Recensione Batman 37 – Planeta DeAgostini

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Autori: Grant Morrison, Philip Tan
Casa editrice:
Planeta DeAgostini
Provenienza: Stati Uniti
Prezzo: 3,50 euro


Quando lessi che Batman & Robin, la nuova serie scritta da Grant Morrison dedicata all’Uomo Pipistrello, si sarebbe rifatta ai toni e alle atmosfere del famoso telefilm con Adam West, onestamente rimasi piuttosto turbato…. Questo perché ho sempre preferito il Batman dark e tormentato a quello più scanzonato e ironico degli anni Sessanta o degli orribili film di Joel Shumacher, che di fatto snaturavano la vera essenza del personaggio. Quando ho letto i primi numeri di questa serie, però, sono stato felice di ricredermi….!

I primi due story-arc finora pubblicati qui in Italia, infatti, sono molto avvincenti e soprattutto per niente demenziali o leggeri. Anzi, è presente una buona dose di violenza e di scene sanguinolente, anche se condite dal tipico humour nero di Morrison e dai suoi personaggi un po’ strambi e pittoreschi.

Non a caso anche Cappuccio Rosso ( rientrato in scena nel numero scorso ), stavolta dismette il  moderno elmetto utilizzato in precedenza nella saga scritta da Judd Winick, optando per un improbabile copricapo cilindrico, che si rifà al costume originale indossato da Joker il giorno in cui si trasformò nell’inquietante clown del crimine.

Il personaggio di Jason Todd, ex-Robin deviato che estremizza la missione di Batman, è molto interessante e sembra sprofondare sempre più nella pazzia ogni volta che ricompare. Morrison, infatti, ne approfitta per accentuare le conseguenze negative che la lotta al crimine ( in particolare accanto a Batman ) ha provocato in lui, sia a livello fisico che mentale. Stavolta si avvarrà anche di un’aiutante, ovvero la ragazzina rimasta sfigurata per colpa del perfido Mr. Pyg nel precedente story-arc. Due personaggi tristi e tormentati, dunque, che formano così una sorta di versione distorta e violenta del Dinamico Duo e che metterà in dubbio l’efficacia dei loro metodi.

I disegni di Philip Tan non sono estrosi e particolari come quelli di Quitely, suo predecessore, ma il suo tratto sporco e impreciso, anche se un po’ grezzo, si adatta comunque bene agli oscuri vicoli di Gotham City.

Ma il vero punto di forza della serie, alla fine, è proprio la nuova coppia di protagonisti da cui prende il nome. Lo scrittore infatti riesce a caratterizzare molto bene il rapporto fra i due e le loro divergenze, dovute soprattutto al giovane Damian Wayne, spocchioso e arrogante e soprattutto incapace di accettare ordini da Dick Grayson, che vede come un “usurpatore” del ruolo che era di suo padre. Anche Dick, d’altro canto, continua a sentire il peso delle sue responsabilità e del confronto col suo mentore, oltre a dover tenere a bada una testa calda come Damian, impulsivo e sempre pronto a cacciarsi nei guai….L’unica pecca è probabilmente proprio il fatto che in questo momento l’ex-Nightwing sia un po’ troppo impegnato a fare il “paparino paziente” e poco il vigilante tutto d’un pezzo, così come si compete a un Uomo Pipistrello….

Questo loro rapporto, così burrascoso e in continua evoluzione, è sicuramente un valore aggiunto alla serie, che ha dalla sua parte la freschezza di una nuova coppia di eroi appena formatasi, giovane e determinata. Se a questo aggiungiamo storie dinamiche e dal ritmo serrato, non appesantite troppo da anni di continuity o sottotrame, abbiamo la ricetta perfetta per una serie di successo.


Voto: 8

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