Fermo, la recensione del volume di Sualzo

Pubblicato il 10 Marzo 2014 alle 10:45

Un ragazzo confuso alle prese con il servizio civile. Una storia come tante trasfigurata dalla poesia e dalla delicatezza di uno dei più interessanti autori del fumetto italiano: Sualzo. Tutto questo è Fermo, graphic novel proposta da Bao Publishing!

Fermo Sualzo_COVERFermo

Autore: Sualzo (testi e disegni)

Casa Editrice: Bao Publishing

Genere: Intimista

Provenienza: Italia

Prezzo: € 15,00, 17 x 23, pp. 128, col.

Data di pubblicazione: giugno 2013

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Che cos’è che rende meravigliosa quella forma espressiva chiamata fumetto? Il fatto di offrire agli autori la possibilità di toccare un’infinità di tematiche. E la realtà quotidiana è una di esse, come ci si può rendere conto leggendo Fermo, interessante graphic novel scritta e disegnata da Sualzo, alias Antonio Vincenti, personalità poliedrica che ha pubblicato diverse opere all’estero e che si è messo in luce in Italia con L’Improvvisatore e Fiato Sospeso.

Il protagonista di Fermo è un ragazzo qualsiasi, uno che potrebbe essere un nostro amico, un compagno di studi, un vicino di casa. Sebastiano, questo il suo nome, si trova però in una situazione particolare. Per una serie di circostanze non riesce ad evitare il servizio militare (la storia si svolge nel periodo in cui esisteva ancora la leva obbligatoria). La cosa ovviamente non lo entusiasma ma in quanto obiettore ottiene di svolgere il servizio civile. Si aspetta di farlo nella sua città ma ciò non avviene e finisce a Bibbiena, in provincia di Arezzo.

FERMO RECENSIONE 01

All’inizio Sebastiano si illude di dover fare qualcosa alla biblioteca comunale ma scopre con sgomento di essere stato assegnato alla cura di persone problematiche che una segretaria definisce senza tante cerimonie ‘matti’. Certo, non sono pericolosi ma è comunque un compito delicato. Il ragazzo si adatta suo malgrado e scopre che in fondo il contesto non è così orribile. Anzi, in un certo qual modo prova empatia nei confronti delle persone più sfortunate di lui e cerca di comprenderle pur con i suoi limiti. Ma Sebastiano ha altri problemi. Ha una ragazza ma la lontananza non favorisce il loro rapporto, già difficile. Ama la musica, suona il sassofono e trova la maniera di esibirsi pure in un locale. E c’è un ulteriore ostacolo: Sebastiano soffre occasionalmente di attacchi di panico.

E quando all’improvviso scopre che a Bibbiena vive una ragazza di cui si era innamorato alle superiori tutto cambia. I due si riconoscono, iniziano ad uscire insieme e forse potrebbe nascere qualcosa tra loro. Ma la vita confonde Sebastiano. È indeciso sulla relazione con la fidanzata; non ha certezze nei confronti del futuro; non sa realmente cosa vuole fare. È un’anima prigioniera di un mondo fatto di regole che non comprende e solo quando si trova in campagna o nei boschi prova un po’ di serenità interiore e si rispecchia nelle ricorrenti immagini degli animali, ora uno scoiattolo ora un uccello, che con la loro inconsapevolezza si contrappongono alla rigidità dell’esistenza umana (e fungono altresì da interruzioni arbitrarie della narrazione rendendo imprevedibile la lettura).

FERMO RECENSIONE 02

Alla fine Sebastiano troverà il coraggio di compiere le sue scelte. Diventerà un uomo e nell’epilogo vedremo quali saranno le conseguenze delle sue decisioni. Sualzo scrive una storia dai toni lievi e poetici, intensa, malinconica, con personaggi ben delineati, a cominciare proprio da Sebastiano e dalla sua perenne insicurezza. Ma lo stesso vale per l’amico che fa insieme a lui il servizio civile o per la sua fidanzata o per la ragazza da lui vagheggiata. I dialoghi sono spontanei ed evocano efficacemente la quotidianità che l’autore ha inteso rappresentare e sono apprezzabili le citazioni e i riferimenti di vario tipo, letterari e musicali, presenti nella sceneggiatura, da Rino Gaetano a Franco Battiato, da Derek Walcott a Giovanni Giudici.

Fermo è valido anche per l’aspetto grafico. Il tratto di Sualzo non è realistico ma non eccede con stilemi cartoon e ha il pregio della fluidità e della raffinatezza. Molte tavole hanno un’eleganza indubbia e l’autore, oltre a visualizzare efficacemente i personaggi e a rendere evidenti le loro emozioni, dimostra un’attenzione impeccabile nei confronti dei paesaggi naturali, per esempio, degli interni dei locali notturni e delle suggestive architetture di Bibbiena. Il tutto è abbellito da colori delicati, impalpabili, sfumati e oscuri (in particolare nelle tavole imperniate sui sogni e sui flashback), appropriati per l’atmosfera della narrazione. Sualzo è un autore da tenere d’occhio e Fermo un’opera che dimostra per l’ennesima volta quanto il fumetto sia realmente in grado di toccare tematiche tra le più disparate. Da provare.

Voto: 7

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