CASH: la biografia a FUMETTI di un “man in black” – Recensione

Pubblicato il 14 Aprile 2016 alle 11:20

Dopo 10 anni, Bao Publishing porta in Italia un’opera rock: Cash – I see a darkness non è una semplice biografia del musicista Johnny Cash, ma un lavoro che conduce il lettore nell’animo tormentato di un’artista assoluto.

Quando fumetto e musica riescono a raggiungere l’esatto punto d’incontro, ecco che il risultato finale non può che essere di livello. Parliamo di Johnny Cash, un’icona della musica country rock e non solo, parliamo dell’artista e dell’uomo; tutto questo lo racconta e disegna il fumettista Reinhard Kleist nella biografia: Cash – I see a darkness.

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Pubblicato dalla solita Bao Publishing a dieci anni di distanza dalla sua prima uscita ufficiale, l’opera di Kleist si colloca nell’ampio universo di tutte quelle grandi opere rock; è uno scrutare dettagliato nell’animo sia del musicista, che della semplice persona; un viaggio nei sentieri più reconditi che solo un grande rocker può solcare.

Il fumettista conduce per mano il lettore nella spirale tanto travagliata, quanto piena di successo dell’artista, toccando tutti i punti fondamentali che hanno poi tracciato il profilo del musicista: la morte del fratello, il suo incontro con Elvis Presley, il successo improvviso e lo storico concerto nel carcere di Folson.

Sono questi i contorni che Kleist decide di dipingere, non si tratta di una mera opera commerciale, in quanto con Cash l’autore disegna un intimo contorno di un artista tormentato; non una semplice descrizione dei fatti, ma una riflessione tanto spontanea, quanto curata di un uomo e del suo mondo.

Quanto appena detto colora di bianco e nero un fumetto a primo acchito trista, ma colmo di quell’amore profondo che Johnny Cash è riuscito a trasmettere ad un’intera generazione.

Figura chiave del volume è il personaggio di Glen Sherley, detenuto del carcere di Folson durante il famoso concerto di Cash; sembra quasi che Sherley si trasformi in una sorta di alter ego del musicista, idea questa che poi scema durante la lettura; ma il pezzo scritto da Sherley e poi eseguito dallo stesso Cash, insieme al rapporto di amicizia che, da quel momento in poi si instaura tra i due, pone sullo stesso piano sia il musicista che il prigioniero.

Disegni in bianco e nero (questa non è certo un’opera da creare a colori) che marcano ancor di più la cupezza e i tormenti dell’uomo prima e del musicista poi; tratti pesanti e decisi con volti ricchi d’espressione che quasi trasformano il fumetto in una “pellicola disegnata”.

Cash – I see a darkness si trasforma in una sorta di opera prima, un volume che verrà apprezzato tanto dai fan del musicista americano, quanto da tutti coloro che sono poco affini allo stile del “man in black”.

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