Batman: Arkham Knight – Recensione Ps4

Pubblicato il 2 Luglio 2015 alle 16:30

Sono passati nove mesi dalla morte di Joker e dagli eventi di Arkham City, la città di Gotham ha vissuto in un apparente stato di pace, questo breve periodo sta per terminare.

Lo Spaventapasseri crea una tossina capace di far scatenare i peggiori incubi e di conseguenza dare libero sfogo alla violenza scaturita dalla paura, e decide di liberarla nella notte di Halloween; per questo motivo i cittadini di Gotham vengono fatti evacuare, lasciando campo libero ai criminali contro il dipartimento di polizia e Batman.

Ma, oltre ai conosciutissimi avversari del Cavaliere Oscuro, un nuovo nemico entra in scena in questo piano creato per distruggere il difensore della metropoli: lo sconosciuto Cavaliere di Arkham e il suo esercito.
Batman dovrà dare tutto sé stesso per sventare il piano e fermare tutti questi criminali, dovrà sacrificare tutto, in questa notte lui dovrà morire.

Un po’ di storia

Gli Rocksteady Studios tornano con questo terzo e ultimo capitolo della serie Arkham per donarci l’esperienza definitiva del Cavaliere Oscuro. Prodotto da Warner Bros. Interactive Entertainment per PC, PS4, Xbox One ci mostra un Batman mai stato così completo in un’esperienza videoludica, immerso in una mappa ancora più vasta del suo precedente capitolo, nella quale può aggirarsi o con il classico volo col mantello o con una potentissima Batmobile.

La storia giunge quindi alla sua conclusione, una corsa cominciata dal manicomio di Arkham dal quale non sembrava si potesse più uscire, continuata nella terrificante Arkham City messi sotto scacco dal piano di Hugo Strange e Ra’s Al Ghul per poi scontrarsi infine con il Joker e vederlo morire, e finire per le strade della gigantesca Gotham City in una battaglia interiore ed esteriore del nostro eroe che chiuderà i conti con tutto.

In questo ultimo capitolo avremo la degna conclusione di una trilogia, che ha dimostrato come uno dei protagonisti più famosi dei fumetti possa ritagliarsi un importantissimo spazio anche nei videogiochi, donandoci una drammaticità che va oltre l’esperienza d’intrattenimento ludico.

Batman durante tutta la durata del gioco porta sulle spalle gli eventi passati, con i quali cerca di convivere ma che allo stesso tempo lo distruggono interiormente e non lo fanno andare avanti. Gli affetti persi sono alla base del suo dilemma, e anche quel senso di protezione estremo nei confronti di chi adesso lo aiuta nelle sue imprese.

Sia chiaro, anche in questo gioco la storia è ben costruita e sviluppata in una maniera tale da portare la tensione ai limiti, ma questo terzo capitolo ha la particolarità di scavare e di portarci nelle profondità dell’animo di Batman. I colpi di scena che si susseguiranno sono dei pugni nello stomaco del giocatore, il quale dovrà fare i conti con nemici dagli animi affranti e carichi di rabbia. La mente di Bruce Wayne verrà lentamente sgretolata e si distaccherà sempre di più dalla realtà per finire in un turbine di follia, deviata anche dalle tossine dello Spaventapasseri che incrementano la pazzia.

La colpa di tutto quello che accade, gli eventi precedenti e quelli attuali vengono tutti addossati al nostro protagonista, che perde molte delle sue certezze e dovrà fare un salto in avanti e nel vuoto per poter dimostrare il contrario.

L’incubo verrà ulteriormente appesantito dalla morte del Joker con la quale Batman convive, il loro rapporto verrà portato all’estremo, in un gioco psicologico dove la nemesi colpisce più e più volte l’avversario attraverso giochi mentali, portandolo in un labirinto mentale senza uscita dove la differenza tra realtà e finzione è intangibile. Joker non è mai stato così presente come in questo gioco, è negli occhi, è nel sangue, è morto nella carne ma è vivo in altre forme.

E attorno a tutto questo la guerra per salvare Gotham avanza, e fra nuove e vecchie alleanze il Cavaliere Oscuro, con l’aiuto dei suoi amici e con inaspettate alleanze, dovrà ergersi su tutti per salvare ciò che protegge da sempre in questa sua crociata.

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Longevità

In una trama così vasta chiaramente anche la durata del gioco è estesa. La storia principale è strettamente intrecciata con le missioni secondarie, le quali sono utili ad ampliare le storyline di cui occuparsi per aumentare ulteriormente la durata, e valide per conoscere il vasto mondo di Batman composto da un numero impressionante di avversari. E anche in questo caso vi sono collegamenti con i capitoli precedenti con casi lasciati aperti in Arkham City, con tanto di citazioni a tante storie dei fumetti.

Le storie secondarie hanno una buona durata, e distraggono il giocatore dagli eventi principali e risultano molto intriganti nello sviluppo, grazie a personaggi ben studiati e adattati per questa versione videoludica. Non mancheranno come sempre i trofei dell’Enigmista che questa volta aggiunge alle sue sfide le inedite gare e gli indovinelli da risolvere con l’uso della Batmobile.

Batman: Arkham Knight nella sua totalità vanta quasi ben 15 ore e oltre di gioco, a seconda chiaramente del giocatore, che aumentano ulteriormente se si decide di esplorare l’enorme città nella quale ci si ritrova. La longevità andrà ad allungarsi attraverso i DLC con espansioni che riguardano il protagonista e i comprimari di questo capitolo, sia cattivi che buoni.

