Guerre Segrete Classic, non è classificabile tra le pietre miliari del fumetto a stelle e strisce – RECENSIONE

Pubblicato il 22 Settembre 2015 alle 11:15

Ritorna una delle maxiserie più famose della Marvel: Secret Wars anche in cofanetto! Chi è l’Arcano? E per quale ragione ha rapito i più importanti eroi e criminali dell’Universo Marvel portandoli sul pianeta Battleworld? Scopritelo in questo albo Panini Comics!

Chiunque segua il fumetto supereroico americano sa che una delle sue caratteristiche fondamentali è rappresentata dalle saghe che coinvolgono numerosi personaggi e influenzano interi universi narrativi. Questi eventi vengono narrati tramite crossover spesso complessi e articolati, testate tra loro collegate e maxiserie che fungono da story-line principale. Da questo punto di vista, Secret Wars può essere considerato il prototipo di questo genere di prodotti.

Pubblicato nel 1984 e fortemente voluto dal suo autore Jim Shooter, all’epoca editor in chief della Marvel, Secret Wars ebbe un incredibile successo di vendite, dando appunto il via alla voga dei maxi-crossover. L’operazione fu ideata per contrastare la concorrente DC che in quel periodo puntava su Crisis On Infinite Earths di Marv Wolfman e George Perez, altra saga che includeva la totalità del DCU. Tuttavia, c’erano significative differenze tra le due opere. Crisis era necessaria poiché serviva a rendere più semplice e coeso l’universo di Superman e company, ormai troppo complicato per il lettore.

Secret Wars invece non era essenziale dal punto di vista narrativo, dal momento che sin dalla nascita dell’era Marvel Stan Lee e altri autori si erano sempre impegnati a delineare le vicende di un mondo vasto ma comprensibile. La motivazione di Secret Wars fu meramente commerciale. Shooter decise di usare i più popolari eroi della Casa delle Idee, facendoli combattere contro un manipolo di criminali. Il pretesto viene fornito da un personaggio di sua creazione, il capriccioso Arcano, dio dalla potenza indescrivibile che può fare letteralmente ciò che vuole.

L’Arcano, tuttavia, è tormentato dalla noia e crea con la sola forza di volontà un pianeta, Battleworld, rapisce Fantastici Quattro, X-Men, Vendicatori, l’Uomo Ragno, Hulk e altri supereroi e fa lo stesso con il Dr. Destino e vari criminali. Dopodiché li costringe a lottare tra loro. La trama è tutta qua e l’unica cosa che si può trovare è una lunga e tediosa serie di scontri privi di costrutto. L’altro dettaglio che differenzia Secret Wars da Crisis è la qualità. La seconda opera è un capolavoro. La prima un fumetto spazzatura che, all’epoca della sua uscita in America, fu definito da qualcuno sulla rivista Fumo di China come un esempio di ‘demenzialità fumettistica’.

I testi di Shooter, in effetti, sono demenziali. I personaggi fanno battute che vorrebbero essere comiche e in altre occasioni si esprimono in maniera banale. Per giunta, l’autore non rispetta le psicologie dei character: Tempesta, per esempio, che nelle mani di Claremont è una donna sensibile e riflessiva, su Secret Wars è una polemica attaccabrighe pronta a prendersela con chiunque. L’Uomo Ragno dice spiritosaggini in continuazione, persino nei contesti meno opportuni. E lo stesso vale per gli altri protagonisti, presentati in modo superficiale e stereotipato. L’Arcano, inoltre, è poco intrigante e ha la personalità di un frigorifero. Ciò avviene solo perché a Shooter interessa propinare una fragorosa super rissa dall’ambientazione cosmica per la gioia dei ragazzini che sbavano vedendo personaggi che si picchiano tra loro.

I disegni sono di Mike Zeck, all’epoca celebrato per Captain America e che in seguito illustrerà l’acclamata Ultima Caccia di Kraven. Il suo stile non è male, i personaggi hanno una plasticità piacevole e tante pagine sono valorizzate da indubbio dinamismo. Le chine di Bob Layton smorzano un po’ l’impatto visivo delle matite ma il risultato è accettabile. Questo albo include i primi quattro episodi di Secret Wars, saga che provocò vari cambiamenti nel Marvel Universe (sebbene si debba precisare che parecchi dei suddetti cambiamenti furono poi vanificati) e ha una sua importanza nella storia del fumetto popolare a stelle e strisce. Se volete quindi leggere un prodotto di intrattenimento senza pretese, può valere un tentativo. Se cercate una pietra miliare, girate al largo.

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