Dark Souls Remastered | Recensione

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Che siate vecchi o nuovi giocatori, Dark Souls Remastered ha in serbo per voi una lunga serie di sorprese, anche se non sempre saranno piacevoli…

“Guarda che lì dietro c’è un falò”.

“Impossibile, ti ricordi male, qui non c’è niente!”

“Fidati, vai un po’ più avanti. Ecco, qui. Ora dai una spadata a quel muro”.

“Ma dai, ti dico che non c’è niente”.

“Prova”.

“…ma come hai fatto a ricordartelo?”

Già, come faccio a ricordare in modo così vivido così tante location di Dark Souls, inclusi i glitch, le posizioni dei nemici e le pareti nascoste? Sarà perché amo i Souls. Oppure perché in quei posti sono stata ammazzata così tante volte da conoscerli come se ci vivessi dentro. Uno su tutti: Anor Londo, una location in cui mi bloccai per settimane. La scusa ufficiale era quella del farming, la verità era che quelle architetture barocche, ispirate dal Duomo di Milano, mi ipnotizzavano.

Ricordo ancora distintamente la prima volta che giunsi ad Anor Londo, ne rimasi ammaliata, emozionata, con gli occhi colmi di una bellezza indescrivibile. Provai un misto di meraviglia e terrore, perché è questa una delle caratteristiche che rende così affascinanti i Souls: location mozzafiato infestate da ogni sorta di creatura terrificante, da mostri che sembrano usciti da un film horror a guerrieri giganteschi e potentissimi, in grado di uccidervi con un colpo solo.

Se avete giocato a Dark Souls III senza conoscere Dark Souls, potrete ammirare con i vostri occhi l’antico fulgore di questa città, nonostante fosse già perduta e abitata da molti nemici. Personalmente, ho amato talmente tanto Dark Souls in generale e Anor Londo in particolare, da giocarci anche per oltre 10 ore filate, fino alle 8:00 del mattino. Quel giorno capii che ciò avrebbe potuto avere un impatto negativo sulla mia esistenza, così lo riposi per non tornare a giocarci mai più. Fino ad ora.

Il sistema di gioco all’epoca non era conosciuto come adesso, né esistevano ancora i cosiddetti Soulslike, e si era visto in precedenza in quello che a tutti gli effetti è il vero capostipite dei Souls, creato anch’esso dal fondatore della serie, Hidetaka Miyazaki: l’immenso e rivoluzionario Demon’s Souls, titolo disponibile ancora oggi unicamente per PlayStation 3 e pubblicato in Giappone per la prima volta nel 2009. Indubbiamente, una di quelle esclusive emblematiche per una console, che da sola può far decidere ai giocatori di acquistarla.

Dopo Demon’s Souls, i giocatori che ne avevano apprezzato il gameplay, il quale spesso tende più a punire gli errori che a premiare i successi, si sono potuti immergere in un’altra avventura dark fantasy, e la speranza era quella di non restarne delusi. Dark Souls si rivelò fin da subito un titolo che riscosse un enorme successo, sia di critica che di pubblico, un videogioco che è rimasto nel cuore (e nell’anima) degli appassionati.

La notizia che presto questo meraviglioso titolo sarebbe approdato in una nuova versione rimasterizzata, che include anche l’unico DLC disponibile, Artorias of the Abyss, ha reso felici e carichi di aspettative i giocatori di tutto il mondo. Ma il prodotto finale è all’altezza delle loro aspettative?

  • Il marchio oscuro dei non morti

Spieghiamo brevemente cosa ci si deve aspettare da Dark Souls Remastered e dai Soulslike in generale e come mai questi titoli siano considerati come molto difficili: a rendere il gioco complesso, ogni volta che morirete o che riposerete presso i falò sparsi in giro per il mondo di gioco, liberamente esplorabile, ricompariranno tutti i nemici che avrete ucciso, come se vi trovaste intrappolati in un loop temporale. Questo perché è esattamente così: in Dark Souls, impersonerete un non morto rinchiuso nel Rifugio dei Non Morti, in attesa della fine del mondo.

