Caput Mundi 2 – Meravigliosa Creatura | Recensione in anteprima

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Sotto ai riflettori più brillanti a volte si nascondono i peggiori mostri…

Prenestina, zona est di Roma. Un incendio devasta un palazzo. L’unica sopravvissuta è una donna, Maria Ciccarello, le sue condizioni sono così critiche che solo il chirurgo di fama nazionale Augusto Valente può operarla.

Mesi dopo Maria è una donna nuova, ora si fa chiamare Eva e l’operazione di Valente non è servita solo a salvarle la vita ma a renderla migliore fisicamente ma dentro Eva ora risiede un mostro assetato di vendetta. Chi ha ordinato il rogo della sua casa e perché?

Giovanni Masi imbastisce una storia a due velocità prendendosi il suo tempo per caratterizzare Eva che da oggetto – prima dell’egocentrismo e poi della lussuria di Valente – diventa soggetto attivo e tutto fuorché “damigella in pericolo” anzi è lei la fonte del pericolo e difatti il ritmo accelera progressivamente per una seconda parte tutta azione.

Con personalità l’autore riesce a fondere delle suggestioni che pagano dazio al tema del mostro nella più classica tradizione romantica e frankensteiniana filtrato attraverso quelle del sensazionalismo e della celebrità tutte moderne fino quelle dei comics americani con l’idea dell’essere potenziato artificialmente legittimando così in un solo colpo la presenza di Eva nella Roma mostruosa di Caput Mundi.

E’ pur vero che man mano che i dettagli sul rogo che hanno “ucciso” la protagonista vengono a galla Masi riesce anche ad incastrare gli elementi del neonato universo condiviso in maniera tutto sommato organica, usando l’immancabile Pietro Battaglia come perno, e fornendo qualche dettaglio in più sul ruolo del Vaticano – mostrato di sfuggita nel primo numero – e soprattutto accennando ad un misterioso Uomo Invisibile che siamo sicuri sarà protagonista di uno dei prossimi numeri.

L’esperimento riesce quindi ma non senza qualche difficoltà la transizione fra la prima e la seconda parte è infatti un po’ troppo repentina e l’alleanza che la protagonista stringe per raggiungere la sua vendetta giunge in maniera quasi prevedibile ed è il climax di uno scontro non proprio convincente non tanto nello svolgimento quanto nella risoluzione.

Meravigliosa Creatura parte in maniera ambiziosa ma manca il bersaglio, seppur di pochissimo, risultando comunque un albo godibile e un lussuoso “numero di passaggio” nell’operazione Caput Mundi.

Parte grafica a 4 mani e firmata da Francesca Ciregia e Antonio Mlinaric. Sulle qualità della disegnatrice toscana non si discute e infatti la prima parte dell’albo, quella più horror ed incentrata sulla metamorfosi di Eva, beneficiano tantissimo del suo tratto stilizzato ed evocativo, in cui il nero viene scavato per trarne la figura angelica e terribile di Eva con una maestria che ricorda certi lavori di Dino Battaglia.

Mlinaric impiega invece qualche pagina di troppo per trovare il giusto ritmo in una costruzione della tavola troppo rigida il cui tratto è prima troppo stilizzato affinandosi solo nelle ultime 20 pagine.

Rispetto ad altri lavori targati cosmo e facenti parte dell’universo di Battaglia questo è forse il primo albo in cui la parte grafica ha faticato qualche pagina in più per amalgamarsi, non si tratta di un albo disegnato male semplicemente “lo stacco” fra i due stili è immediato e potrebbe spiazzare.

A giudicare da questo secondo numero inoltre il filo conduttore parrebbe quello di mettere insieme più personaggi – in una sorta di team mostruoso – per fronteggiare un nemico comune, operazione che, relativamente “semplice” sulla carta, deve offrire un antagonista credibile e ben costruito e un tono deciso per riuscire al meglio.

Il “realismo” del primo numero, moderno e convincente, cozza infatti con quello più classicamente horror della prima parte di questo secondo numero che risulta a tratti un po’ forzato.

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