Berserk 2016, le prime impressioni sono deludenti [Recensione]

Pubblicato il 6 Luglio 2016 alle 15:29

Primo luglio 2016, una data che secondo molti dovrebbe essere inserita nei libri di storia. Il primo episodio della nuova stagione animata di Berserk è stata trasmessa. Tanta esaltazione potrebbe sembrare eccessiva, ma basterà citare un paio di numeri per far capire il motivo di tutto ciò.

Il primo volume del manga di Kentaro Miura è uscito nel lontano 1989 ed è tuttora in corso (data di conclusione prevista imprecisata), l’opera è pubblicata in Italia dalla Panini Comics. Il successo del manga ha portato alla realizzazione di un primo adattamento anime nel 1996, serie che ha riscontrato un ottimo successo, nel nostro paese i diritti sono stati acquistati dalla Yamato Video. Tra il 2012 e il 2013 sono usciti tre film che ripercorrono le vicende del primo arco narrativo già esposte nella serie anime.

L’opera di Miura ha conquistato un pubblico vastissimo e sono tantissimi i fan che hanno aspettato per anni, con trepidazione crescente, l’uscita della seconda stagione dell’anime. Le loro preghiere sono state finalmente accontentate.

La storia di Berserk è ambientata in epoca medioevale nell’immaginario paese di Midlands. Il protagonista è Gatsu, un mercenario addestrato fin da bambino al combattimento; la guerra è tutto ciò che conosce, uccidere o essere uccisi è il primo insegnamento che gli è stato impartito.

Il destino del giovane Gatsu si intreccia con la compagnia mercenaria conosciuta come la squadra dei Falchi, guidata dall’intrepido e carismatico capo Grifis. Insieme iniziano la scalata che li porterà al successo, o almeno questo è il loro scopo poiché a seguito di uno spiacevole episodio i loro sogni andranno in fumo.

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Gatsu e un paio di “paurosi” scheletri

La nuova stagione dell’anime riprende la trama da dove era stata interrotta, continuando l’arco narrativo previsto da Miura. Lo spettatore seguirà gli spostamenti di Gatsu che, dopo essere sopravvissuto alla catastrofe che ha colpito i suoi compagni Falchi, cercherà vendetta. Perseguitato da demoni e spiriti maligni, il possente guerriero dovrà farsi strada a forza di fendenti, lasciandosi alle spalle centinaia di cadaveri, se vorrà raggiungere il proprio scopo. Uccidere è l’unica cosa che sa e vuole fare.

Terminato di vedere la prima puntata dell’anime i dubbi e le perplessità dello spettatore sono sicuramente molte. Dopo aver superato l’iniziale sgomento, essersi ripreso dal senso di spaesamento e aver contato a lungo per ritrovare la calma, alla fine emerge un pensiero: ho aspettato tutto questo tempo per nulla? La regola vuole che non è del tutto corretto giudicare un libro solo dalla copertina, speriamo davvero che sia così poiché la tentazione di rispondere “Sì, ho aspettato per nulla” è tanta.

Lo spettatore si ritrova catapultato nel bel mezzo della storia, non viene fornita nessuna spiegazione o riassunto sugli eventi accaduti precedentemente. Se per il pubblico che conosce l’opera di Miura, o ha visto altre incarnazione animate, non sarà un grosso problema, anzi spiegare nuovamente una situazione che già si conosce sarebbe solo una perdita di tempo, il neofita percepirà solo confusione.

Questo aspetto non è un difetto grave, essendo la prima puntata è più che probabile che i prossimi episodi forniscano gli elementi essenziali affinché chiunque possa seguire la serie senza conoscere Berserk. I problemi sono altrove.

Fin dall’uscita dei primi video promozionali, l’elemento che aveva suscitato maggiore perplessità tra i fan è stata la decisione di realizzare la serie facendo largo uso della tecnologia CGI. Come detto più volte le aspettative erano davvero altissime, ancora maggiori se si considera l’alta qualità con cui è stata realizzata la serie degli anni ’90, motivo per cui si temeva che il prodotto finale non fosse all’altezza.

Non è del tutto corretto dire che le animazioni di Berserk siano brutte, sono semplicemente diverse, insolite e differenti da ciò che i disegni a mano tipici di tantissimi prodotti dell’animazione giapponesi ci hanno abituato.

Il dosaggio delle ombre e dei tratti scuri danno una profondità alle animazioni apprezzabile, in certe occasioni risaltano l’immagine in modo davvero efficace, ma episodi sporadici non bastano. Nel complesso lo spettatore assiste ad una grafica grossolana, quasi scadente, i movimenti dei personaggi sono macchinosi e poco fluidi e anche le scene di combattimento, il cuore stesso dell’anime, non hanno nulla di emozionante.

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Non è un videogioco

I volti grossolani, privi di dettagli o di espressione dei personaggi sembrano solo artificiali e scialbi. Come se non bastasse durante l’episodio vi sono alcune scene realizzate con disegni a mano, inserite apparentemente con uno schema casuale, che rendono ancor più evidente la diversità qualitativa tra i due metodi di realizzazione.

Il comparto sonoro non risalta più di tanto. Opening e ending rimangono anonime, la sigla di chiusura ha un carattere melanconico e nostalgico che, vista la situazione in cui si trova il protagonista, non è male, ma nulla di più. Nessuna nota di merito particolare nemmeno per le ost interne.

Tutto sommato l’episodio scorre discretamente, senza lode e senza infamia, superato il primo scoglio delle animazioni, per cui è consolante credere che basta farci l’abitudine per arrivare ad apprezzarle, la trama regge.

Non ci sono momenti noiosi, è presente una certa nota movimentata che non guasta mai e anche il neofita segue la serie con un minimo di interesse, incuriosito dalla presenza di un super personaggio che brandisce una spada enorme.

I problemi però sorgono alla fine della visione.

Terminato l’episodio non c’è il desiderio o l’ansia di vedere quello successivo. Lo spettatore non si sente coinvolto e partecipe.

I volti dei nuovi personaggi
Alcuni dei nuovi personaggi

A questo punto bisogna ammetterlo, la prima puntata è stata piuttosto deludente! Un paragone con la stagione anni ’90, o comunque un confronto, viene spontaneo e nel farlo emergono tutte le numerose differenze tra le due. Purtroppo, ed è un vero peccato doverlo dire, per il momento c’è poco da salvare in questo nuovo adattamento animato.

L’anime è stato supervisionato dallo stesso Miura, lavoro che lo ha tenuto lontano dal continuare la sua opera cartacea e, almeno dal punto di vista della trama, speriamo che sia quanto meno fedele alla storia originale.

Tuttavia il pacchetto grafico costituisce la pecca maggiore che vedrà, probabilmente, i suoi limiti maggiori quando i combattimenti si faranno davvero movimentati.

Se le previsioni dovessero davvero avverarsi e le scene d’azione non avranno la qualità che meritano, all’anime verrà a mancare uno dei suoi punti forti.

Per il momento possiamo solo aspettare l’uscita delle prossime puntate e vedere se le prime impressioni troveranno una conferma o una smentita.

Auguriamoci la seconda.

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