Lasciando questo luogo, giungerete nel Santuario del Legame del Fuoco, una zona in cui potrete incontrare vari PNG (presenti anche in tante altre location, per cui vi converrà esplorare per bene ogni zona, il che vi frutterà anche oggetti molto interessanti) di cui sarà possibile seguire le questline ed essere al sicuro, poiché ha la funzione di hub centrale, esattamente come avviene in Demon’s Souls con il Nexus e in Dark Souls III con l’Altare del Vincolo. In lingua inglese, però, entrambi gli hub centrali di Dark Souls e Dark Souls III hanno lo stesso nome, analogia che purtroppo non è stata rispettata nella traduzione italiana: si tratta del Firelink Shrine.

La non morte è una maledizione, e il giocatore dovrà trovare il modo di porvi fine. A causa di essa, e poiché si è invero già morti, il non morto non potrà mai trovare pace, poiché quando viene ucciso ritorna in vita, in forma di essere vuoto, vicino all’ultimo falò presso il quale si è riposato. E tutti i nemici uccisi fino a quel momento saranno lì ad aspettarlo.

Il tempo scorre dunque in maniera differente per i non morti, rispetto ai viventi: il loro tempo procede in avanti, ma ogni volta che un non morto muore si riavvolge, ripopolando il mondo intero con i nemici uccisi. Uniche eccezioni sono le varie porte e scorciatoie scoperte, alcuni eventi chiave e boss e miniboss, che non ricompariranno più.

  • Sei morto

Anche in Dark Souls, come nella vita, l’unica certezza è la morte, per cui abituatevi a vedere spesso questa schermata:

Il sistema di gioco prevede la perdita completa delle anime accumulate fino a quel momento, che però potranno essere recuperate, a patto di giungere nel luogo in cui siete morti, pena la perdita definitiva delle stesse. Sappiate che le anime sono l’unica moneta accettata in game, indispensabili per poter acquistare oggetti, armi e pezzi di equipaggiamento, riparare e potenziare l’equipaggiamento stesso e anche per poter avanzare di livello, perciò perderne quantità considerevoli potrebbe essere davvero frustrante.

Potrete però avvalervi di un sistema di gioco online rivoluzionario per il tempo, e che ha fatto scuola: presso i falò è possibile ritrovare la propria umanità perduta (quando si è morti, si è nella condizione di “essere vuoto”), in modo da poter evocare in aiuto nel proprio mondo altri giocatori. Ma il rovescio della medaglia è che in forma umana il proprio mondo può essere invaso da altri giocatori, fornendo agli utenti l’opportunità di sperimentare battaglie in coop e PvP. Ma non temete, i giocatori da evocare non mancano di certo!

Sia quando sarete in forma umana che in quella di essere vuoto potrete lasciare il vostro segno di evocazione, in modo da farvi evocare da altri giocatori e collaborare con loro, oppure invadere i mondi di altri utenti, e in questo caso il vostro scopo sarà ovviamente quello di uccidere l’host, forti anche del fatto che i nemici presenti nel suo mondo non attaccano gli invasori.

La nota interessante è che sia quando si invade un mondo che quando ci si fa evocare, le anime così accumulate non verranno perse nemmeno in caso di sconfitta.

Questo sistema prevede anche la possibilità di lasciare messaggi che potranno essere letti e valutati dagli altri giocatori, per fornire indicazioni preziose o false piste, a discrezione di ognuno, indicazioni che potranno giungere anche sotto una forma diversa: quando si gioca online, sarà possibile vedere sul suolo una serie di macchie di sangue. Toccandole, vedrete come è morto in quel punto un altro giocatore, il che potrebbe davvero salvarvi la vita in molte occasioni.

Aggiungo inoltre che, diversamente da Dark Souls III, i falò qui non sono comunicanti, il che rende inattuabile il teletrasporto. Per questo, esiste in Dark Souls un complesso, intricato e affascinante sistema di scorciatoie tutte da scoprire e attivare, che vi permetteranno di raggiungere luoghi anche molto distanti fra loro in un tempo anche molto breve.

