The Seven Deadly Sins: Revival of The Commandments – Episodio 15: Una confessione raggelante | Recensione

Pubblicato il 1 Maggio 2018 alle 17:00

In questo episodio viene inaugurato il nuovo arco narrativo Great Fight Festival, un torneo aperto a tutti che mette in palio la realizzazione di qualsiasi desiderio del vincitore. Sembra troppo bello per essere vero, e in effetti si sente puzza di trappola. Ma non sarà certo questo insignificante dettaglio a fermare il Capitano dei Sette Peccati Capitali!

Se si fa eccezione per qualche rivelazione (uno dei punti di forza della serie, poiché anche in episodi tutto sommato piatti come questo, lo spettatore non viene lasciato mai completamente a digiuno di informazioni anche molto importanti), questo episodio non è certo ai livelli del precedente, nel quale abbiamo potuto finalmente saggiare, anche se in minima parte, la devastate potenza del Peccato di Orgoglio con il simbolo del Leone, il grande Escanor.

Iniziamo subito con un interrogatorio da parte di Denzel Liones, il Capitano delle Pleiadi del Cielo Azzurro, a Fraudrin, che ha ormai preso possesso da un po’ di tempo del corpo del Cavaliere Sacro Dreyfus:

Sarà proprio in questo momento che scoprirete un dettaglio forse insignificante, forse determinante, che riguarda il Comandamento Fraudrin!

  • The endless sunshine of the spotless mind

Nel frattempo, i ricordi iniziano nuovamente a svanire dalla mente di Diane, che si è finalmente ricongiunta alla sua maestra e amica Matrona, ritenuta morta anni prima. In questa occasione, Matrona deciderà di insegnare a Diane la Danza di Drole, considerato il padre fondatore del Clan dei Giganti, nonché loro antico re, mentre per alcuni si tratta di un vero e proprio Dio:

  • Il Festival di Vaizel

Mentre Diane e Matrona sono insieme, iniziano a piovere dal cielo degli strani volantini che pubblicizzano un nuovo torneo, che sta per avere luogo a Vaizel. Si tratta di un festival annuale, ma appare più che evidente che si tratti di una trappola orchestrata dal Clan dei Demoni, degnamente rappresentati dai Dieci Comandamenti:

L’evento porterà in città moltissimi personaggi, anche molto pericolosi, ma questo non è certo un problema per il temerario Meliodas, che ha tutte le intenzioni di partecipare al torneo, anche per via del succulento quanto probabilmente ingannevole primo premio in palio: la realizzazione di un qualunque desiderio!

  • Nomen omen

La scelta dei nomi in The Seven Deadly Sins a volte presagisce quello che sarà il fato di un personaggio, e spesso prende spunto da uomini, donne e luoghi realmente esistiti, oltre che dalla mitologia classica e cristiana e dall’astronomia.

In questo caso specifico, possiamo trovare un netto richiamo nel nome di Dreyfus ad Alfred Dreyfus, Generale dello Stato Maggiore dell’Esercito Francese condannato ingiustamente per alto tradimento nel 1894 a causa del disprezzo antisemita nei suoi confronti, poiché ebreo:

Un altro nome molto evocativo è quello delle Pleiadi, un giovane ammasso di stelle di “soli” 100 milioni di anni conosciuto anche come Le Sette Sorelle (anche se le stelle visibili a occhio nudo sono quasi sempre soltanto sei, in base all’inquinamento luminoso del posto da cui le si guarda splendere nel cielo notturno, ma in realtà sono di numero maggiore) presente all’interno della costellazione del Toro:

Queste stelle hanno dato vita al mito greco delle Pleiadi, sette sorelle nate sul monte Cillene, in Arcadia, da Atlante e da Pleione, e in seguito trasformate in stelle da Zeus per salvarle dalla persecuzione di Orione:

In la mitologia norrena e per altre culture che si possono far risalire all’Età del Bronzo, le Pleiadi vengono associate al cordoglio e ai funerali, poiché le stelle compaiono nel cielo dell’Est fra l’equinozio d’autunno e il solstizio d’inverno, nel quale si svolgeva una festa dedicata al ricordo dei defunti. Questo particolare ricorda molto da vicino l’abilità speciale di Denzel, Giudizio, che gli permette di far emergere nella mente del suo avversario i fantasmi delle proprie vittime, per tormentarlo fine alla fine della sua vita.

Anche i nomi di Diane e di Matrona si possono far risalire alle tradizioni classiche greca e latina, poiché Diana, il cui corrispettivo nella mitologia greca è Artemide, è la Dea latina della Caccia. Il mito si fa risalire a Diana Nemorensis, antico culto romano che vede come suo centro il lago vulcanico di Nemi situato sui Colli Albani, e il suo nome è stato scelto per il Peccato di Invidia probabilmente per il suo strettissimo contatto con la natura:

Per quanto invece riguarda il nome di Matrona, si tratta di un sostantivo latino che indica la donna romana maritata con un uomo libero, il cui compito era prendersi cura della casa e della famiglia, caratteristica, questa, riscontrabile nella “nuova versione” della gigante che si è da poco ricongiunta con Diane.

  • Anticipazioni

Vi lasciamo ora, come di consueto, con le immagini di presentazione del prossimo episodio, che si intitolerà La trappola del labirinto della morte:

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