Wolverine/Punisher/Ghost Rider – Cuori di Tenebra | Recensione

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Cosa succede quando tre dei più aggressivi personaggi Marvel sono costretti a confrontarsi con il terribile Cuore Nero? Scopritelo in questo volume che ripropone due opere dai toni horror illustrate da John Romita Jr. e Ron Garney!

Nei primi anni novanta la Marvel si occupò con insistenza di personaggi violenti, inquietanti e lontani dagli eroi solari degli anni sessanta. Erano caratterizzati da una sostanziale ambiguità morale che, in ogni caso, li rendeva affascinanti agli occhi dei lettori. Si trattò del culmine di una tendenza iniziata nel decennio precedente, quando autori come Chris Claremont e Frank Miller presentavano character non privi di atteggiamenti discutibili.

Il Punitore, Wolverine, Elektra e così via non potevano essere classificati sulla base della semplicistica dicotomia buono/cattivo, sovente uccidevano gli avversari e non esitavano a prendere decisioni controverse. Come ho scritto, nei primi anni novanta il trend era al culmine e il successo della seconda versione di Ghost Rider aveva dato il via a una serie di comic-book horror con protagonisti angoscianti. Howard Mackie raggiunse la notorietà narrando proprio le vicissitudini del giovane Danny Ketch, colui che assume l’identità di Ghost Rider dopo Johnny Blaze.

Il riscontro della testata sorprese la stessa Marvel e Mackie divenne presto uno degli sceneggiatori di punta della Casa delle Idee. Panini Comics ora propone in volume due one-shot scritti da Mackie che hanno come protagonisti Ghost Rider, Wolverine e il Punitore. In pratica, tre tra i personaggi più violenti e aggressivi del Marvel Universe. Il primo è Heart of Darkness, incentrato su Danny che, girovagando per gli Stati Uniti, giunge in un bed & breakfast apparentemente tranquillo. Qui però ci sono altri due ospiti: Logan e Frank Castle.

La presenza dei tre antieroi non è casuale e costoro scopriranno presto, a loro spese, di essere vittime delle macchinazioni del terribile Cuore Nero, il demoniaco figlio di Mefisto, introdotto da Ann Nocenti e John Romita Jr. in una celebra sequenza di Daredevil. Mackie scrive una storia dal ritmo adrenalinico, non molto riflessiva, ricca di azione e atmosfere terrificanti. E’ un lavoro commerciale ma di buon livello, impreziosito dai disegni contorti di John Romita Jr. che realizza ottime versioni dei protagonisti. Ghost Rider e Cuore Nero sono mostruosi al punto giusto (il secondo sembra una silhoutte di forma umanoide fatta di inchiostro) mentre Logan e il Punitore evocano aggressività e furia animalesca. John Romita Jr., in particolare, dà il meglio di sé nelle sequenze di lotta e le pagine sono valorizzate da riusciti primi piani di impostazione cinematografica e a volte da vignette enormi di notevole efficacia.

C’è poi il seguito di Heart of Darkness, intitolato Dark Design, sempre firmato da Mackie che approfondisce le motivazioni di Cuore Nero. In questo caso, l’autore riprende un personaggio apparso nella prima storia, la giovane Lucy, che però ha un ruolo più importante. Dopo la sua sconfitta, Cuore Nero intende usarla in un piano perverso ai danni del padre Mefisto e pure stavolta Ghost Rider, Wolverine e il Punitore saranno della partita.

Non c’è nulla di diverso rispetto ad Heart of Darkness. Anche Dark Design punta sull’azione e sull’horror e tutto si riduce a un prodotto di intrattenimento senza eccessive pretese. Ai disegni c’è Ron Garney che cerca di collegarsi allo stile di Romita Jr. e ci dona tavole dinamiche e coinvolgenti, dimostrandosi più che adatto a un’opera del genere. Nel complesso, il volume può risultare interessante per i lettori che in un fumetto cercano solo un sano passatempo. Da questo punto di vista, le storie funzionano e sono inoltre valorizzate da disegni di grande qualità. Chi, invece, cerca qualcosa di più profondo, potrebbe rimanere deluso.

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