There are no happy endings.

The Flash arriva all’appuntamento con il midseason finale forte di due ottimi episodi – l’ottavo ovvero il climax del crossover annuale con le altre serie dell’Arrowverse Crisis on Earth-X, la nostra recensione qui – ed il settimo – la nostra recensione qui – che aveva ben approfondito e dato sostanza ad un villain, Thinker, fino ad allora rimasto troppo nell’ombra ma soprattutto scarsamente caratterizzato.

Questo nono episodio intitolato Don’t Run, liquidando rapidamente le conseguenze del suddetto crossover e del matrimonio di Iris e Barry, ruota intorno a due rapimenti: Barry infatti viene attaccato e rapito dallo stesso Thinker mentre Caitlin da Amunet Black. Toccherà ad Iris quindi coordinare le ricerche dei due…

Mentre Barry cercherà di fuggire dalla prigione costruita da Thinker e da sua moglie Marlize, Amunet chiede a Caitlin di salvare Dominic Lance, uno dei nuovi metaumani del bus con poteri telepatici, da un pericolosa scheggia di metallo conficcata nel cranio che rischia di ucciderlo.

L’episodio, ovviamente a tema natalizio, prende queste discrete premesse ma si trascina scontato e piatto fino al twist finale.

Innanzitutto non c’è equilibrio fra comicità e drammaticità, i cambi di registro sono troppo repentini così come la sceneggiatura, e di conseguenza la regia, non riescono a trovare un ritmo tale da coinvolgere lo spettatore né tanto meno vengono disseminati indizi seguendo i quali si potrebbe capire che tutto faccia in realtà parte dell’intricato piano di Thinker, cosa che avrebbe se non altro stuzzicato la curiosità.

E’ ovviamente il villain ad uscirne, ancora una volta, rinforzato da questo episodio: il suo piano ha funzionato alla perfezione, seppur il suo “interesse” nei confronti di Flash e dei suoi poteri rimane un mistero. Non si può dire altrettanto di Amunet Black – pur non disdegnando la presenza di Katie Sackhoff – la villain è troppo cartoonesca e teatrale negli atteggiamenti, le sue motivazioni sempre poco chiare e di fatto non rappresenta quasi mai una minaccia tale da impensierire il Team Flash o in questo caso la sola Caitlin e per giunta senza poteri.

Don’t Run sembra viaggiare con il freno a mano tirato facendo troppo affidamento sul twist finale che effettivamente coglie di sorpresa, risollevando l’episodio e mettendo sotto un’altra luce numerosi avvenimenti che altrimenti risulterebbe forzati, e fa ben sperare per la seconda parte della stagione, certo c’è anche da sottolineare come il nuovo status quo legato proprio a DeVoe e a Thinker sia “accettabile” solo se si tiene ben presente l’estrazione fumettistica dello show e si utilizzi quella che viene generalmente definita suspension of disbelief.

Questo episodio condensa in 45 minuti scarsi tutti gli aspetti positivi e soprattutto negativi di questa quarta stagione e dimostra ancora una volta come la serie fatichi ancora a trovare una propria identità pur avendo compiuto progressi sotto molti punti di vista, come il villain, ma cadendo quasi sempre su altri che dovrebbero essere invece già stati abbondantemente corretti.

In definitiva Don’t Run è un episodio mediocre salvato solo dalla rivelazione finale che apre come detto interessanti scenari per la seconda parte di questa quarta stagione.

The Flash quindi si ferma con questo episodio e ci da appuntamento al prossimo 16 gennaio.

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