Trees Vol. 2 – Due Foreste | Recensione

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In un misto tra Arrival e The Leftovers la storia va avanti rivelando qualcosina, ma lasciando ancora molto mistero attorno alla venuta degli alberi alieni sulla Terra.

Eravamo rimasti con dei dubbi da chiarire, una storia da approfondire, ma Warren Ellis con Trees vuole cuocere il lettore a fuoco lento.

Nel primo volume (da noi recensito qui), siamo stati introdotti in una realtà “post-apocalittica”, nella quale l’intero pianeta Terra è stato disseminato di giganteschi alberi alieni che hanno sconvolto il modo di vivere della società.

Il secondo volume, intitolato Due Foreste, cerca di andare più a fondo. Moltissimi aspetti della storia sono ancora delle grandi incognite, e l’obiettivo di Ellis è proprio questo: il motore del fumetto sono gli alberi, ma ciò che l’autore inglese preme a mostrarci in maniera particolare sono le reazioni conseguenti alla loro venuta.

Come nella serie tv The Leftovers, ciò che vuol far vedere la storia non è tanto il perché di un evento, ma come gli uomini reagiscano all’evento stesso. Ma Ellis non tralascia neanche il motore di base del fumetto: ovvero il perché gli alberi alieni si siano piantati sulla Terra.

Infatti in apertura di secondo volume seguiamo Jo Creasy, la biologa inglese che nel primo volume è scampata alla tragedia di Blindhail, dove un albero alieno è esploso improvvisamente provocando la morte di decine e decine di persone, e lasciando Jo come unica sopravvissuta.

La dottoressa Creasy, in Le Due Forestesi recherà in Scozia, presso le isole Orcadi, per approfondire lo studio degli alberi, ed una strana connessione con le più antiche popolazioni mai comparse sulla Terra.

Inoltre nel secondo volume di Trees non verrà trascurata neanche la città di New York, nella quale si aggirano gruppi di quartiere organizzati che fanno apparire l’ormai devastata Grande Mela come una sorta di scenario involuto alla Gangs of New York. Ed in tutto questo ci sta anche un sindaco eletto che ha molti interessi personali da tutelare.

Insonna Warren Ellis, da grande sceneggiatore e creatore di storie quali è, non ha sicuramente perso il tocco, Trees è un fumetto i cui misteri verranno portati avanti fino alla fine, rivelando poco per volta le cause di ciò che ha sconvolto la Terra. Gli alberi alieni però non sono il centro di tutto, ed i protagonisti della storia sono sparsi per tutto il Globo: gli scenari nei quali sono ambientati i primi due volumi si dividono tra la Cina, l’Italia, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. In ognuno di questi ambienti ci viene mostrato il modo in cui la popolazione, le forze armate, gli scienziati e le istituzioni hanno reagito all’arrivo degli alberi alieni. E tra tutte queste persone c’è qualcuno che sembra saperla più lunga degli altri, ma Ellis vuole rivelarlo poco alla volta.

Jason Howard accompagna al meglio la sceneggiatura di Ellis, usando un tratto sporco che non risparmia dinamicità e si esalta durante le scene di azione. In particolare le rappresentazioni degli attacchi missilistici sembrano esaltarlo, e regalano al fumetto alcune pagine visivamente molto interessanti, che meritano di essere guardate e riguardate con molta attenzione.

I colori, sempre di Howard, tendono spesso a essere usati con uno stile impressionista che tende a dare una forte linea cromatica a tutta la pagina, in grado d’indicare il mood della scena rappresentata.

Insomma, Trees è un fumetto ben confezionato, con ai testi un fuoriclasse della sceneggiatura, e che, come i migliori fumetti di questo nuovo millennio, si adatta al medium più potente e di maggior successo del momento: i telefilm. Infatti non disdegneremmo neanche una rappresentazione televisiva di questa storia che sicuramente si presta sia a livello di ritmo narrativo, che di soggetto (e infatti NBC ne ha opzionato i diritti).

Insomma, di Trees ne vorremmo ancora, e non solo nei fumetti. Ma per il momento ci accontentiamo di vedere la serie solo su carta, edita da Image Comics, e proposta in Italia da SaldaPress.

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