Supergirl 3×11 – Fort Rozz | Recensione

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Supergirl aveva ripreso la sua corsa la scorsa settimana con un ottimo episodio – la nostra recensione qui – che rimarcava l’intenzione, già abbastanza palese, di puntare su lidi più fumettistico o quanto meno fantascientifici.

Con l’undicesimo episodio intitolato Fort Rozz gli showrunner recuperano un elemento della prima stagione e lo riutilizzano in maniera organica per far proseguire quella che è la trama principale di tutta questa terza stagione.

Alla ricerca di indizi e informazioni per sconfiggere Reign, Supergirl deve cercare di recuperare una prigioniera da Fort Rozz, la prigione kryptoniana che aveva provveduto a spedire in orbita nelle passate stagioni, ora orbitante intorno ad una stella blu. Il che è un ostacolo non da poco: senza un sole giallo Kara è priva dei suoi poteri. Per questo Supergirl dovrà stringere una inusuale alleanza con due “cattive” ovvero Livewire e Psi a cui si unisce Saturn Girl.

Un plot semplice condito da atmosfere che pagano dazio ovviamente ad Alien ma anche dai classici problemi di fiducia visto che l’eterogeneo gruppetto composto proprio per metà da villain dovrà perlustrare l’enorme prigione.

La missione non sortirà però l’effetto sperato sia perché Kara dovrà confrontarsi con Reign, giunta intanto sulla prigione, senza i suoi poteri ma soprattutto perché apprenderà che oltre la stessa Reign ci sono altre Worldkiller, particolare che avevamo appresso dal finale dello scorso episodio.

Pur non sfruttando appieno l’ambientazione spaziale l’episodio capitalizza su due aspetti fondamentali. Dopo il primo rovinoso scontro con Reign, Kara ha iniziato un percorso di maturazione in cui i suoi poteri potrebbero non essere necessari alla vittoria finale contro una nemica così soverchiante. In questo senso in Fort Rozz gli sceneggiatori fanno un discreto lavoro nel evidenziare le capacità da leader e quelle decisionali di Supergirl.

L’altro spunto interessante dell’episodio è legato a Reign e alle altre Wordkiller. La serie sta costruendo magistralmente questa villain – ha reso lo spettatore empatico con la sua controparte umana e terrificante quella metaumana in un crogiolo di emozioni intriganti – ora però sembra intenzionata a decostruirla inserendo come elemento di rottura proprio le altre Worldkiller – di cui a fine episodio abbiamo un primo assaggio.

L’episodio non è sicuramente perfetto, vista anche un ritmo non molto sostenuto ed una regia forse un po’ troppo indulgente da questo punto di vista, ma conferma l’ottimo stato di salute dello show che è senz’altro il migliore dell’Arrowverse dopo la pausa natalizia visto anche l’ottimo lavoro fatto nella prima parte della stagione.

Rimane l’amaro in bocca soprattutto per la parte dell’episodio ambientata sulla Terra con protagonisti Alex e Ruby sinceramente troppo prolissa e francamente inutile se non ai fini del comic relief – che ormai deve esserci per forza quando si fa qualcosa a tema supereroistico – e della decostruzione del villain sopracitata.

Visto anche la pochezza di The Flash e Arrow soprattutto, The CW dovrebbe avere un po’ più di coraggio e cercare di abbracciare un approccio completamente supereroistico e sci-fi magari non per l’intera stagione ma sperimentare almeno per qualche episodio nella sua interezza… sarebbe sicuramente interessante vedere la reazione del pubblico.

“Piccolo” easter egg dell’episodio con guest star d’eccezione: Jindah Kol Rozz la prigioniera che Supergirl sta cerca su Fort Rozz è interpretata da Sarah Douglas, l’indimenticata Ursa in Superman II.

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