Che programmi avete quest’anno per festeggiare la spaventosa notte di Halloween? Classico “dolcetto o scherzetto”? Maratona di film horror con i vostri amici? O magari qualcosa di più avventuroso come una lunga nottata passata a scambiarvi storielle dell’orrore e racconti raccapriccianti, magari vissuti in prima persona?

Se siete a corto di idee e vi sentite già stufi degli ormai abusati e ultra-sfruttati rituali alla “Charlie Charlie Challenge”, più ridicolizzati che temuti dalla community del web, e non vedete l’ora di riscoprire quel pizzico di adrenalina e di puro terrore per testare il vostro sangue freddo, scoprirete che la cultura giapponese, famosa per il senso di terrore e di raccapriccio di cui si caricano le sue leggende e le sue storie di fantasmi, è ricca anche di rituali spiritici che si rivelano più come vere e proprie prove di coraggio nate per mettere anche i più temerari di fronte alle loro più grandi e temute paure che si celano solo negli incubi.

Scopriamo dunque insieme quali sono i rituali del Giappone non solo più spaventosi ma anche più pericolosi che terrorizzano i suoi abitanti da secoli e secoli.

 

Kokkuri-san

Per dare inizio a questa classifica, cominciamo con “Kokkuri-san” un rituale che non si differenzia poi così tanto da un gioco di evocazione di origine occidentale: la Tavola Ouija.

A seconda delle zone del Giappone in cui si diffonde, può assumere anche altri nomi influenzati dal folklore locale. “Shugotenshi-sama”, “Bunshin-sama”, “Kirakira-sama”, sono solo alcuni dei nomi alternativi del “Kokkuri-san”.

Proprio per la sua semplicità, Kokkuri-san è forse il rito spiritico più diffuso in Giappone, soprattutto tra i giovani e gli studenti, e viene considerato come una sorta di “Tavola Ouija Sicura” data la scarsa pericolosità a cui vengono sottoposti i suoi giocatori.

Il Kokkuri è originariamente un animale mitologico appartenente alla tradizione orientale ed è un incrocio di ben tre animali diversi: la volpe, il cane, e il procione. La volpe (Kitsune: Kok-) è simbolo dell’inganno, ma può anche risultare una saggia guida a chi la interroga. Il cane (Inu: -ku-) è simbolo di lealtà ed è un protettore dell’uomo. Infine, il procione (Tanuki: -ri) può essere visto come portatore di buona fortuna o anche come un animale burlone che ama prendersi gioco dell’uomo.

Tutte queste qualità contribuiscono alla formazione dell’oracolo che si rivelerà a chi prenderà parte al rituale. Potrà rivelarsi una guida sincera e incoraggiante, oppure uno spirito ingannatore che si divertirà a prendersi gioco del suo interlocutore.

Come è già stato accennato, “Kokkuri-san” non è un rituale temuto e pericoloso come la famigerata e maledetta Tavola Ouija, perché il rischio di possessione dello spirito è quasi nullo, tuttavia rimane comunque un pericolo da non sottovalutare, specialmente per i più sensibili. È da tener conto, infatti, che Kokkuri è uno spirito ingannatore e bugiardo che ama fornire risposte errate sul futuro di chi lo interroga solo per il gusto di gettarlo nella disperazione.

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I più suscettibili rischiano di essere influenzati in maniera molto negativa dalle risposte emerse dal rituale, e non sono rari i casi di isteria di massa in cui molte persone hanno deciso di togliersi la vita dopo una di queste sedute. In moltissime scuole vi è il divieto severissimo che impedisce ai ragazzi di giocare al rituale tra una lezione e l’altra.

Quindi “Kokkuri-san” è più pericoloso dal punto di vista psicologico che spiritico.

Il gioco consiste nel procurarsi un foglio su cui sia stato scritto l’intero alfabeto sillabico hiragana (un’alternativa al nostro alfabeto di lettere), i numeri dallo zero al nove, e un torii rosso sulla cima della pagina, affiancato dalle sillabe “Sì” e “No.” Un torii è un portale rosso di tradizione scintoista a forma di architrave che si trova solitamente alle entrate dei templi, dei santuari o delle zone sacre.

