure e i loro segreti. Non solo infatti sono lo scrittore e la ragazza al centro della storia, ma anche i personaggi di contorno hanno una loro dimensione, che ne arricchisce il carattere. Soprattutto Kaiba e l’editor di Mizorogi, Tsuji, hanno un grande potenziale e molto da rivelare.

Lo stile di Nakamura è molto elegante, con linee sottili e figure femminili slanciate, mentre quelle maschili sono spesso imponenti ma grazie al tratto della disegnatrice mantengono una certa leggerezza che le caratterizza. Gli ambienti sono piuttosto scarni, senza inutili dettagli, concentrandosi l’attenzione sui personaggi della storia e le loro espressioni, che in effetti sono la parte fondamentale della trama.

La confezione ideata da Coconino Press per la serie Doku è veramente molto elegante, con una doppia copertina che si caratterizza per un design ricercato che non dubito farà saltare all’attenzione del lettore il volume in mezzo alle decina di manga in fumetteria.

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