Per quanto riguarda il vostro personaggio, dopo averne scelto l’aspetto, personalizzabile tramite un editor, una classe iniziale e un oggetto bonus con cui iniziare la vostra avventura (se non sceglierete la classe del ladro, che la possiede di default, vi consiglio caldamente la Chiave Universale, che vi permetterà di accedere a molte zone interessanti anche in fasi iniziali del gioco. Non ringraziatemi), potrete in  seguito, avanzando di livello, distribuire i punti guadagnati come più vi aggrada, basandovi sulla vostra classe o sul tipo di equipaggiamento o armi che usate, per creare una esperienza di gioco altamente personalizzabile.

Un’altra caratteristica davvero apprezzabile è che ogni arma ha il proprio move set, e potrete effettuare con due tipi di attacco differenti: uno leggero e uno pesante.

Un’altra particolarità tipica di Dark Souls sono le umanità, che potrete procurarvi in vari modi: a volte saranno sotto forma di oggetti, altre vedrete aumentare un contatore vicino alle vostre barre della vita e della stamina. Ovviamente, quando morirete perderete anche tute le umanità presenti nel counter.

Quanto invece alla storia, starà al giocatore scoprirla, mettendo insieme le varie informazioni disponibili parlando con i vari PNG e leggendo la descrizione degli oggetti che troverete nelle vostre esplorazioni, e anche questo dettaglio costituisce uno degli elementi di fascino di questa saga, così amata e temuta.

Un ultimo consiglio: tagliate la code di qualsiasi nemico ne sia fornito, per garantirvi armi uniche.

  • Cosa è cambiato nella versione rimasterizzata…

Riportiamo qui di seguito un elenco completo di tutto ciò che di nuovo è stato introdotto in questa nuova versione rimasterizzata di Dark Souls:

  • server dedicati;
  • introduzione del matchmaking tramite password;
  • capacità dei giocari online per sessione aumentata da 4 a 6;
  • possibilità per i giocatori evocati di usare la metà (per difetto) delle Fiaschette Estus che possiedono nel loro mondo per curarsi (nella versione originale, solo l’host poteva curare se stesso e i suoi compagni);
  • durante le invasioni, consumare le Umanità non servirà per curarsi;
  • per il matchmaking viene preso in considerazione, oltre al livello del PG e al patto di cui fa parte, anche l’arma equipaggiata;
  • possibilità di cambiare patto, scegliendo fra quelli già scoperti e che non si è traditi, presso i falò;
  • framerate aumentato da 30 FPS a 60 FPS, a esclusione dello Switch Tablet Mode;
  • risoluzione aumentata a 1080p e a 4K nativo per PC, con upscaling su PS4 Pro e Xbox One X;
  • lo sviluppo è stato affidato a QLOC (PS4, Xbox One, PC) e Virtuous (Nintendo Switch), sotto la supervisione di From Software;
  • aggiunta di un nuovo falò presso il luogo in cui si incontra fabbro Vamos;
  • possibilità di acquistare le Dita Avvizzite dal mercante non morto.

…e cosa sarebbe potuto cambiare

Per quanto Dark Souls Remastered sia un ottimo prodotto, che renderà felici quelli come me che hanno trascorso parecchie ore in game a esplorarlo in lungo e in largo e a farsi massacrare, ovviamente non è esente da difetti, il principale dei quali è purtroppo il permanere di alcuni problemi già riscontrabili nella versione originale di Dark Souls, come errori di visualizzazione che vi mostreranno un panorama in lontananza, con tanto di traccia di messaggi lasciati da altri giocatori, dove invece dovrebbe esserci una parete rocciosa…

…o la fusione del corpo del vostro personaggio con quelli dei nemici uccisi, trasformandovi in un abominio ancor più grottesco di quanto non siate già:

  • Conclusioni

Dark Souls Remastered è un must per gli appassionati, e si tratta del primo titolo della saga, del quale, inoltre, molti elementi sono stati ripresi nel ben più recente Dark Souls III.

Consigliatissimo sia ai vecchi giocatori che a chi desidera avvicinarsi alla saga per la prima volte, oltre che a chi non ha ancora avuto l’opportunità di goderselo, anche se ha apprezzato l’ultimo capitolo di questo ormai leggendario franchise.

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