C’è un traditore nelle fila del Team Arrow.

Arriva al midseason finale anche Arrow e lo fa dopo una serie di fiammate – gli episodi che avevano visto il ritorno di Manu Bennett nei panni di Deathstroke – ma senza una grossa inerzia complice il debole secondo capitolo dell’annuale crossover fra le serie dell’Arrowverse Crisis on Earth-X – la nostra recensione qui – ed il solido ma non spettacolare settimo episodio – la nostra recensione qui.

Questo nono episodio intitolato Irreconcilable Differences rappresenta dunque un importante banco di prova: la serie avrà finalmente trovato un ritmo tale da gestire organicamente tutte le istanze derivate dalla precedente stagione ma contemporaneamente portare avanti trame e personaggi nuovi?

Irreconcilable Differences ruota intorno al rapimento di Quentin Lance da parte del villain Cayden James il quale chiede al Team Arrow, in cambio della liberazione dell’uomo, il furto di un artefatto dai magazzini dell’Argus. Nel frattempo Oliver deve anche gestire il suo processo dove l’accusa sembra avere un testimone pronto a confermare che Oliver Queen e Green Arrow sono la stessa persona, si insinua così il dubbio che nella squadra possa esserci una golo profonda.

Mentre i sospetti ricadono su Dinah, che continua ad incontrare in segreto Vigilante dopo averne scoperto l’identità, Quentin cerca di far scalfire l’alleanza fra Black Siren e James. Il Team Arrow decide di effettuare lo scambio sperando di ingannare il villain sabotando l’artefatto ma la missione sarà solo un parziale successo: il seme del dubbio si è profondamente insinuato nella squadra e la conseguenze saranno drammatiche.

Iniziamo subito con il dire che l’episodio scricchiola già dai minuti iniziali che indugiano troppo sulla festa di matrimonio di Oliver e Felicity – che ricordiamo si erano sposati in fretta e furia alla fine del crossover. Si perdono così 10 minuti abbondanti che sarebbero potuti essere spesi in maniera sicuramente più fruttuosa visto che la sceneggiatura si muove nervosa e frettolosa verso quello che alla fine sarà un reset del Team Arrow.

Che Arrow avesse bisogno di un ritorno alle origini era fuori discussione visto la mediocre Season 5 ed il discreto lavoro fatto con l’inizio di questa Season 6 legittimava con coerenza questa intenzione ma con questo nono episodio sembra quasi che gli showrunner abbiano perso la pazienza ed abbiano cercato il colpo ad effetto con un risultato che definire sbilenco è poco: da un lato l’idea che Canary, Wild Dog e Terrific non abbiano più fiducia in Oliver, John e Felicity è un cambio troppo repentino ed un “domino” che disintegra l’ottima costruzione dell’Oliver mentore e “fiducioso” nel team che aveva assemblato il quale nel giro di un episodio, anzi mezzo, ritorna l’introverso vigilante diffidente delle passate stagioni.

Quello che manca però è soprattutto quello che dovrebbe essere il villain principale della stagione, Cayden James, continua ad essere una macchietta di cui non si comprendono bene le intenzioni. Un attore del calibro di Michael Emerson è quindi mal utilizzato e la scena finale in cui dovremmo intuire una sorta di grande schema che coinvolga tutti i villain risulta banale e poco incisiva proprio perché non c’è stato modo di costruirli questi cattivi.

Le uniche note positive di questo episodio arrivano dalla regia che faticosamente cerca di rendere organica una sceneggiatura come detto poco sopra molto frettolosa, c’è addirittura spazio per una ottima scena rubata al seminale Mission: Impossible con Tom Cruise ed una ottima scena d’azione evidentemente ispirata per movimento di macchina e costruzione ai combattimenti dei videogames della serie Arkham Asylum.

Irreconcilable Differences è sicuramente il midseason finale più debole dell’Arrowverse non solo per l’insufficienza dell’episodio in sé per sé quanto piuttosto perché affossa quanto di buono era stato costruito negli episodi precedenti senza una particolare motivazione. C’è molto da lavorare anche se l’impressione è che la serie abbia davvero esaurito le sue possibilità narrative…

Arrow si ferma qui dandoci appuntamento al prossimo 18 gennaio.

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