La quinta stagione di The Walking Dead è terminata, lasciando più porte aperte di quante ne abbia chiuso.
ATTENZIONE: La seguente recensione può contenere eventuali spoiler sul finale di stagione di TWD5 quindi non si prosegua la lettura se non si è ancora visionato l’episodio o non si vogliono avere anticipazioni poco gradite.

Ammettiamolo, la prima metà di stagione di The Walking Dead 5 non ha brillato certo per originalità o particolari intrecci narrativi capaci di far sobbalzare lo spettatore ormai quasi diventato un tutt’uno con il divano; la storia di Terminus aveva degli aspetti interessanti ma è stata sviluppata piuttosto male; lo stesso vale per il  Grady Memorial Hospital, spunti intriganti ma gettati dal finestrino dopo la prima svolta.Il tutto è culminato con l’ormai famosa “passeggiata-puntata” dell’episodio 10 che ha fatto adirare non poco i fan.

Serviva una svolta, qualcosa che portasse una ventata d’aria fresca alla serie e alla stagione e se è vero che (come hanno affermato i produttori) la serie ha un rinnovo ciclico di storia e ambientazioni ogni otto episodi circa è anche vero che questo rinnovo c’è stato, a partire dall’undicesimo episodio, in cui i nostri entrano a far parte a tutti gli effetti di una comunità, Alexandria, i cui abitanti cercano di vivere una vita normale, con una loro casa, bambini da accudire e tutto il resto.

The-Walking-Dead-5-teaser-promozionaleL’ormai famoso finale di stagione da 90 minuti (64 togliendo le pause pubblicitarie) si apre, oltre che con un ritorno più o meno inatteso, con Rick che deve fare i conti non solo con tutti gli abitanti di Alexandria, compresi i suoi compagni, ma anche e soprattutto con se stesso dopo aver quasi perso la testa alla fine dell’episodio precedente ed essere stato fermato per tempo da un gesto quasi inaspettato da parte di Michonne; per questo verrà sottoposto a giudizio per decidere la sua espulsione dalla comunità o meno.

E qui già dalle prime sequenze ci sono un paio di dialoghi abbastanza esplicativi di cui uno tra Rick e Michonne, dove quest’ultima spiega perchè ha agito in quel modo ossia per il bene del suo compagno di viaggio, solo ed esclusivamente per quello, per fargli capire quanto avesse esagerato e che comunque non lo tradirebbe mai; similmente avviene nel discorso tra Rick e Carol, c’è una particolare complicità tutta loro tra i due che, siamo sicuri, verrà sviluppata ancora di più prossimamente.

Ecco soffermiamoci un attimo sul personaggio Carol; la sua evoluzione nel corso della serie è stata gigantesca e anche in questa stagione non è stata da meno,il suo agire senza alcuno scrupolo con chiunque si trovi davanti, la sua quasi follia, il suo carattere quasi psicopatico,a volte, è un piacere da vedere.

In apertura si diceva che sono molte di più le porte lasciate aperte che non quelle chiuse in questo finale di stagione, ed è proprio così perchè, anche dopo aver finito di vedere la puntata, non sappiamo ancora cosa succederà di preciso. Ci sono tanti, tantissimi punti interrogativi, storie e microstorie lasciate aperte, come per esempio lo scontro tra Glenn e Nicholas, il tormento di padre Gabriel, la vera indentita dei Wolves, la presunta simpatia di Rick nei confronti di Jessie e tanti altri.

Interrogativi che sicuramente troveranno una risposta o una dovuta spiegazione nella prossima stagione, la sesta, in onda ad Ottobre, già confermata da mesi. Un finale di stagione senza pesanti scossoni, c’è da dirlo, ma comunque in grado di risultare particolarmente interessante e intrigante; sia chiaro, la morte di rito da finale di stagione c’è sempre, ma non del personaggio di rilievo.

Inoltre proprio nell’ultima scena assistiamo al ritorno di Morgan, personaggio ricorrente della serie; gradita inoltre la scena post-crediti, attendere fino ad Ottobre sarà quantomeno difficile.

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