Supergirl 3×18 – Shelter From the Storm | Recensione

Pubblicato il 15 Maggio 2018 alle 20:00

Crossing a line…

Pur sterzando decisamente verso un finale ormai imminente, la scorsa settimana Supergirl aveva subito una battuta d’arresto con un episodio convulso e privo di mordente – la nostra recensione qui – soprattutto perché aveva, in parte, “delegittimato” la costruzione delle tre Worldkillers e vanificato la costruzione del personaggio di Sam.

Con l’episodio di questa settimana, intitolato Shelter From the Storm, l’attenzione si sposta tutta su Reign che, forte del nuovo potenziamento avendo assorbito l’energia vitale delle altre due Worldkillers, è alla ricerca di Ruby, la figlia del suo alter ego Sam, per ucciderla e recidere così qualsiasi legame con la sua parte umana. Il Team Supergirl decide così di divedersi: Alex raggiunge Ruby nel nascondiglio approntato da Lena mentre Supergirl e J’onn vanno in soccorso della madre di Sam.

Il primo scontro con la nuova, potenziata Reign sarà però drammatico. Intanto, sconfitta Pestilence e scongiurata così la sua evoluzione in Blight, Mon-El e la Legione si prepara a ritornare al futuro…

E’ evidente che bisogna trovare un’arma in grado di fermare, anche solo momentanea, Reign se non altro per proteggere Ruby. Supergirl e J’onn chiedono prima al padre di quest’ultimo e poi, pur non senza attriti, a Lena. James ha infatti convinto la donna a confessare che è in grado di produrre kryptonite sintetica.

Appresa della nuova trasformazione di Reign, Mon-El decide di ritornare sulla Terra lasciando così Imra e Brainiac ritornare da soli nel futuro.

Lo scontro con Reign, che intanto ha individuato Ruby, è brutale e si risolve solo con un pizzico di fortuna in favore di Supergirl e dello stesso Mon-El. Le conseguenze però sono devastanti: Ruby ha scoperto che la madre è in realtà Reign mentre Kara ha scoperto che Lena in realtà non si fida davvero di Supergirl, pur avendo chiarito la sua posizione, e che James le ha mentito.

Supergirl continua, inesorabile, la sua striscia di episodi sottotono.

Anche Shelter From the Storm infatti è un episodio che si trascina senza particolari spunti di interesse anzi per più di metà l’episodio si appoggia malamente ad una componente drama che era stata, fortunatamente, ridotta all’osso nell’ultimo periodo e che qui ritorna prepotente ad appesantire trame e personaggi.

Che sia la sottotrama di J’onn e suo padre, quella del rapporto fra Kara e Mon-El, fra Kara e Lena o peggio ancora la brutta de-evoluzione del personaggio di Sam/Reign showrunner e sceneggiatori cerca in tutti i modi di propinarci uno sguardo “dall’interno” delle vicende risultando fiacco e che, in più di ogni occasione, sembra un riempitivo inutile ai fini della progressione della trama principale.

I due scontri fra Supergirl e Reign sono gestiti in maniera frettolosa, il primo, e assolutamente sbadata, il secondo, con tanto di risoluzione stile Silver Age che fa storcere il naso per la sua grossolana ingenuità.

Il bilancio alla fine di Shelter From the Storm è sostanzialmente di una situazione di stallo. E’ pur vero che Supergirl ha recuperato un alleato prezioso, Mon-El, ma è altrettanto vero che sembra averne perso un altro altrettanto prezioso ovvero Lena. Soprattutto quest’ultimo aspetto risulta essere stato inspiegabilmente accelerato in maniera abbastanza sbrigativa dopo la discreta costruzione di inizio stagione.

A 5 episodi dalla conclusione di questa terza stagione, Supergirl sembra voler disattendere le ottime aspettative create con una eccellente prima parte di stagione.

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