Black Lightning 1×10 – Sins of the Father: The Book of Redemption | Recensione

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There’s wrong and there’s Wrong…

Pur con la sensazione di viaggiare spesso con il freno a mano tirato, Black Lightning aveva segnalato una certa “crescita” come dimostrato dall’episodio della scorsa settimana – la nostra recensione qui – in cui da un lato si era iniziato a sviluppare in maniera davvero interessante il personaggio di Jennifer contrapposto a quello della scalpitante sorella Anissa e ai misteri e alle cospirazioni che convergendo su Freeland avrebbero dato i poteri a Jefferson, e di riflesso proprio alle sue figlie, a causa di un vaccino sperimentale.

L’episodio di questa settimana intitolato Sins of the Father: The Book of Redemption quindi riprende il filo delle investigazioni legate con un doppio filo sia al vaccino e alla organizzazione ASA sia alla droga Green Light. Imbeccata da Gambi, Anissa scopre quello che dovrebbe essere un laboratorio in cui vengono conservati i corpi ancora in vita degli abitanti di Freeland che trent’anni prima avevano acquisito dei poteri ma ad una seconda incursione insieme al padre il laboratorio era stato smantellato.

Intanto gli indizi portano Jefferson ad intuire che sia la stessa ASA ad inondare le strade di Freeland di droga nel tentativo di creare per poi rapire nuovi e giovani metaumani. Mentre Jennifer lotta ancora con i suoi nascenti poteri, e sua madre inizia a comprendere il loro funzionamento, il cerchio si stringe intorno a Gambi…

Il redivivo ed “illuminato” Lala, forte del vuoto di potere lasciato da Tobias Whale, riorganizza i traffici illeciti della città.

https://youtu.be/r9PVaHObNnI

Sins of the Father: The Book of Redemption è una brutta battuta d’arresto per la serie e non solo in termini di progressione della trama principale.

L’episodio infatti non offre alcuno spunto per nessuno dei personaggi principali e sancisce di fatto solo una “tregua” fra Jefferson e Gambi. Anche l’interessante personaggio di Jennifer viene defilato in favore di quello di Lala e della sottotrama “mistica” che sinceramente risulta ancora poco credibile non riuscendosi ad incastrare ancor più difficilmente in questa particolare fase della serie in cui c’è stata una svolta più sci-fi/conspirazionistica.

Proprio quest’ultimo aspetto e soprattutto in questo episodio, in alcuni passaggi lasciati ad Anissa, depauperano ancora di più il tono “realistico” dei primi episodi in favore del suddetto conspirazionismo un po’ goffo che unito alle “visioni” di Lala rendono nuovamente acerba la serie che faticosamente negli ultimi episodi si era posizionata su binari non originalissimi ma pur sempre solidi su cui quantomeno sviluppare i personaggi.

Nell’episodio di questa settimana inoltre ritorna la fastidiosa sensazione che showrunner e sceneggiatori si adagino su una auto-referenzialità che penalizza Black Lightning in termini ritmo e più semplicemente di godibilità dell’episodio stesso. Tolta la scena iniziale, ottima, d’azione – un caso più unico che raro nello show – l’episodio ha un ritmo soporifero in cui neanche il finale a sorpresa riesce a destare l’attenzione dello spettatore.

L’impensabile alleata dell’ASA infatti sembra una clamorosa forzatura, un escamotage per legittimare il personaggio e senza un intrinseco valore per la trama.

E’ davvero difficile capire, alla luce dell’episodio di questa settimana, dove voglia andare a parare Black Lightning con un finale di stagione ormai imminente.

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