Il suo simbolo marchiato sul foglio renderà possibile l’accesso ad altre dimensioni e permetterà il contatto con lo spirito di Kokkuri.

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Prima di dare inizio al tutto, anche la camera in cui si svolgerà il rituale deve essere preparata. La stanza non deve mai essere chiusa, ma le finestre devono essere spalancate, in modo da permettere all’entità di Kokkuri di accedervi più facilmente.

Dopo aver preparato il foglio, è necessaria una monetina in sostituzione alla planchette della Tavola Ouija. Solitamente, la scelta è indifferente, ma molti consigliano quella da dieci yen, in quanto formata all’ottantanove percento da rame, materiale che permetterebbe una migliore connessione con la dimensione degli spiriti.

Bisogna poi porre i dieci yen sempre sul disegno del torii, per dare inizio al rito, e disporre gli indici di ogni partecipante sulla monetina. È indispensabile essere in compagnia. Un rito spiritico non va mai affrontato da solo.

A questo punto, il rituale può cominciare, e ogni partecipante deve recitare ad alta voce le seguenti parole: “Kokkuri-san, Kokkuri-san, oide kudasai”, ovvero “Kokkuri-san, Kokkuri-san, ti prego, muovi la moneta.”

Esattamente come con la Tavola Ouija, la monetina comincerà a spostarsi sulla tavola e, una volta verificata la presenza dello spirito, voi potrete cominciare a porre le domande che volete.

Se con la Tavola Ouija le regole sono molto più severe a riguardo (è vietato infatti chiedere informazioni sulla propria morte, o sul mondo dell’Aldilà), con Kokkuri-san non ci sono limiti e sta solo a voi decidere quanto voler conoscere del vostro futuro.

I toni con cui ci si rivolge allo spirito di Kokkuri devono essere sempre rispettosi ed educati, altrimenti si rischia di scatenare la sua ira.

Una delle regole impone di tenere sempre il dito sulla monetina, e di non staccarlo mai prima della fine della sessione. Se capita, durante un movimento brusco, che essa sfugga da sotto il polpastrello, è imperativo chiedere umilmente scusa a Kokkuri e poi posare nuovamente il dito sullo spicciolo.

Prima di concludere il rituale, deve essere lo spirito di Kokkuri a darvi il permesso di andare. Quindi, bisognerà dirgli: “Kokkuri-san, Kokkuri-san, ti prego, torna a casa”. E a quel punto aspettare che lui sposti la monetina sulla sillaba “Sì”.  Se non lo farà, insistete. Mai lasciare una seduta di questo genere senza prima avere il permesso dallo spirito, pena la persecuzione a vita.

Una volta che avrete terminato, distruggete il foglio su cui avete giocato. Potrete decidere se bruciarlo, oppure scioglierlo in acqua salata, o spezzettarlo in quarantotto frammenti. Anche la monetina con cui avete guidato la seduta dovrà essere spesa entro tre giorni.

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Essendo il gioco del Kokkuri così popolare nella tradizione giapponese, è facile trovarlo citato anche in altri contesti come film, anime e manga.

Un esempio è dato proprio dall’omonimo manga “Gugure! Kokkuri-san” dove viene, appunto, evocato lo spirito del Kokkuri da una bambina. Un manga piacevole e dai toni leggeri che sicuramente non rispecchia la serietà con cui deve essere affrontato il rito vero e proprio.

“Kokkuri-san” è l’archetipo dei rituali spiritici nel mondo orientale, e proprio per questo ha avuto occasione di essere studiato da filosofi, monaci, e scienziati. Una delle prime tesi a riguardo giunge dall’Epoca Meiji dove il gioco del Kokkuri era stato esaminato da un filosofo filo buddista, Enryo Inoue, che scrisse nel 1887 un saggio in cui dichiarava che i movimenti della moneta erano dati solo dagli impulsi involontari dei muscoli delle dita e non dalla presenza di uno spirito.

Il dibattito a riguardo dura da centinaia di anni, anche per quanto riguarda la Tavola Ouija che si basa sullo stesso principio di spostamento guidato dalle dita.

Voi come la pensate?

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