Ushio e Tora Perfect Edition – Recensione manga Star Comics

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Uno degli shonen più rappresentativi degli ultimi 20 anni, vero e proprio classico del moderno manga per ragazzi, ritorna in Italia in una nuovissima edizione deluxe in grado di catturare ancora una volta chi lo conosce già e di conquistare per la prima volta chi non lo ha mai letto.

Ushio Aotsuki sarebbe un quattordicenne giapponese come tanti altri, se non fosse che vive in un tempio buddista insieme al padre bonzo il quale non fa altro che tediare il figlio con storie sugli yokai — esseri sovrannaturali della tradizione nipponica.

Un giorno, chiamato dal genitore a prendere dei libri custoditi in cantina, il ragazzo apre accidentalmente una botola chiusa da anni e finisce in un sotterraneo oscuro. Là si ritrova davanti proprio una di quelle creature dei racconti paterni: un demone dalla sembianze di tigre, rimasto inchiodato al muro trafitto da una lancia per 500 anni!

Quando altri yokai, attirati dall’aura del loro simile, iniziano a radunarsi e a minacciare due amiche di Ushio, il giovane compie una scelta destinata a cambiargli la vita: libera il demone tigrato, ribattezzato Tora, e impugna la misteriosa lancia per soccorrere le ragazze…

Parte così uno dei manga per ragazzi più rappresentativi degli ultimi venti anni, tornato alla ribalta grazie a una trasposizione animata diffusa ufficialmente anche in Italia sul canale YouTube Yamato Animation.

In questi primi due volumoni la narrazione procede per storie a sé stanti, in cui Ushio si ritroverà ad affrontare malvagi yokai con l’aiuto di Tora; ma già dagli ultimi quattro capitoli del secondo volume si gettano le basi per una trama più ampia destinata ad accompagnare i lettori fino alla conclusione della serie.

Racconti in cui emerge già il talento del maestro Fujita, capace di utilizzare il canovaccio tipico dei manga del genere con personalità e piglio per dare vita a episodi orrorifici a tinte oscure ma non privi di alleggerimenti che strappano un sorriso al lettore e allentano la tensione; storie accattivanti, ricche di azione e creature mostruose spaventose, dal ritmo incalzante, che non risentono del peso dello scorrere del tempo.

Il "teaser" sull'ultima pagina dell'ultimo numero del Ken Granata Press
Il “teaser” sull’ultima pagina dell’ultimo numero del Ken Granata Press

Grande cura è riservata a caratterizzare i personaggi, non solo i principali Ushio e Tora — legati a doppio filo da un rapporto di nemici/amici, ma anche i tanti comprimari — sia i personaggi secondari ricorrenti, sia gli ospiti di una sola storia, che diventano protagonisti di avventure e vicende umane sospese tra il dramma e la speranza che restano bene impresse nella memoria (e nel cuore) di chi legge.

Neppure graficamente Ushio e Tora ha qualcosa da invidiare ai manga più recenti, grazie a un tratto graffiante e vigoroso che supera velocemente le incertezze iniziali e dà vita a tavole in cui l’orrore, ora strisciante ora esplicito, e il pathos sono palpabili.

Il debutto italiano di Ushio e Tora risale all’Estate del lontano 1994: nel mese di Giugno si conclude la prima pubblicazione italiana in volumetto di Ken il Guerriero e Granata Press sceglie proprio l’allora sconosciuto manga dell’astro nascente Kazuhiro Fujita come erede della popolarissima opera del duo Buronson – Tetsuo Hara, a partire dal numero successivo della testata Z Compact in edicola a Luglio.

Un anno e pochi mesi dopo Granata Press chiude i battenti, lasciando in sospeso titoli del calibro di Bastard!!, Lamù, Maison Ikkoku, Ranma 1/2, Patlabor e appunto Ushio e Tora.

Ushio e Tora si riaffaccia quindi nelle edicole italiane nel Gennaio del 1997, questa volta per Edizioni Star Comics che decide (a differenza di altri titoli recuperati da Granata) di continuare la serie nel punto in cui il precedente editore si era fermato portando finalmente a conclusione l’opera — nel frattempo arrivata al naturale epilogo in Giappone.

Quasi vent’anni dopo la serie più famosa e apprezzata del maestro Fujita torna in Italia, ancora una volta per l’editore della stella, nella rinnovata veste editoriale della Perfect Edition che ripropone i 33 volumetti in 20 corposi tomi di oltre 300 pagine dal formato più grande, impreziositi da una nuova traduzione, sovraccopertine, illustrazioni inedite e tavole a colori pubblicate tra il 1990 e il 1996 per la serializzazione a puntate su Weekly Shonen Sunday.

Il risultato, nonostante qualche sporadica sbavatura di stampa tipica dell’editore, è assolutamente soddisfacente e la qualità intrinseca dell’opera viene decisamente valorizzata. Il prezzo, viste le caratteristiche dell’edizione, è indubbiamente vantaggioso: un motivo in più per non lasciarsi sfuggire questa perfect edition.

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