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Grafica

Lo spettacolo visivo qui è impressionante. La potenza della next generation fuoriesce in molti dettagli. Anche se bloccato sui 30 fps, il colpo d’occhio è sbalorditivo e l’avanzare degli eventi va avanti senza alcun caricamento o pause, e con una fluidità quasi impeccabile, fatta eccezione per alcuni momenti con la Batmobile.

Gli sviluppatori hanno escogitato delle soluzioni lodevoli per dissimulare le sezioni in cui vengono caricate parti nuove del livello, e il prodotto finale è un’esperienza senza soluzione di continuità sorprendente. Gli sviluppatori hanno risolto molti dei problemi dell’Unreal Engine 3, che per l’occasione è stato spremuto fino all’osso.

I passi in avanti fatti con questo gioco sono impressionanti, e un fiore all’occhiello simile unito ad un gioco così ben congegnato non fanno che confermare un processo evolutivo di questa trilogia spettacolare.

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Gameplay

La novità lampante del gameplay è l’uso della Batmobile con la quale ci può muovere per le strade della grande città e con cui combatti le forze della milizia.

Questo innesto ha un punto forte e uno debole. Il primo è dato dalla trasformazione dell’auto in un vero e proprio carrarmato indistruttibile, con il quale ci si scontra con il vasto esercito fatto di vari mezzi appartenenti al Cavaliere di Arkham, e qui l’auto modifica il suo aspetto, trasformandosi in una sorta di hovercraft capace di muoversi in qualunque direzione sulla strada.

Le due armi a disposizione, costituite da un cannone pesante e un mitragliatore, consentono dei affrontare battaglie dure e logoranti con i numerosi veicoli armati, che vengono impreziosite da un sistema di missili teleguidati che si attiva accumulando una killstreak sufficientemente lunga.

L’uso della Batmobile in alcuni momenti è fondamentale per creare dei varchi nelle strade. Come detto sarà fondamentale l’uso di questa nuova compagna nel risolvere gli indovinelli dell’Enigmista, e certe volte sembra quasi vivere di vita propria senza avere alla guida Batman, attraverso un sistema di teleguida con la quale possiamo muoverla senza che ci sia un guidatore al volante.

Naturalmente la regola di non uccidere nessuno è d’obbligo anche con l’uso di questa macchina da guerra, attraverso un dispositivo che respinge e stordisce i nemici investiti, le armi riescono a passare all’impostazione non-letale quando vengono puntate a veicoli guidati dai criminali o verso i pedoni. E anche quasi tutti i veicoli armati presenti nel gioco sono droni teleguidati senza equipaggio.

Di contro il sistema di guida è pesante sotto molti aspetti, la fisionomia dell’auto non è proprio quella classica ma è anzi molto vicina a ricordi cinematografici del nuovo millennio, quindi un vero e proprio carrarmato con ruote, pesante nei movimenti e ingombrante sulla strada.

La guida risulta facile ma appunto non dotata di una mobilità snella. La velocità dell’auto non è tale da obbligare il giocatore ad usarla per ogni spostamento, infatti molto probabilmente si sceglierà l’uso dei voli col mantello sulla città per i grandi spostamenti.
Resta comunque un innesto interessante nel gioco, utile nel variare il gameplay e che rende totale l’esperienza nei panni di Batman.

Il combat system è quello classico visto nei precedenti capitoli, con l’aggiunta di nuove combo ambientali, la possibilità di poter usare le armi dei nostri avversari per brevi periodi, l’approccio stealth e l’innovativa modalità “terrore”, con la quale è possibile stendere un buon numero di nemici attraverso dei colpi dati al momento giusto con l’utile appoggio del bullet time.

Un’altra notevole aggiunta è la possibilità (solo in determinati scontri) di avvalersi dell’aiuto degli alleati di Batman come: Robin, Nightwing e Catwoman. I quali possono essere usati con un semplice scambio di personaggio, o con l’uso di combo di coppia.

Una mancanza, che però non toglie nulla alla bellezza del gioco, sono le boss fight quasi assenti e in certi casi completamente diverse rispetto ai capitoli precedenti. Si può dire che ci si è concentrati più sulla narrazione degli eventi, eliminando vecchi sistemi di gioco e quindi rendendo l’esperienza differente anche in questo tipologia di videogame.

L’open world in questo caso supera il precedente capitolo con una mappa, che come già detto in precedenza, è il triplo nelle dimensioni rispetto ad Arkham City dando, quindi, agli sviluppatori uno spettro più ampio per disseminare luoghi per le tante missioni da compiere. L’esplorazione può portare il videogiocatore a scoprire i tanti easter egg sparsi in Gotham City che non riguardano solo le storie del protagonista di questa trilogia, quindi un motivo in più per vivere la storia al 100%.

Lo sviluppo del personaggio aggiunge nuove caratteristiche, in particolar modo nel potenziamento della Batmobile sia per il reparto guida che per l’artiglieria da combattimento. Il gioco parte già con la maggior parte dei gadget ottenuti nei precedenti capitoli, e con il potenziamento di questi per nuovi usi.

Lo sviluppo è importante per il proseguo della storia, specialmente se si vogliono affrontare le missioni future con minori difficoltà.

Come per i precedenti capitoli l’edizione italiana gode di un doppiaggio perfetto, con l’amata voce di Marco Balzarotti nel ruolo di Batman, capace di interpretare alla perfezione i momenti drammatici vissuti dal personaggio e di passare quel senso di potenza nella voce minacciosa.

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