I 5 migliori anime ambientati in tempo di guerra

Pubblicato il 1 Novembre 2017 alle 13:00

5 film in cui l’animazione giapponese incontra il tema della Guerra Mondiale.

L’animazione giapponese, specialmente quella dello Studio Ghibli, è sempre stata maestra non solo nel raccontare sentimenti e mondi fantastici, ma anche storie drammaticamente vere, come quelle legate alle due Guerre Mondiali, che hanno colpito tra più di altri altri proprio il Giappone. Nonostante questo, non vi è mai pietismo nella narrazione animata nipponica, ma piuttosto grande delicatezza e rispetto per il tema… e spesso originalità.

Vediamone cinque esempi in occasione del recente arrivo nei cinema italiani di In questo angolo di mondo.

5. La collina dei papaveri

Al principio del boom economico giapponese del 1963 furono chiamati proprio gli studenti, giovani e quindi “il futuro della nazione” ad essere i rappresentanti di un Nuovo Giappone. La sfida era uscire dalla devastazione della Seconda Guerra Mondiale per costruire un futuro migliore, senza per questo dimenticare il passato. Ed è proprio ciò che accade ai due protagonisti de La collina dei papaveri, ambientato nella città portuale di Yokohama, a un anno dalle Olimpiadi di Tokyo, divisi fra ciò che sono chiamati a fare a scuola e l’attrazione reciproca, che si rivelerà legata a doppio filo al loro passato familiare, proprio durante la guerra. Un’originale unione di ambientazione scolastico e situazione post bellica.

4. Si alza il vento

Protagonista del film che doveva essere l’addio al mondo dell’animazione del Maestro Hayao Miyazaki è Jiro Horikoshi, quasi un suo alter ego data la grande passione per gli aeroplani e l’aeronautica in generale. In realtà un personaggio realmente esistito, ovvero il progettista celebre per aver disegnato gli aerei da combattimento Mitsubishi A6M Zero usati dal Giappone durante l’attacco a Pearl Harbor nel secondo conflitto mondiale. La delicatezza di Miyazaki nel raccontare la storia d’amore del protagonista e il suo percorso lavorativo, la sua ingenuità data dalla curiosità genuina del sapere ingegneristico, mista al suo altruismo, sono quasi il contraltare per il suo lavoro in tempo di guerra. C’è anche un po’ d’Italia nel film, altra grande passione del Maestro, proprio come in Porco Rosso; una delicata eredità, proprio come il vento, motore (forse non così inconsapevole e “casuale”) della storia raccontata.

3. Porco Rosso

Alla fine della Prima Guerra Mondiale gli aviatori erano conosciuti come i “pirati del cielo” poiché, ora disoccupati, seminavano il terrore con l’attacco delle rotte navali sull’Adriatico. Protagonista è il cacciatore di taglie Marco Pagot, ovvero il Porco Rosso del titolo, soprannominato così a causa del suo volto a muso di maiale in seguito ad una misteriosa maledizione. Apparentemente egoista, la sua missione è recuperare dai Pirati quanto hanno rubato in giro e, per contro, questi ultimi decidono di eliminarlo con l’aiuto di un aviatore americano privo di scrupoli. Molto importanti nella storia saranno le due figure femminili: Gina, la cantante amore passato (e forse futuro) di Marco, e Fio, la determinata figlia diciassettenne del costruttore di aerei che si offre di aiutare Porco per il duello finale (a bordo di un aeroplano, of course) fra i due aviatori maestri. Saper ridere anche in tempo di guerra, e attraverso l’animazione, non può che far bene tanto al cuore quanto alla mente.

2. La tomba delle lucciole

Secondo posto per la storia forse più rappresentativa della Guerra con la G maiuscola in animazione, perché drammaticamente tragica e con pochi spiragli di speranza, a parte i ricordi. Quando nel 1945 alla stazione di Kobe il quattordicenne Seita muore di inedia, il suo fantasma ripercorre gli eventi degli ultimi quattro mesi: i bombardamenti americani, la madre sfigurata dalle ustioni e poi deceduta, il padre lontano da casa per difendere la gloria dell’Impero. Tutto porta a lasciare Seita e la sorellina Setsuko “soli contro il mondo”. Tra difficoltà, fame, paura, povertà e altre disgrazie, l’ultima notte di vita dei due sarà rischiarata dal poetico bagliore delle lucciole… ma una volta sorto il sole non ne rimarrà più nessuna.

1. In questo angolo di mondo

Chiudiamo questo speciale dando il primo posto ad un film non dello Studio Ghibli, il succitato In questo angolo di mondo, poiché ottimo bilanciamento del lato tragico raccontato ne La tomba delle lucciole e quello sbarazzino di Porco Rosso, senza dimenticare la delicatezza di Si alza il vento e il rapporto fra i protagonisti di La collina dei papaveri. Il film d’animazione di Sunao Katabuchi, regista di Black Lagoon e Mai Mai Miracle, tratto dal manga omonimo di Fumiyo Kouno di prossima pubblicazione italiana per Kappalab, ha inaugurato la nuova stagione degli anime al cinema targata Dynit e Nexo Digital. Il film ha vinto il prestigioso premio Animation of the Year alla 40a edizione del Japan Academy Prize, i cosiddetti Premi Oscar giapponesi, nonché il Premio della Giuria al Festival d’Annecy.

La pellicola racconta la storia di Suzu Urano a Kure, Hiroshima, durante la Seconda Guerra Mondiale. Sognatrice e piena di vita, Suzu va in sposa a un dipendente del Ministero della Giustizia subito prima dello sgancio della bomba atomica, l’evento che ha segnato in maniera profonda e indelebile la storia del Giappone. A Kure, Suzu incontrerà una nuova amica, Rin Shiroki, ma soprattutto una nuova famiglia, una nuova città e, quindi, il suo nuovo mondo.

E’ proprio questo a colpire della pellicola: il mix perfetto di elementi e generi spesso distanti, e il punto di vista fermo per tutta la vicenda della protagonista, della sua goffaggine, del suo dolore, della sua speranza, del suo essere straniera nella nuova città e nella nuova famiglia. Inoltre, va dato merito a Katabuchi di essere riuscito ad unire la storia della Guerra a quella di Suzu senza che nessuna delle due ne risultasse sconfitta.

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